Cinquant’anni di visione
Centro Style festeggia mezzo secolo di storia: dall’intuizione del fondatore a un progetto che oggi vede coinvolte oltre 200 persone. Un percorso che punta, e non solo metaforicamente, sulla vision ampiamente intesa
“Siamo un punto fisso, in costante movimento”. È così che Francesco Conti, fondatore dell’impresa, sintetizza l’anima di Centro Style, ripercorrendo i suoi primi cinquant’anni di storia. “Sono partito con poco nel 1976, trasformando la mia stanza in un magazzino-ufficio. All’inizio il focus era la fornitura di minuteria e prodotti di servizio a negozi e laboratori ottici in Italia, poi il progetto si è ampliato fino a raggiungere i numeri attuali. Oggi siamo una squadra di oltre 200 persone e in catalogo abbiamo 10.000 prodotti. Con tanti fiori all’occhiello: in particolare, dopo aver lanciato il sistema ‘The Lab Modular System’ per il laboratorio ottico nei primi anni 2000, abbiamo introdotto accessori per la cura e la pulizia dell’occhiale con relativi servizi di personalizzazione. Un altro punto di svolta è stato il lancio di Active Frames, marchio dedicato ai bambini. Completano l’offerta il mondo eyewear, composto da montature da vista, occhiali da sole e lettura e le linee di prodotto dedicate al benessere visivo. In termini di mercato, l’Italia resta il principale sbocco, mentre l’espansione all’estero, seguita da mio fratello Cesare dagli anni ‘80, è iniziata in Europa e si è poi estesa in Sud America, Medio Oriente e Oceania”.
Un percorso dinamico, quindi. Eppure coerente nei valori. “Siamo cambiati molto, ma il nostro obiettivo resta lo stesso: essere interlocutori di fiducia per il centro ottico – spiega Francesco –. Al primo posto abbiamo sempre messo la relazione con clienti e partner che, a volte, si è trasformata in legame di amicizia e sempre di fiducia reciproca”. Ma come è cresciuto il progetto, a partire dall’idea di un singolo fino ad arrivare ad essere impresa strutturata, che oggi vede in azienda i figli, Pietro e Luca? “Da una parte, c’è stata una visione chiara: la volontà di guardare sempre avanti, investendo anche durante difficoltà o crisi che si sono presentate naturalmente in cinquant’anni – continua l’imprenditore –. Dall’altra, l’averlo saputo fare, correndo qualche rischio e cogliendo le innovazioni che questi anni di grandi cambiamenti ci hanno offerto. Lo testimonia anche la crescita fisica dello stabilimento di Vedano Olona, il cui nucleo è stato costruito nel 1986. Un passaggio storico si è concretizzato nel 2015, con un importante investimento logistico in tecnologia Industry 4.0, che ha rivoluzionato il magazzino per migliorare l’efficienza del servizio. E non ci fermiamo. Grazie ad un investimento importante e ultimato di recente volto a raddoppiare il nostro polo logistico, abbiamo introdotto tecnologie di ultima generazione, tra cui robot AGV, sistemi automatizzati per la movimentazione”.
“L’intuizione iniziale di mio padre è stata quella di inserirsi in un mercato con alte potenzialità in un’area varesina che poi si sarebbe confermata distretto specializzato in un settore simbolo del made in Italy”, spiega Pietro, seconda generazione in azienda, oggi General Manager. “In questo panorama ci siamo nel tempo proposti con un prodotto sempre più diversificato che ci ha permesso di rispondere in maniera performante ad ogni esigenza, anche inattesa. Un esempio è stata la pandemia da Covid-19: grazie a questa diversificazione ci siamo ritrovati preparati ad affrontare una situazione imprevedibile. In catalogo avevamo già prodotti che sarebbero diventati di uso comune come i disinfettanti o l’antiappannante per le lenti, fondamentale con l’obbligo di mascherina. Ma non solo. Pensiamo ai negozi di ottica, nostri principali partner: avevamo già in casa dei sistemi per sterilizzare l’occhiale dopo la prova in negozio, che poi sarebbero diventati, implementandoli ulteriormente, strumenti di lavoro essenziali”. Per Pietro, forte anche dell’esperienza come Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Varese, lo sguardo è però orientato al futuro.
“Cinquanta è un numero di un certo peso – sottolinea –. Consideriamo questa tappa importante per riflettere sui nostri valori e sul nostro percorso, con gratitudine per tutte le persone che ne hanno fatto parte. Ma soprattutto è una tappa che ci fa guardare avanti, spingendoci a voler condividere con le future generazioni il messaggio positivo di un sogno realizzato. Per questo abbiamo pensato a un libro. Non per celebrarci, ma perchè speriamo possa essere di ispirazione, convinti che per costruire il futuro serva il coraggio di sognare. Con lo stesso punto di vista cerco di portare avanti il lavoro con la mia squadra di Confindustria in favore delle nuove generazioni di studenti e di imprenditori: serve ispirare i giovani ad avere fiducia nel futuro e nel territorio in cui vivono”. Se cinquant’anni di un’azienda raccontano un sogno imprenditoriale, alcuni prodotti meglio di altri narrano anche di un’evoluzione collettiva. A spiegarlo è il secondogenito di Francesco, Luca, oggi Digital Innovation Manager in azienda: “Guardando alla storia di Centro Style, salta all’occhio come le tappe di questo percorso testimonino anche uno spaccato sociale, perché il nostro prodotto è protagonista nella vita delle persone in un modo privilegiato. Se pensiamo a come l’occhialeria sia cambiata nel tempo, in termini di innovazione, comfort, funzionalità ed estetica, riusciamo a cogliere l’evoluzione delle abitudini, comportamenti e gusti della società sotto ad una lente nuova. La nostra storia non è quindi solo quella di un’impresa, ma di un prodotto che, attraversando mezzo secolo, ne testimonia i mutamenti. Basti pensare ai cambiamenti in atto oggi: alla nuova sensibilità per la sostenibilità o all’attenzione per la protezione della vista, fin dall’infanzia, complice la diffusione dei device”.
“Del resto, anche l’innovazione per noi non è solo di prodotto o processo, ma una nuova visione del mondo – conferma Pietro –. Fin dall’inizio è stato l’ascolto ad ispirare Centro Style e questo si sintetizza nel nostro pay off ‘Around People’ (Intorno alle persone, ndr). Non solo l’ascolto dei clienti, ma anche dei contesti, che oggi ci spinge a rispondere a nuove esigenze visive emergenti, ad una maggiore attenzione verso i temi della salute e alle esigenze di protezione certificata per ambiti specifici come sport o professionale. Lo stesso per la sostenibilità che trova espressione nella creazione del brand Neyeture, ma anche in termini di responsabilità sociale con molteplici progetti distinti da un comune denominatore: la relazione con le persone. Perché la visione sul futuro riguarda lo sviluppo non di una singola impresa, ma di tutto un sistema sociale”.






