La-logistica-punta-sulla-Cargo-City

Se nel pieno della pandemia il trasporto aereo passeggeri ha subito, giocoforza, una violenta battuta d’arresto, quello delle merci è esploso. Il Covid ha fatto da acceleratore di molti processi evolutivi. Lo testimoniano gli operatori logistici che operano su Malpensa: Dhl, CargoLux, Mle e Alha Group. Realtà protagoniste di una forte crescita e strategiche nella tenuta sociale del territorio (con un’espansione occupazionale andata controcorrente) e nell’affrontare l’emergenza (con la movimentazione del materiale sanitario)

La presenza, a Malpensa, del principale hub dell’Europa meridionale di Dhl Express permette alle imprese della provincia di Varese, a quelle lombarde e a quelle del Nord Italia, di raggiungere oltre 200 Paesi. Con tempi molto veloci. Le merci in 24 o 48 ore arrivano a destinazione. In tutto il mondo. I dati parlano chiaro. L’Area Cargo dell’aeroporto della brughiera è il ponte che collega il made in Italy con tutti i principali mercati internazionali. “Il territorio limitrofo a Malpensa è ricco di aziende manifatturiere fortemente votate all’export. La presenza del nostro hub, quindi, è un asset strategico per queste realtà. Supportiamo le imprese sia locali sia nazionali che producono ed esportano, favorendone il processo di internazionalizzazione”. Nazzarena Franco, Ceo di Dhl Express Italia motiva così la decisione dell’azienda di investire 110 milioni di euro proprio nella Cargo City della brughiera per costruire quello che, oggi, è considerato il quarto hub europeo per volumi e movimentazioni di merci. Una scelta per niente casuale. “Abbiamo iniziato a credere in questo investimento nel 2020 – racconta Franco –. Oggi riusciamo a raggiungere il Sud Italia, tutta l’area mediterranea, gli Stati Uniti e il Middle East”.  

Dopo questo considerevole investimento, complici anche la pandemia e l’aumento esponenziale dell’e-commerce che hanno fatto da acceleratore a molte evoluzioni, Dhl non si è più fermata. Nell’ultimo biennio ha implementato il sistema di smistamento. “Siamo in grado di gestire 38.000 pacchi all’ora – specifica Franco –. Nei primi mesi di emergenza sanitaria siamo stati capaci di approvvigionarci molto velocemente”. La flotta aerea è quasi raddoppiata. “Da 300 aerei siamo arrivati a 400 e abbiamo in ordine l’acquisto di altri velivoli”. Investimento nelle infrastrutture, quindi, ma non solo. Anche le persone sono al centro dello sviluppo di Dhl. “Nel 2020 eravamo in 500. Oggi siamo in 1.100”. Sono stati assunti 600 dipendenti in poco tempo. Non solo agenti di rampa o tecnici di magazzino, ma anche ingegneri. A dimostrazione del fatto che, come sottolinea Nazzarena Franco, “siamo un’azienda con processi altamente tecnologici”. Il traffico aereo di merci, quindi, è stato teatro di una metamorfosi. Con un bilancio più che positivo. Oltre che inaspettato. I movimenti giornalieri di Dhl ne sono la prova. “Dai 30 del 2020, siamo arrivati a gestire 52 voli aerei quotidiani”, precisa il Ceo Franco. 

Nuovi scenari internazionali. Nuove opportunità per il futuro. Nuove traiettorie da percorrere. La pandemia ha fatto letteralmente esplodere la Cargo City di Malpensa. Protagonisti su questo sfondo sono stati, sono e continueranno ad esserlo, gli operatori logistici. Parte attiva dell’aeroporto della brughiera. L’esperienza di Dhl è simile a quella di altre aziende del settore. Elasticità nelle scelte da prendere, per esempio, è stata la strategia vincente di CargoLux. Fabrizio Cortese, Ceo della realtà logistica, racconta: “Grazie a Sea e ai nostri partner non ci siamo mai fermati. Abbiamo fatto un grande lavoro durante i primi mesi di pandemia per il trasporto di mascherine e dispositivi medici”. La flessibilità operativa ha permesso a CargoLux di affrontare anche diverse difficoltà. “Il nostro network è stato completamente disintegrato in quel periodo”. Ma nonostante questo, incalza Cortese, “siamo resistiti a questa onda d’urto senza precedenti”.

Una situazione simile è toccata anche a Mle - Malpensa Logistica Europa. “Un operatore logistico è molto condizionato dai contesti geopolitici internazionali – afferma Mauro Grisafi, Ceo dell’azienda –. L’impatto sulla nostra attività è stato pesante. Da una parte abbiamo dovuto affrontare l’aspetto di gestione del personale e dei costi. Dall’altra abbiamo dovuto continuare a sviluppare il business”. Per un’azienda come Mle, che lavora h24, sette giorni su sette, non è stato facile gestire gli aspetti legati all’operatività. “Siamo stati flessibili. Abbiamo utilizzato nuovi canali di comunicazione e abbiamo interagito con i sindacati territoriali e le Università lombarde”. E poi c’è stato il problema di contenere i costi. I prezzi delle materie prime sono schizzati alle stelle. “Ci siamo adoperati – continua Grisafi – per utilizzare materiali diversi”. Infine, la necessità di continuare a portare avanti il business. “Siamo intervenuti sui processi”. Il mercato cambia velocemente e un operatore logistico deve mantenere il passo. È stato così anche per Alha Group. “Capacità di reazione e adattamento sono due parole chiave che ci vengono imposte dal contesto in cui viviamo – chiosa Lorenzo Schettini Gherardini, Ceo dell’azienda –. Abbiamo imparato ad essere veloci”. Anche per questo motivo, il magazzino di Alha è stato scelto come base dalla Croce Rossa Italiana per il trasporto di materiale sanitario nei primi mesi di pandemia. “Motivo di grande orgoglio per la nostra realtà”, come ci tiene a sottolineare Gherardini. 

Resilienza, spirito di adattamento, flessibilità e velocità. Ma anche visione futura verso investimenti strutturali. È grazie a queste azioni che alcuni dei principali operatori logistici dell’aeroporto hanno saputo affrontare le difficoltà. Il Presidente di Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile), Pierluigi Di Palma chiosa: “Il cargo è stato il primo settore a recuperare i livelli 2019 pre-pandemia confermando così di essere stato il segmento che ha risentito in maniera minore dell’intera crisi del trasporto aereo, perché le merci hanno sempre continuato a viaggiare nonostante le restrizioni in vigore. Ora si tratta di accompagnare una nuova crescita e un ulteriore sviluppo, attraverso una rete di trasporto cargo intermodale, integrata e compatibile”.   

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