Gli utensili che fanno girare i motori da cent’anni
Dalla storica sede di Gemonio alle linee produttive dei colossi dell’automotive, la storia di USAG attraversa un secolo di imprenditoria italiana tra passaggi generazionali, acquisizioni internazionali e capacità di adattamento ai cambiamenti del mercato
Oggi è parte di una multinazionale da miliardi di euro. Un secolo fa nacque nella “Ca’ Rossa” (in dialetto, la “Casa Rossa”) di Gemonio. È la USAG, acronimo di “Utensileria Società Anonima Gemonio”. Un’azienda centenaria, la cui storia prende avvio il 1° aprile 1926, quando Anselmo Quadrelli e Teresita Luraschi danno vita ad una piccola bottega di utensili manuali, destinata però a trasformarsi, col passare dei decenni, in uno dei marchi più riconosciuti nel settore dell’utensileria a mano professionale. Da allora, la storia dell’azienda è un intreccio di passaggi chiave e svolte decisive. Negli anni ‘30, all’uscita del fondatore, subentra l’imprenditore di origine tedesca Hermann Amos che, grazie alla sua intuizione manageriale, imprime una prima accelerazione allo sviluppo dell’impresa ampliando lo stabilimento produttivo. Dal 1947 al 1991, invece, la guida passa nelle mani del figlio Giulio Amos, protagonista della crescita di USAG durante il boom economico italiano: è in questo periodo che l’azienda consolida il proprio successo nel secondo dopoguerra, puntando su utensili sempre più ricercati in termini di qualità e affidabilità. Fino a che il percorso di crescita conduce USAG all’ingresso in azienda di grandi gruppi internazionali.
Praticamente, l’impresa gemoniese resta indipendente finché Amos decide di cederla al Gruppo francese Facom. Poi però, come spesso accade, arriva nel 2006 un colosso ancora più grande, l’americana Stanley che successivamente si fonde con la società statunitense Black&Decker. È così che, dal 2010, USAG fa parte del Gruppo Stanley Black&Decker. Si tratta di una realtà imprenditoriale che ha dunque attraversato conflitti mondiali, crisi economiche e trasformazioni dei mercati, continuando a evolversi tra innovazione, qualità e apertura al mondo. Ma che, a cento anni dalla nascita, è un caso emblematico di industria italiana capace di restare se stessa anche dentro una dimensione globale. Lo spiega così il General Manager dell’impresa, Vito Galantino: “La cosa interessante è che USAG, in tutti questi passaggi di consegne, è rimasta un’azienda italiana fortemente radicata sul territorio. L’intelligenza degli americani a capo del Gruppo è stata quella di acquisire un gioiello italiano nel settore dell’utensileria, lasciando però il management al controllo e alla gestione locale. La USAG di oggi è quindi un marchio che risponde a tutti gli effetti alla multinazionale americana, ma a livello interno conserva un grado importante di autonomia. Non a caso, tra tutte le aziende all’interno della Holding che fattura a livello mondiale circa 15 miliardi di euro annui, USAG è l’unica che ha il nulla osta per esportare in tutto il globo. Ciò significa che possiamo far arrivare i nostri prodotti in tutti i Paesi del mondo e, per assurdo, essere i concorrenti delle nostre aziende sorelle, parte dello stesso Gruppo Stanley Black&Decker”.
Chiavi di manovra, dinamometriche, a bussola e cricchetti per le operazioni di serraggio e manutenzione; giraviti, pinze e tronchesi pensati per le lavorazioni meccaniche ed elettriche; forbici professionali ed estrattori; utensili per la misura e il tracciamento, attrezzature per foratura e filettatura, strumenti pneumatici e soluzioni dedicate a settori specifici come l’elettronica o l’idraulica. Questo il ventaglio di prodotti sviluppati da USAG. Senza dimenticare carrelli portautensili, cassette e sistemi di stoccaggio, oltre a veri e propri arredi per l’officina e allestimenti per veicoli. Una gamma completa che si evolve costantemente a partire dall’osservazione diretta delle nuove applicazioni e dalle esigenze dei clienti. “È proprio dal confronto con il mercato che nascono nuovi prodotti, pensati per rispondere a bisogni ancora inespressi. Un esempio recente è rappresentato dallo sviluppo della mobilità elettrica, che richiede utensili sempre più specifici e ad alta precisione”, aggiunge il General Manager Galantino. Strumenti professionali destinati ai settori dell’autoriparazione, dell’industria, ma anche dell’Oil&Gas, dell’artigianato e dell’automotive. Ebbene sì, come spiega il Gm Galantino, “USAG è attiva in un segmento di mercato che si accosta molto al mondo dei motori. Negli anni siamo stati vicini alla Formula 1, alla MotoGP, ora siamo sponsor nel Campionato del Mondo di Motocross della Honda Racing Corporation (HRC). Siamo fortemente legati al settore automobilistico. I nostri prodotti arrivano nelle fabbriche dei colossi italiani di auto, che vogliono sposare l’eccellenza made in Italy anche dell’utensileria manuale”. E continua: “Far parte di un Gruppo come Stanley Black&Decker significa avere, da un lato, i vantaggi che offre la dimensione della Holding, dalla logistica ai sistemi IT e dall’altro, la responsabilità in termini di branding, comunicazione, gestione del marchio e sviluppo del prodotto che sono tutti in mani italiane. Anzi, sarebbe meglio dire, varesine. È qui che dimostriamo l’eccellenza. Siamo noi che decidiamo quali prodotti lanciare, in quale momento e come. Possiamo dire che gli americani, se i numeri sono in linea con gli obiettivi, danno carta bianca e piena autonomia”.

E USAG i numeri ce li ha. A partire dal fatturato che gira intorno ai 200 milioni di euro annui, di cui il 15% è frutto di export. Principalmente in Europa, tra Spagna, Belgio, Francia e Norvegia, mentre il resto si divide tra i distributori in Sud America, nel Medio Oriente, ma anche nel Sud Est Asiatico e in Australia. “Un raggio d’azione mondiale – sottolinea il Gm Galantino –, che però non ha mai perso quel radicamento territoriale che ancora oggi mantiene sul territorio varesino il cuore pulsante dell’impresa grazie ad una forza lavoro di quasi 400 persone, tra i reparti produttivi e gli uffici commerciali. Un capitale umano che si è rafforzato parecchio: solo negli ultimi quattro anni abbiamo inserito 62 nuove persone, a testimonianza di un percorso di crescita e di investimento continuo anche sulle competenze. Senza dimenticare il distaccamento di Monvalle. Una sede commerciale, aperta negli anni ‘90, dedicata anche allo stoccaggio e alla formazione”. Quello di cui parla il General Manager è un training center per la formazione sia dei collaboratori, sia dei clienti dell’azienda che dovranno vendere o utilizzare gli utensili USAG. “L’idea dell’Academy – spiega il Gm Galantino – è nata sulla spinta dell’impresa di portare innovazione sul mercato. Lanciando nuovi prodotti, a volte anche molto tecnici, ci siamo resi conto che è necessario non solo il loro sviluppo, ma anche la loro conoscenza. Perché sia i nostri venditori, sia i nostri clienti, vendono ciò che conoscono a tutto tondo”.
Innovazione, ma anche qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale. Questi i pilastri che orientano USAG. “Facciamo investimenti continui – aggiunge il Gm Galantino –. Per rendere l’impresa sempre più sostenibile e green, ma anche sulla sicurezza che è il tema che ci sta più a cuore. E poi sull’efficienza, per mantenere l’azienda in linea con la produttività necessaria, tramite l’adozione di strumenti e robot automatici che aiutano i collaboratori nelle varie fasi produttive. Crediamo fermamente che la qualità e la sicurezza che possiamo vantare con i nostri prodotti, deve essere alla base anche dei nostri processi e del nostro ambiente di lavoro. Un impegno nella ricerca di un continuo miglioramento testimoniato anche da tutte le certificazioni ottenute”.


