Le vie del colore portano al MA*GA
Nuova tappa del percorso alla scoperta delle imprese varesine che hanno aderito al Patto per le Arti, il progetto congiunto di Confindustria Varese e del Museo di Gallarate, ideato per promuovere in sinergia lo sviluppo culturale e artistico del territorio. Le esperienze di Camal, LATI e Lamberti
Un viaggio intorno al colore. Tra ispirazione e business, il legame fra arte e industria diventa creatività: letteralmente crea qualcosa. È il filo, è il caso di dirlo, che lega l’azienda tessile Camal di Gallarate con il suo brand “le vie del cotone” e il Museo MA*GA. E non è l’unico: fondata dal bisnonno Luigi nel 1904 a Busto Arsizio, l’impresa attiva in tutto il mondo, resta fortemente radicata nel contesto territoriale in cui opera. Valori e visioni che l’hanno portata ad aderire al Patto per le Arti, l’iniziativa promossa dal polo museale gallaratese in collaborazione con Confindustria Varese, per coinvolgere le imprese del territorio nel sostegno strutturato alle sue attività. Del resto, il legame con la cultura è così identitario per Camal da passare addirittura dal logo ispirato alle Parche, le mitologiche tessitrici dell’esistenza umana. “La nostra affinità al mondo artistico passa sicuramente da sensibilità personali, in particolare per l’arte contemporanea”, racconta il Ceo Marco Prandoni, quarta generazione in azienda, con il fratello Alberto. “Va detto però che noi viviamo di colore sin dagli inizi della nostra storia. Mio nonno prima e mio padre poi erano stampatori di tessuti.
La stampa è questo: il colore viene applicato sul tessuto e poi diventa forma e, infine, emozione. L’arte è colore: in alcuni casi, come in quella contemporanea, è talvolta addirittura sfacciato. Per questa affinità siamo felici di poter essere vicini al territorio al fianco del MA*GA, non solo sostenendo le sue mostre, ma soprattutto quelle iniziative straordinarie che riguardano i bambini e le famiglie”. L’importanza di imparare l’arte sin da piccoli passa anche da una storia personale che ha avvicinato Prandoni fin da ragazzino alle opere dei pittori fiamminghi, riscoperti poi da adulto durante l’avventura lavorativa in Olanda. “Le suggestioni artistiche fanno parte del bagaglio di una persona e tornano nel tempo. A volte da noi diventano addirittura prodotti specifici. Penso, ad esempio, ai disegni dei nostri copripiumini ispirati ai visi di Modigliani. Noi però siamo proprio cresciuti a pane e colore. Da piccoli io e mio fratello giocavamo in azienda, seguendo mio padre e mio nonno durante le campionature, processi attraverso i quali si creavano i prototipi miscelando i colori e poi si applicavano su quadretti di prova. Sovrapponendo un colore a un altro si otteneva il disegno completo. L’applicazione della tinta non è altro che arte che diventa industrializzazione e si trasforma in prodotto finito”. Il colore torna anche nel settore dei polimeri. Ma la spinta principale non è tanto estetica quanto legata alla responsabilità sociale.
“L’adesione al Patto per le Arti rappresenta per LATI una scelta coerente con la nostra idea di impresa: un attore industriale che cresce insieme al territorio in cui opera. Sostenere il Museo MA*GA significa contribuire alla costruzione di un ecosistema culturale solido, capace di generare valore nel tempo per la comunità e per le nuove generazioni”. Le parole sono quelle di Michela Conterno, Amministratrice Delegata di LATI – Industria Termoplastici Spa di Vedano Olona, tra gli ingressi più recenti nel Patto per le Arti. Una scelta che riflette la visione aziendale di responsabilità sociale e di forte radicamento territoriale che caratterizza LATI: un’impresa attiva a livello internazionale nel settore dei compound termoplastici tecnici, ma al tempo stesso profondamente legata al proprio territorio. L’adesione è stata pensata anche in termini di welfare aziendale per generare benefici diretti per il team, accrescendo il programma di benefit per il personale con iniziative legate al Museo di Gallarate. Ad esempio, agevolazioni per l’accesso alle esposizioni, possibilità di partecipare a percorsi educativi e laboratori dedicati alle famiglie, oltre che scontistiche sui cataloghi. In particolare, è stata organizzata una visita riservata alla recente mostra dedicata a Wassily Kandinsky e l’Italia.
Il rapporto con la comunità locale, elemento strategico per la propria crescita, è alla base anche della scelta di Lamberti Spa di Albizzate di sostenere il Museo MA*GA e le sue progettualità. Un legame testimoniato dalla presenza di Paolo Lamberti, Presidente e Amministratore Delegato dello storico gruppo chimico, nel Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella, che gestisce il Museo. Nel corso degli anni, l’azienda ha inoltre promosso negli spazi del MA*GA diverse iniziative e, in particolare, il ciclo di formazione aziendale “Innovation Playground” e altri eventi, grazie a una convenzione attiva da quasi un decennio, a conferma di una profonda sintonia di visione e intenti. Se da una parte l’arte incontra l’impresa, dall’altra l’impresa incontra l’arte, vivendo concretamente gli spazi museali. Occasioni che tra gli altri effetti hanno quello, non secondario, di stimolare il pensiero creativo e favorire nuove connessioni tra persone e idee.
Cos’è il Patto per le Arti
Il Patto per le Arti è il progetto di Confindustria Varese e del Museo MA*GA di Gallarate pensato per coinvolgere le realtà imprenditoriali del territorio in un’iniziativa di lungo periodo a sostegno dello sviluppo culturale e artistico e della sua sostenibilità economica. L’obiettivo di far nascere sul territorio un’alleanza strutturata tra arte e impresa rientra nelle linee d’azione del Piano Strategico #Varese2050 di Confindustria Varese pensato per promuovere lo sviluppo territoriale. Per adesioni o informazioni, contattare Emanuela Baggiolini: emanuela.baggiolini@confindustriavarese.it, 0332251206.
Una varesina nell’Atlante dell’Arte Contemporanea
Le geometrie di Franca D’Alfonso sono state inserite nella prestigiosa pubblicazione Atlante dell’Arte Contemporanea, che rappresenta un riferimento internazionale per il mondo artistico dal 1940. L’edizione 2026 è stata presentata al MoMA – The Museum of Modern Art di New York, uno dei templi mondiali dell’arte. La pittrice, varesina d’adozione, nota per la sua combinazione di luce, colori e forme geometriche, attraverso diverse tecniche, di recente ha tenuto una personale a Genova. Tra le altre mostre e partecipazioni, anche quella alla Biennale di Venezia.


