Parola a un millennial

Cosa pensa un giovane delle scuole superiori sull’equilibrio tra progresso tecnologico e cambiamento sociale? Lo abbiamo chiesto a Tommaso Broggian, uno studente del Liceo Scientifico di Gallarate che ha vinto a Catania l’edizione 2018 di “Futura 4.0”, la competizione nazionale di public speaking in lingua inglese organizzata dal Ministero dell’Istruzione. È lui stesso a firmare questo articolo

E' ormai un dato di fatto che le tecnologie tendano a diffondersi sempre più in modo pervasivo in tutti i settori economici e che macchine e computer stiano ormai tendendo da anni a fagocitare il lavoro in qualunque contesto. Tuttavia, la presa di coscienza che le macchine avrebbero progressivamente sostituito l’uomo non è una novità. L’uomo ha infatti sempre avuto la tendenza a cercare di fare meno fatica e al tempo stesso essere il più produttivo possibile e questa sua capacità lo ha portato a sviluppare le tecnologie che oggi dominano le nostre vite.

L’impiego di queste tecnologie che stanno pian piano sostituendo l’uomo ha sicuramente avuto alcuni effetti positivi; primo fra tutti la creazione di un nuovo settore economico, l’ICT (Information and communication technology), che nel tempo ha generato nuova occupazione. Inoltre, l’utilizzo di queste tecnologie ha consentito di aumentare la capacità d’uso delle risorse disponibili nelle varie attività produttive e di conseguenza di aumentare la produttività delle singole aziende. Secondo questo ragionamento, si potrebbe giungere alla conclusione che le tecnologie continueranno ad assistere l’uomo e lo aiuteranno a creare nuove aree di lavoro, ma affermare che in futuro si ripeterà ciò che è accaduto in passato, ovvero che le tecnologie genereranno nuovi posti di lavoro, è decisamente azzardato. 

Se si considera il grafico di Morris che rappresenta l’evoluzione dell’uomo nel corso della storia in relazione al grado di sviluppo della società stessa, si può notare come la capacità dell’uomo di svilupparsi sia rimasta costante per molto tempo, progredendo così molto poco. Poi, improvvisamente, ha subito un’accelerata esponenziale, grazie anche all’avvento delle ultime tecnologie che ci hanno contraddistinto, in particolare negli ultimi cinquant’anni, portando le società più evolute quasi alla piena occupazione. Non tutte le ricerche degli ultimi anni condividono tale visione ottimistica. Questo perché diversi economisti credono che lo sviluppo tecnologico che si avrà nei prossimi anni sarà di tutt’altra portata rispetto al passato e che l’uomo non riuscirà, nella gran parte dei casi, a “difendersi” da questa ondata tecnologica. 

In conclusione, se l’uomo sarà in grado di intervenire con lungimiranza, sia a livello macro che micro-economico, riuscirà ad assorbire parte dell’effetto negativo, che comunque ci sarà sicuramente. Il futuro è perciò, ancora una volta, in mano all’uomo e alle sue abilità e le risposte scaturiranno dagli obiettivi che si porrà e dai valori delle nuove società. 

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