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Due giovani violinisti, un lago al tramonto, una melodia emozionante: questi gli ingredienti del filmato che spopola su YouTube realizzato dai varesini Simone Aguzzi e Tommaso Losito

Due ragazzi, un violino, un violoncello e il lago al tramonto, in una calma assoluta, quella che la natura sa donare a chi la ama. Due ragazzi e un messaggio in bottiglia, sonoro e struggente, che accarezza le acque e i canneti prima di perdersi nel cielo e frammentarsi in un pulviscolo leggero diretto ai cuori di chi ascolta. Simone Aguzzi e Tommaso Losito, 15 e 17 anni, studenti di musica, hanno dedicato il loro primo video alla regione in cui vivono, la Lombardia, falcidiata dalla pandemia del Coronavirus, e a tutti coloro che hanno sofferto o lavorato con straordinario impegno per fermare il nemico invisibile.

Entrambi varesini, prima che i decreti governativi impedissero i contatti sociali, hanno deciso di fare qualcosa per allietare le ore da trascorrere forzatamente in casa e non c’è niente di meglio della musica per far volare la mente lontano dalle preoccupazioni e dall’angoscia. “Dalla scorsa estate suoniamo insieme, il nostro ensemble si chiama SdueT, le nostre iniziali suggellano il duo, che abbiamo formato per esibirci a feste e matrimoni, proponendo sia musica classica sia hit leggere. Il nostro sogno era quello di realizzare un video, cosi abbiamo contattato due amici, Riccardo Bossi e Paolo Giorgetti, entrambi appassionati di fotografia e riprese. Abbiamo accelerato i tempi e a metà febbraio le riprese erano pronte: Riccardo ha manovrato il drone, mentre Paolo ha girato il video e lo ha montato. Abbiamo scelto il porticciolo di Capolago, da poco risistemato, e sul pontile abbiamo suonato uno dei brani più belli di Ennio Morricone, ‘Once upon a time in the West’, tema tratto dal film ‘C’era una volta il West’ di Sergio Leone. Le riprese sono state effettuate al tramonto, per dare maggiore suggestione e creare emozioni in chi poi avrebbe guardato il video, postato su YouTube e Instagram”.

A parlare è il quindicenne Simone Aguzzi, allievo del Liceo scientifico “Galileo Ferraris” e della scuola dell’associazione ImmaginArte di Varese, istituto quest’ultimo dove si insegna musica con il metodo Suzuki. “Il problema poi è stato quello di realizzare l’audio e mixarlo, con la quarantena non è stato facile. Io e Tommaso abbiamo registrato la nostra parte a casa e poi montato il tutto con le immagini. In 5 giorni abbiamo avuto su YouTube ben 3.100 visualizzazioni, segno che il nostro augurio di serenità è arrivato a destinazione”. Simone Aguzzi studia il violino dall’età di 4 anni, e allievo di Carlo Taffuri e Adrian Pinzaru e suona sia come solista sia nell’orchestra di ImmaginArte, con la quale ha compiuto tournée a New York, Parigi, San Pietroburgo, Venezia e Sofia. “Nella mia famiglia papà suonava un po’ il violino da ragazzo e mia mamma il pianoforte. Loro mi hanno incoraggiato a studiare musica, ora sto imparando il Concerto per violino e orchestra di Max Bruch. Con Tommaso, anche lui allievo di ImmaginArte, ho suonato anche nelle orchestre Ukom e Futurorchestra di Milano e ho debuttato come solista eseguendo il secondo e terzo tempo dell’‘Inverno’, tratto dalle Quattro stagioni di Vivaldi. Amo molto il Barocco e Vivaldi in particolare, ma ascolto musica di ogni genere, tranne il rap italiano. Mi piace il canottaggio e lo pratico alla Schiranna, ma anche la fotografia e il videomaking, ma la musica mi permette di conoscere me stesso e il mondo. Certo, lo studio di uno strumento presuppone dei sacrifici, ma per me vuol dire esprimere le emozioni che voglio ed è come se ogni volta imparassi un nuovo linguaggio. Tra i violinisti di oggi, oltre al mio maestro Pinzaru, sono affascinato dalla bravura di Hilary Hahn”.

I musicisti di SdueT fanno “tutto in casa”, scelgono i brani e li arrangiano per violino e violoncello, dalla Passacaglia di Haendel a “Viva la vida”, fino a “Despacito” e così hanno fatto per “Once upon a time in the West”, “pezzo molto emozionale che fa riflettere sul dramma che stiamo vivendo per i contagi nel mondo e in particolare in Lombardia”. Tommaso Losito studia al Liceo musicale di Varese, dove è allievo di Caterina Cantoni e alla scuola Suzuki di ImmaginArte con l’iraniano Babak Khayami. Sua è stata l’idea del brano di Morricone da eseguire nel video: “L’ho ascoltato al teatro di Varese prima di Natale, nel corso di uno spettacolo dedicato alle musiche da film di questo grande autore. Ho trascritto la parte per SdueT e abbiamo incominciato a studiarla, pensando a un luogo ‘iconico’ dove girare il video. La scelta del lago di Varese non è casuale, rappresenta le nostre radici. Il nostro è un messaggio di speranza, la musica sa unire i cuori e le menti. Nei giorni di quarantena abbiamo poi postato sempre su YouTube un altro video, realizzato forzatamente in casa: si tratta di ‘Libertango’ di Astor Piazzolla, un brano più dinamico, capace di trasmettere ottimismo. Con Simone suono anche musica contemporanea, un’idea e quella di realizzare un video al Sacro Monte, quando finirà il distanziamento sociale, con l’Hallelujah di Leonard Cohen”.

Tommaso studia il violoncello da 9 anni e vuole diventare concertista: “I miei genitori mi portarono alla scuola Suzuki dove mi fecero ascoltare diversi strumenti. Il violoncello mi affascinò subito e lo scelsi senza indecisioni. Terminata la scuola a Varese entrerò in conservatorio, ho già dato alcuni esami, e poi mi auguro di poter fare il solista e di stare con l’orchestra alle spalle, anche se mi piace comunque suonare in gruppo”. Il giovane violoncellista varesino, che ama ascoltare musica classica - il suo compositore preferito e Cajkovskij - ha 2 artisti di riferimento: “Uno e il grande ‘Slava’ Rostropovich, ma ancor di più l’armeno Narek Hakhnazaryan, bravissimo, dalle cui registrazioni cerco di imparare più che posso”. Due ragazzi in gamba, capaci di dare vita a un sogno e a condividerlo con la comunità, unendo la musica alla bellezza con semplicità e dedizione. Il mondo che verrà dopo la fine della pandemia, avrà sempre più bisogno di giovani come loro.

         



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