Quando il Giappone investe nel Varesotto
Quelle di Yanmar Italy e Duplomatic Motion Solutions sono storie diverse, accomunate però da una stessa matrice: la guida di multinazionali nipponiche
Quando il Giappone investe, non porta solo capitali, ma un modello industriale fondato su rigore organizzativo, attenzione alla qualità e un diverso approccio alle relazioni interpersonali. Un cambio di paradigma che si riflette non solo nei processi, ma anche nel modo di collaborare. È una storia che si legge nei numeri, ma soprattutto nei percorsi di aziende che, pur affondando le radici in grandi gruppi nipponici, hanno trovato nel territorio varesino un ecosistema fertile per crescere e produrre valore. È il caso della Yanmar Italy Spa di Cassano Magnago, ma anche della Duplomatic Motion Solutions Spa con sede a Busto Arsizio, Parabiago e Lainate. La prima ha recentemente tagliato il traguardo dei trent’anni di attività. Nata nel 1995 da una joint venture con Cagiva, oggi è parte di una delle sette divisioni globali di Yanmar, il gruppo giapponese con headquarter a Osaka, che produce e commercializza motori, trattori, macchine movimento terra e sistemi per l’energia, per un fatturato complessivo che si aggira attorno ai 10 miliardi di euro. La seconda, invece, fondata nel 1952, è attiva nella produzione di componenti e sistemi oleodinamici per applicazioni industriali e oggi è parte di Daikin Industries, la multinazionale, anch’essa giapponese, che produce soluzioni di riscaldamento, raffrescamento e purificazione dell’aria.
È in questo intreccio tra dimensione locale e respiro internazionale che si inserisce il fil rouge che lega le due aziende: storie diverse, ma accomunate dalla stessa matrice culturale e industriale, che dimostrano come quello varesino sia un territorio attrattivo per gli investimenti esteri ad alto contenuto tecnologico. Nel caso di Duplomatic, l’ingresso nella giapponese Daikin nel 2022 ha rappresentato un punto di svolta: “un cambio di pelle”, così lo definisce il Cfo dell’impresa, Marco Malini. “Dopo una lunga fase segnata da diverse operazioni di private equity – continua –, l’azienda ha consolidato la sua crescita arrivando ben oltre i confini italiani. Duplomatic, oggi, è un sottogruppo del colosso Daikin, articolato in dieci aziende distribuite tra Europa, America e Asia, con una presenza globale che copre quindici fusi orari grazie alla forza lavoro di 700 collaboratori e un fatturato di 140 milioni di euro”. Numeri che raccontano una presenza capillare sui mercati con soluzioni specifiche dedicate a macchinari industriali e mobili, dalle gru alle macchine movimento terra, fino a infrastrutture più complesse come quella realizzata per l’Expo 2020 di Dubai. Quello di Duplomatic è un mercato che entra in sinergia con Daikin perché, come precisa Malini, “nei sistemi dell’impresa sono necessarie anche delle tecnologie di raffreddamento e il Gruppo è leader nel mondo della climatizzazione. È dall’incontro delle due rispettive specializzazioni che creiamo delle integrazioni di prodotto interessanti. Sempre per questo gioco di incastri di competenze, nel 2024 abbiamo acquisito un ramo d’azienda di Eata Equipaggiamenti, oggi Business Unit Custom Chillers di Duplomatic, attiva nel mercato della refrigerazione per il settore industriale”.
L’integrazione con il Giappone, però, è anche culturale: “L’ingresso nel perimetro Daikin, ha portato con sé un rafforzamento dei processi, una maggiore organizzazione interna e un’attenzione ancora più rigorosa ai risultati. Non a caso, abbiamo sei expatriates (espatriati, ndr) giapponesi che lavorano con noi, per trasferirci mentalità, approccio e regole della casa madre”. Un’influenza che si riflette anche sui fronti Esg (Environmental, Social, Governance): “La cultura giapponese è orientata al rispetto e alla valorizzazione delle persone, con l’impegno di promuovere un ambiente equo, in cui tutti i dipendenti possano esprimere il proprio potenziale, dimostrando le proprie unicità e i propri punti di forza esclusivi. Senza dimenticare la sostenibilità ambientale. Duplomatic era già attenta al tema, ma con il Gruppo ha avuto un’accelerazione. Basti pensare agli investimenti realizzati nello stabilimento di Parabiago per l’efficientamento energetico, in linea con l’obiettivo del Gruppo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050”.
E mentre Duplomatic rappresenta il caso di una Pmi locale che è cresciuta sotto la spinta di un grande gruppo globale, quella di Yanmar Italy è la storia di un’azienda giapponese che ha voluto mettere radici nel territorio varesino fino a diventare un nodo strategico della sua rete internazionale.
Quello a Cassano Magnago è, infatti, un unicum nel panorama europeo: è l’unico stabilimento del Gruppo Yanmar in Europa in grado di produrre motori industriali partendo da zero. “Dalle viti al pistone”, come dicono in azienda. Un presidio strategico che vale oltre 100 milioni di euro di fatturato annuo, impiega 130 collaboratori e rappresenta circa il 15% del business totale della Divisione Motori. La particolarità di Yanmar Italy sta nel suo doppio ruolo: produttivo e distributivo. “Da un lato, realizziamo motori destinati ad applicazioni industriali, nei settori dell’energia, delle costruzioni e dell’agricoltura – spiega il Presidente, l’ingegnere Carlo Cavallero –. Si tratta di motori monocilindrici raffreddati ad aria; motori assemblati a partire da basi provenienti da altri stabilimenti del Gruppo; motori marini; generatori e pompe. Dall’altro, gestiamo direttamente la commercializzazione in Italia, fungendo da hub tra le diverse società del Gruppo. Stessa dinamica quando un motore prodotto nel nostro stabilimento a Cassano Magnago finisce in Giappone o negli Stati Uniti, ad esempio. Il passaggio avviene sempre attraverso le altre territoriali del Gruppo, mantenendo però una piena tracciabilità del cliente finale”.
Un modello organizzativo, questo, che riflette la struttura internazionale della multinazionale giapponese, basata su una gestione coordinata dei mercati. Il raggio d’azione di Yanmar Italy è quindi globale: i motori dell’impresa arrivano in ogni angolo del mondo, dall’Australia al Sud America, fino a deserti polari come l’Antartide. E anche qui, come in Duplomatic, emerge una forte influenza giapponese: “Prestiamo molta attenzione alla qualità, alla durata e alla conformità normativa, con motori in grado di rispettare anche gli standard ambientali più stringenti – sottolinea l’ingegner Cavallero –. Ci stiamo orientando anche al futuro, lavorando sui temi dell’elettrico e dell’idrogeno per entrare nella logica della riduzione delle emissioni, in linea anche con la ‘Green Challenge 2050’ che persegue il Gruppo per una sostenibilità e neutralità climatica sempre più avanzata. Ma non solo. Siamo molto attenti anche alla qualità del lavoro. Basti pensare agli investimenti volti a migliorare le condizioni lavorative, che ammontano a circa un milione e mezzo di euro annui”.




