Storie di mecenatismo contemporaneo
Il legame tra le imprese varesine e l’arte ha radici profonde e, a volte, si riflette nello stesso business. Varesefocus parte, con questo articolo, con il racconto delle aziende che hanno aderito al Patto per le Arti
“Aderire al Patto per le Arti promosso da Confindustria Varese e dal Museo MA*GA è stata una scelta di vicinanza, nel senso più ampio del termine”. A spiegare le ragioni che spingono un’impresa a sostenere l’arte con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di un territorio è Eleonora Merlo, terza generazione in I.V.N.G. Spa, azienda specializzata in vigilanza privata, oltre che Past Vicepresidente di Confindustria Varese. L’azienda, nata nel 1950 a Gallarate da un’intuizione del nonno, il commendatore Mario Merlo, insieme all’avvocato Mario Turla e guidata oggi dal figlio Angelo con le tre nipoti, è una Pmi familiare, caratterizzata da un forte radicamento nel territorio. “La vicinanza al progetto – spiega Eleonora – deriva innanzitutto da quella territoriale al Museo gallaratese, dal momento che siamo un’azienda con una presenza costante nella provincia di Varese, in particolare proprio su Gallarate. Apprezzavamo ovviamente l’idea di avvicinarci ad una realtà che ha una rilevanza nazionale così importante. Ma non solo: l’obiettivo era anche offrire il nostro contributo specificamente nel settore dell’arte”. Un motivo affettivo e una passione di famiglia dietro alla scelta.
“Mio nonno, il fondatore dell’istituto di vigilanza, era un grande amante dell’arte e, nel corso degli anni, ha destinato importanti risorse all’acquisto di opere, ritenendola una forma di investimento a lungo termine e costruendo una propria collezione personale, tanto che all’interno dell’azienda oggi abbiamo una sorta di piccolo museo”, svela l’imprenditrice. “In sede, nei nostri uffici, abbiamo una trentina di opere d’arte di varia rilevanza, tra cui un quadro di Angelo Maggi e addirittura un piatto di Picasso. Sulla tradizione del nonno, noi oggi ci sentiamo più vicini all’arte e agli artisti. E, al di là della passione, non possiamo trascurare che queste espressioni culturali rendano gli uffici più caldi e accoglienti, oltre a raccontare una visione imprenditoriale che supera i confini del business specifico”. E non è solo il passato ad aver tracciato la via, ma anche una chiara visione sul futuro. Spiega ancora Merlo: “Investire in un Museo come il MA*GA è un segno per le generazioni future, anche per la preziosa risonanza che offre al territorio. Ci fa piacere pensare che un domani i nostri figli possano ricordare che l’azienda ha creduto in un progetto così speciale”.
Insieme a I.V.N.G., anche Saporiti Italia Spa racconta il suo legame con il mondo artistico e della cultura, segnato da profonde radici. Non solo perché l’azienda, nome di riferimento nel panorama internazionale del mobile e del design, fondata da Sergio Saporiti nel 1948, ha da sempre collaborato con architetti e designer legati al campo dell’arte e della creatività, ma soprattutto perché da molti anni ha deciso di concentrare le proprie attività ed i propri investimenti in comunicazione, esclusivamente attraverso le istituzioni culturali, i musei, le scuole di arte e design. “La nostra scelta strategica si basa su tre punti chiave – racconta Raffaele Saporiti, Presidente e Amministratore Delegato dell’impresa –. In primo luogo, investire sulla cultura ha un valore e permette di contribuire alla crescita dell’intero sistema economico e sociale di un paese o di un territorio. Poi, dà un importante ritorno in termini di comunicazione, proprio per questo valore sociale facilmente riconoscibile. Quando diciamo ai clienti che sosteniamo i luoghi dell’arte o mostriamo loro i nostri interventi nei musei, capiscono immediatamente che alla base del nostro lavoro e delle nostre ricerche ci sono secoli di cultura e, appunto, di valori che alla fine si rifletteranno negli spazi che arrediamo per loro. Un terzo punto, forse meno scontato ma molto importante, è il ritorno in termini di creatività che ci viene dato dalle relazioni che abbiamo con i luoghi dell’arte. Quando collaboriamo con un museo o con una scuola, è sempre maggiore il contributo che riceviamo noi da queste istituzioni e dalle persone che ci lavorano, in termini di stimolo alla ricerca ed alla creatività, rispetto a quello che possiamo dare noi come contributo economico o tecnico”. Proprio per questi motivi, da anni la Saporiti Italia organizza i propri eventi, presentazioni e ricerche in collaborazione e all’interno di spazi e istituzioni della cultura. In Italia, negli ultimi anni l’azienda ha realizzato eventi con l’Accademia di Belle Arti di Brera, il Museo del Novecento, la Fondazione Arnaldo Pomodoro, la Triennale, l’ADI Design Museum e il Politecnico di Milano. E, allo stesso modo, anche all’estero ha portato avanti progetti con istituzioni e musei, dall’Europa agli Stati Uniti, dal Medio Oriente alla Cina, fino all’Africa subsahariana.
“Ma, pur essendo un’azienda che vende arredi in tutto il mondo, riteniamo che il legame con il territorio, con le radici, abbia un’importanza fondamentale per mantenere e per sviluppare una forte identità – sottolinea Saporiti –. Per questo ci consideriamo molto fortunati e orgogliosi di avere qui vicino a noi il MA*GA. Quando è stata costruita la nuova sede del museo, ci ha fatto molto piacere offrire il progetto del MA*GA Bar, ideato da Marti Guixé. Uno dei creativi più importanti e famosi della scena mondiale, a cui MoMA, Performa, Centre Pompidou ed altre istituzioni hanno dedicato mostre personali e che ha disegnato in maniera estremamente innovativa le sedi della Saporiti Italia di Besnate, Dubai e Shanghai”. Saporiti Italia negli ultimi anni ha collaborato ad importanti progetti organizzati dal MA*GA, fra cui la mostra su Andy Warhol, “Arte e design / Design è arte”, il progetto My Miamina in collaborazione con Accademia di Brera ed altri ancora. “Ci fa molto piacere partecipare al Patto per le Arti – spiega di nuovo Saporiti –, che affianca imprese apparentemente diverse e lontane per il tipo di attività che svolgono, ma che in realtà vengono avvicinate proprio da questa condivisione nel sostenere l’arte come valore universale, che producano macchinari, caramelle o mobili. Prendersi cura della cultura significa prendersi cura del valore di ciò che si fa, indipendentemente dal settore in cui si l a v o r a ”. Un messaggio importante anche per i giovani. “Personalmente sono veramente molto contento che il MA*GA sia diventato una struttura viva e aperta ai più giovani – prosegue Saporiti –. Un luogo dove i ragazzi si ritrovano per studiare, incontrarsi, chiacchierare o mangiare un panino, mentre vengono ‘permeati’ dall’arte, magari anche in modo inconsapevole, ma sicuramente essenziale. Sostenere il MA*GA significa condividere e promuovere anche questo”.
Cos’è il Patto per le Arti
Il Patto per le Arti è il progetto congiunto di Confindustria Varese e del Museo MA*GA di Gallarate che nasce per coinvolgere le realtà imprenditoriali del territorio in un’iniziativa di lungo periodo a sostegno dello sviluppo culturale e artistico e della sua sostenibilità economica. L’obiettivo di far nascere sul territorio un’alleanza strutturata tra arte e impresa rientra nelle linee d’azione del Piano Strategico #Varese2050 di Confindustria Varese pensato per promuovere lo sviluppo territoriale. Per adesioni o informazioni sul Patto è possibile contattare Emanuela Baggiolini: emanuela.baggiolini@confindustriavarese.it, 0332.251206.



