Al Raviolificio Scoiattolo l’heritage diventa innovazione

Gli studenti internazionali del corso LIUC dedicato al patrimonio d’impresa hanno visitato l’azienda di Lonate Ceppino, dove una storia nata più di 40 anni fa da un piccolo laboratorio familiare oggi corre verso nuovi mercati, nuove linee produttive e una fase di forte espansione industriale

Non solo studiare in teoria la storia delle imprese, ma attraversarla, vedendola prendere forma tra ricette, macchinari, celle refrigerate, laboratori di ricerca e sviluppo. Capire come un’eredità familiare possa diventare, oggi, una leva di crescita internazionale. È ciò che è successo al Raviolificio Scoiattolo di Lonate Ceppino, dove gli studenti e le studentesse internazionali del corso di Business Heritage dell’Università LIUC hanno incontrato da vicino una realtà varesine familiare e in grande espansione del settore della pasta fresca. Dopo il caso Saltafoss, studiato tra aula e prove su strada, il percorso dedicato al patrimonio d’impresa ha portato ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte del mondo dentro un’altra storia profondamente legata al territorio, ma proiettata ben oltre i suoi confini. Qui l’heritage non è soltanto memoria, ma materia viva, fatta di manualità, visione imprenditoriale, passaggi generazionali, capacità di innovare senza smarrire l’identità originaria.

“L’idea di Heritage ha dentro il significato del tempo – ha spiegato Federico Visconti, Direttore di Civis – Cultura, Innovazione e Valori Imprenditoriali per lo Sviluppo di LIUC a margine della visita agli stabilimenti Scoiattolo –. Il tempo è un grande valore. Heritage significa anche imparare dal tempo. È una risorsa per la strategia: chi ha in mano l’azienda deve capire come l’eredità del passato può aiutare a essere competitivi oggi”. Un concetto che, tra le linee e gli spazi produttivi di Scoiattolo, assume una dimensione molto concreta: “L’Heritage, basta anche girare nelle fabbriche, ha dentro la dimensione del fare, i mestieri, le specificità dei lavoratori. Tutti parlano di intelligenza artificiale, digitalizzazione, servitizzazione. Non dimentichiamo che ci vogliono poi persone che sanno mettere le mani in pasta, è proprio il caso di dirlo”, ha precisato Visconti. È proprio da una ricetta familiare e da una sfoglia tirata con competenza artigianale, che nasce la storia di Scoiattolo. L’azienda prende forma nel 1983 dall’iniziativa di Ebe e Tino, fondatori di un progetto che, da piccolo laboratorio, si è trasformato in un’impresa con 225 dipendenti, 2 stabilimenti per 22.000 metri quadrati complessivi, un fatturato 2025 di 68 milioni di euro e una presenza in 40 Paesi. Una crescita costruita attorno alla pasta fresca ripiena e liscia, tra prodotti a marchio Scoiattolo e private label per la grande distribuzione. “Negli anni Scoiattolo è diventata una grande impresa e un progetto che continua a crescere non solo in termini di espansione nei mercati, ma anche nell’innovazione, nello sviluppo di prodotto e nella progettualità sul territorio e nel mondo degli alimentari”, ha raccontato agli studenti LIUC Alice Galli, Responsabile Comunicazione e Marketing del Raviolificio Scoiattolo.

Una crescita che oggi vive una nuova accelerazione. Scoiattolo ha infatti da poco inaugurato il cuore operativo del nuovo stabilimento aziendale: una linea integrata e automatizzata ad alta efficienza, pensata per aumentare capacità, qualità e flessibilità produttiva. Il nuovo edificio, adiacente allo storico sito che resta attivo, si estende su 10.000 metri quadrati ed è il risultato di un progetto sviluppato in più di tre anni. Al suo interno trovano spazio la nuova area logistica con 600 posti pallet refrigerati, un sistema WMS su misura, movimentazioni LGV, un laboratorio di Ricerca & Sviluppo con linea pilota industriale e la nuova linea produttiva dedicata alle fasi di produzione e confezionamento. L’investimento complessivo è di 20 milioni di euro,a cui si aggiungeranno altri 10-15 milioni per l’implementazione di tre ulteriori linee, una delle quali prevista nei primi mesi del 2027. Ogni linea potrà raggiungere una capacità di circa 6 milioni di chili annui, per un potenziale complessivo di 24 milioni di chilogrammi a pieno regime. Numeri che raccontano un’azienda in forte espansione, pronta a consolidare il proprio ruolo in Italia e all’estero, con prospettive significative anche nei mercati britannico e americano.

Eppure, proprio mentre guarda a nuovi mercati, Scoiattolo continua a fondare il proprio racconto su un’identità familiare solida e imprescindibile. “Il Business Heritage per noi è fondamentale, perché ci permette di raccontare qualcosa di autentico e di costruire un valore intorno alla marca: una vera e propria storia che continua e si evolve”, ha sottolineato Galli. Una storia fatta di “curiosità, dinamismo, tenacia e forte passione per il mondo della pasta fresca”, tramandata di generazione in generazione, con l’obiettivo di arrivare “in tutto il mondo con le nostre idee, la nostra voglia di migliorarci e di mantenere un prodotto di qualità e distintivo”. Per gli studenti LIUC, la visita ha rappresentato un’occasione per andare oltre la teoria dei libri di testo e osservare come la memoria d’impresa possa tradursi in processi, prodotti, posizionamento e scelte industriali. “Ho trovato questa visita molto interessante. Questo non è un corso in cui si è semplicemente in classe, si ascolta i professori che rispondono alle nostre domande. Sei sul campo, per vedere e sperimentare ciò che il professore ti ha insegnato in aula. Cosa che non accade di certo tutti i giorni”, ha raccontato Guillaume, studente francese di management. Dello stesso avviso per Nahyum e Gyurim, studentesse sudcoreane di Business Management: “Abbiamo scelto di venire a studiare in Italia perché è il luogo perfetto in cui perfezionare la nostra materia di indirizzo. Durante la nostra esperienza in LIUC abbiamo avuto l’opportunità di vedere dal vivo le aziende che di solito studiamo solo sui libri. Non succede spesso”. Aprire le porte aziendale ad una classe internazionale, per Scoiattolo, ha significato uno scambio diretto tra impresa, Università e mondo. “È la prima volta che ospitiamo così tanti studenti, soprattutto da così tanti Paesi diversi. È stato un bellissimo ponte tra il mondo del lavoro e quello universitario, ma anche un’apertura ulteriore del racconto che possiamo fare direttamente attraverso i colleghi e i professionisti che lavorano con noi, mostrando i nostri processi e ciò che Scoiattolo è ogni giorno”, ha concluso Alice Galli.

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