Centro Studi

  • Mondo culturale e partnership pubblico-privato

    C’è, ad esempio, il Comune di Milano che, con un avviso per la ricerca di sponsor a cui hanno partecipato diverse aziende, è riuscito a finanziare mostre nel corso dell’Art Week. Oppure nel bergamasco, nel 2018, è stato firmato un accordo di partenariato speciale con il Teatro Tascabile per recuperare il Monastero del Carmine, in disuso da 40 anni e trasformarlo in un centro nazionale per le arti performative. Non solo di Art Bonus si alimenta il sostegno delle imprese all’universo artistico

  • Le aziende di Varese nel mondo

    In un contesto sociopolitico in costante mutamento, dovuto al perdurare del conflitto russo-ucraino e non solo, le imprese varesine hanno mantenuto i loro livelli di competitività sulle piazze estere? 
    L’Indagine Internazionalizzazione 2023, condotta dalle 9 Associazioni Territoriali di Confindustria Lombardia, ha scattato una fotografia di quanto sta accadendo nelle realtà industriali manifatturiere della provincia all’ombra delle Prealpi

  • Una provincia che scompare

    Ci sono i 65mila varesini residenti all’estero (come Gallarate e Luino messe insieme). I 32mila frontalieri che lavorano in Svizzera (l’equivalente di Saronno). Ma soprattutto i 24.500 giovani Neet (più della città di Tradate). È come se mancasse all’appello dello sviluppo un intero pezzo di territorio in fuga. Senza contare una curva demografica impietosa, a cui si accompagnano gli insufficienti livelli di laureati e di diplomati per far fronte alle richieste di competenze delle imprese 

  • Leggero calo dei prestiti alle imprese

    È un passo indietro del -1,2% quello che il Centro Studi di Confindustria Varese registra negli affidamenti concessi dal sistema bancario alle realtà manifatturiere del territorio. Un primo campanello di allarme, secondo il Presidente Roberto Grassi. Ma a preoccupare le aziende in questa fase non è tanto l’aumento dei tassi, quanto piuttosto l’incertezza del mercato, i rientri dopo la moratoria del Covid e un sistema di rapporti con le banche troppo “impacchettato” 

  • La prospettiva degli aiuti di Stato

    I numeri, soprattutto quelli relativi al Pil pro capite, fanno del Nord della provincia di Varese un’area che potrebbe ormai rientrare in quelle che il Regolamento Europeo definisce “Zone C non predefinite”, ossia potenzialmente meritevoli di risorse e incentivi maggiorati per lo sviluppo. Non una medaglia d’onore, ma sicuramente un’opportunità per impostare nuove politiche di crescita 

  • Quel cuneo da scalare

    La differenza è abissale: ogni 100 euro dati in busta paga ad un lavoratore, a un’impresa italiana costano 187, ad una svizzera 129,4. Qualsiasi partita sugli oneri fiscali e previdenziali è ingiocabile. Ma la desertificazione industriale del Nord della provincia di Varese e i suoi problemi di sviluppo non dipendono solo dalla competizione con i vicini elvetici. Le carenze infrastrutturali e di collegamento sono un altro freno per un vero rilancio che, però, non è impossibile 

  • Varese wellness destination

    Il verde dei monti, l’azzurro dei laghi e il bianco delle montagne innevate che si vedono come prima immagine entrando nel capoluogo. Sono questi i colori della bandiera del “green living” di un territorio che, anche grazie alla riscoperta della bellezza dei luoghi di prossimità, alla sua vocazione sportiva, ai suoi laghi e alla sua ricca cultura artistica e industriale, può giocare nuove carte sul tavolo dell’attrattività

  • Il mosaico di un settore al centro dell’Europa

    La convergenza di sistemi stradali, ferroviari e aerei che crea, anche grazie a Malpensa, un potenziale di sviluppo dell’intermodalità come in poche altre aree d’Italia. La presenza di grandi operatori internazionali come Ups, FedEx, Dhl, Hupac e Amazon. L’indotto che si allarga a numerosi medi e piccoli operatori per migliaia di posti di lavoro. La provincia di Varese è, a tutti gli effetti, terra di trasporti

  • La mappa degli stipendi 2022

    Avere competenze digitali 4.0 conviene. Mediamente, un lavoratore di un’impresa del Centro-Nord, con un know-how spiccato sui fronti della digitalizzazione, guadagna il 6% in più di un collega con un curriculum tradizionale. Un differenziale che nei lavoratori under 35, per alcune mansioni, arriva fino al 14%