Il Giro d’Italia in Idrovolante 2026 prende il volo da Sesto Calende

Alla Marina di Verbella la tappa inaugurale della seconda edizione del GIDRO, tra memoria aeronautica, dimostrazioni di volo e nuove prospettive per la mobilità anfibia

Il Giro d’Italia in Idrovolante 2026 ha preso ufficialmente il volo dal Lago Maggiore. Sesto Calende e Castelletto Sopra Ticino hanno ospitato alla Marina di Verbella, la tappa inaugurale della seconda edizione del GIDRO, l’iniziativa promossa dall’Aviazione Marittima Italiana per valorizzare la cultura dell’idrovolo, il patrimonio degli idroscali storici e le nuove prospettive del volo anfibio. Una partenza dal forte valore simbolico, in un territorio che rappresenta una delle culle dell’aeronautica italiana. Proprio a Sesto Calende si trova infatti l’area dell’idroscalo di Sant’Anna, luogo legato alla storia della SIAI Marchetti, all’Aeronautica Militare e a una stagione industriale, tecnologica e sportiva che ha contribuito a portare il nome dell’Italia nel mondo. Da qui il messaggio che ha accompagnato la due giorni: il volo è tornato a casa.

La manifestazione si è aperta con l’arrivo degli idrovolanti alla Marina di Verbella, seguito dalla conferenza stampa di presentazione del tour. Uno dei momenti centrali della giornata è stata la firma della Piattaforma Nazionale per gli Idroscali Storici e il Volo Anfibio, pensata per rafforzare il percorso di recupero, valorizzazione e rilancio di infrastrutture che appartengono alla memoria aeronautica del Paese, ma che possono tornare ad avere un ruolo anche nel presente. Nel pomeriggio, il pubblico ha potuto assistere alle dimostrazioni di volo e incontrare i piloti, avvicinandosi così a un mondo che unisce competenze tecniche, passione aeronautica e capacità di dialogare con territori diversi: laghi, coste, idrosuperfici e aree meno servite dalle infrastrutture aeroportuali tradizionali. La tappa inaugurale ha rappresentato non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione per guardare al futuro. L’idrovolante, mezzo profondamente radicato nella storia aeronautica italiana, è stato raccontato come possibile strumento moderno per il turismo, la mobilità sostenibile, la valorizzazione dei territori lacustri e la connessione tra aree spesso lontane dagli scali aeroportuali tradizionali.

Il GIDRO 2026 si articola in 13 tappe complessive, distribuite in due fasi stagionali, con il coinvolgimento di circa 12 velivoli tra idrovolanti anfibi ultraleggeri e aerei di aviazione generale, provenienti anche dall’estero. La prima parte del tour, partita proprio da Sesto Calende e Castelletto Sopra Ticino, toccherà il Lago di Como, Desenzano del Garda e Trieste. La seconda tratta, in programma dal 5 al 13 settembre, porterà invece gli equipaggi dal Lago Trasimeno fino a Gallipoli, attraversando l’Italia centrale e meridionale. La partenza dal Lago Maggiore ha confermato il ruolo del territorio varesino come luogo in cui l’aeronautica non è soltanto memoria, ma identità produttiva, culturale e industriale. Un patrimonio che oggi può diventare leva di attrazione turistica, racconto del territorio e sperimentazione di nuove forme di mobilità.

La tappa del Lago Maggiore si è svolta con il patrocinio dei Comuni di Sesto Calende e Castelletto Sopra Ticino e con il sostegno, tra gli altri, di Confindustria Varese e del Lombardia Aerospace Cluster.

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