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Il passeggero che arriva a Malpensa dalla Stazione Ferroviaria al piano -1 o che, appena sbarcato, deve partire alla volta di Milano si trova ad attraversare la “Soglia Magica”, un luogo in penombra di circa 900 metri quadrati, progettato da Pierluigi Nicolin insieme agli architetti Giuseppe Marinoni, Sonia Calzoni, Giuliana Di Gregorio e la consulenza del grande artista Alberto Garutti. L’ambiente è rappresentato da una soglia virtuale formata da un taglio di luce che durante il giorno arriva direttamente dall’esterno, mentre di sera è illuminata da luce artificiale. Sul pavimento un’iscrizione accoglie il visitatore: “Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora”. “La Soglia Magica” risultò il progetto vincitore del concorso internazionale promosso da SEA Aeroporti di Milano nel giugno 2009, tra gli oltre 90 provenienti da tutto il mondo. L’ambiente venne inaugurato nel 2010 con l’obbiettivo di ospitare mostre e installazioni d’arte, diventando così la dodicesima porta di ingresso al capoluogo.
Un’idea visionaria e sicuramente originale per un aeroporto, un non-luogo per eccellenza, dove ogni giorno migliaia di persone transitano, arrivano, partono, si fermano solo per poche ore, giusto il tempo di aspettare la coincidenza del volo. Un luogo apparentemente senza un’identità precisa, capace di concentrare persone provenienti da ogni parte del mondo, che forse mai più si rincontreranno.
Ma proprio in virtù di questa vocazione, venne l’idea di dare un’identità forte e precisa a Malpensa e regalare, anche se per pochi istanti, momenti di bellezza e riflessione che solo l’arte può offrire. Anche
se di fretta, potersi stupire e ammirare un’opera, può essere un regalo indimenticabile.
Così in questi 9 anni, progetti espositivi e allestimenti suggestivi hanno presentato al pubblico dell’aeroporto opere che hanno scritto la storia dell’arte. La prima mostra presentava i “Sette Savi” di Fausto Melotti, tra i maggiori esponenti della cultura artistica a cavallo tra gli anni ‘50 e ‘60, restaurati grazie al contributo di SEA.

“La Soglia Magica” risultò il progetto vincitore del concorso internazionale promosso da SEA Aeroporti di Milano nel giugno 2009:

Il grande gruppo scultoreo, ottenuto sul modello di quelle in gesso esposte alla Triennale nel 1959, nella penombra della Soglia Magica sorvegliava i viaggiatori in transito nella magia del suo impenetrabile fascino. I Sette Savi sono riproposti oggi in uno strepitoso allestimento dell’architetto Michele De Lucchi, che nella sua semplicità esalta il fascino di quest’opera arcana e maestosa. Nel 2014 il “Cavallo e Cavaliere” di Marino Marini, l’antimonumento equestre per eccellenza, grazie alla collaborazione con il Museo del Novecento, si presentava in tutta la sua forza, con la semplificazione delle masse in spigoli, triangoli e traiettorie oblique, assieme al vigoroso convergere delle figure, il fascino per i volumi energici. Oggetti misteriosi firmati da Giò Ponti, collocati in un dialogo che sembrava ricreare un ambiente metafisico, venivano esposti in un doveroso omaggio al grande designer. Nel luogo e nel tempo sospesi tra arrivo e partenza un pavimento che poteva essere una pittura, un angelo che poteva essere una chiesa e tanti obelischi bianchi che contraddicevano la loro tradizionale, solitaria, severa monumentalità, ricreavano un ambiente utopistico e quanto mai contemporaneo, anche
se le opere datavano 1966, 1967 e 1976.
La contaminazione tra arte contemporanea e spazi pubblici ha saputo così creare una intersezione magica tra la Soglia e il pubblico che la attraversa ogni giorno. I viaggiatori si fermano,
contemplano, scattano foto, fanno selfie. Dopo un primo sentimento di stupore che trova del tutto inaspettata una mostra d’arte in un aeroporto, la Soglia diventa un appuntamento da ricercare per chi transita da Malpensa. Il progetto di vocazione all’arte e alla cultura quindi si amplia e l’aeroporto negli anni promuove la musica in occasione della Milano Music Week con concerti gratuiti, si apre alla fotografia con mostre che approfondiscono temi diversi e riflessioni contemporanee e trovano ideale collocazione in spazi dislocati del Terminal 1. Così la sosta all’aeroporto può diventare una possibilità, l’attesa può trasformarsi in un’opportunità. In occasione di Expo, La Porta di Milano accolse la suggestiva video installazione di Max Dorigo “Arte per l’umanità” su “Il Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo, come immagine icona del primo mese di Expo, mentre in chiusura della grande kermesse internazionale l’omaggio di Helidon Xhixha all’Ultima cena di Leonardo da Vinci nell’installazione dal titolo “Everlasting”, 13 sculture monolitiche in acciaio a simboleggiare gli apostoli e il Cristo, immerse nella penombra della Soglia Magica.
La contaminazione degli spazi aeroportuali e la creatività artistica cresce nel tempo e il progetto si amplia anche ad altri ambienti come la Sala Montale, la Sala Respighi e la Sala Vip Schengen con una nuova collaborazione che vede SEA e il Museo MA*GA di Gallarate lavorare insieme a progetti espositivi che coinvolgono per lo più artisti del territorio. Nelle Vip Lounge i passeggeri possono trascorrere i momenti prima dell’imbarco lavorando, leggendo o semplicemente rilassandosi in una elegante cornice impreziosita da opere d’arte. Ad aprire la rassegna la personale di Vittore Frattini che proprio
all’esterno di Malpensa ha realizzato la scultura “La Grande V” capace di dare il benvenuto ai viaggiatori in arrivo e in partenza e che si introduce come segno nello spazio e nell’orizzonte prealpino, collegando in modo indissolubile l’opera di Frattini al tema del viaggio. Tema che ovviamente è indissolubilmente legato alla natura dell’aeroporto e porta con sé emozioni, sentimenti, paure che riempiono la scelta di partire o di tornare.
Dalla collaborazione con il museo gallaratese vengono realizzate le mostre dedicate a Gottardo Ortelli, Giorgio Vicentini, Salvatore Lovaglio, Oksana Mas, Silvio Zanella, Paolo Masi e ha dato spazio alle installazioni di Missoni e Ugo La Pietra. L’ambiente Interno/Esterno realizzato da quest’ultimo riproduce un paesaggio apparentemente domestico - la stanza di una casa - salvo poi far accedere lo spettatore in un orizzonte prospettico in bianco e nero di una via di Milano, al centro del quale si collocano i binari del tram. L’ambiente è pensato e vuole coinvolgere attivamente il pubblico invitato a fotografarsi e condividere sui social i selfie. Proprio l’utilizzo dello spazio da parte del pubblico come luogo di esperienza e set fotografico attiva ancora oggi un sistema di comunicazione dell’opera all’esterno, rendendo visibile “fuori” ciò che accade all’interno dell’aeroporto.
Un viaggio tra interno ed esterno, tra dentro e fuori, tra l’orizzonte e il cielo, tra ciò che ci aspettiamo e ciò che può sorprendere, tra la realtà e il sogno, che solo l’arte, in tutte le sue forme può permetterci di fare.

 

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