La bussola per la competitività europea
La Commissione Ue ha lanciato una nuova strategia per lo sviluppo basata su 3 pilastri: innovazione; decarbonizzazione e competitività; sicurezza e resilienza
La Commissione Ue ha lanciato una nuova strategia per lo sviluppo basata su 3 pilastri: innovazione; decarbonizzazione e competitività; sicurezza e resilienza
Durante tutto il loro ciclo di vita, dalla definizione alla valutazione, le politiche dell’Unione Europea sono basate sul supporto scientifico e tecnico fornito dal Joint Research Center, il cui sito principale è basato a Ispra, in provincia di Varese. È il cosiddetto modello denominato “Science for Policy”, un metodo che pone al centro del processo decisionale delle istituzioni di Bruxelles la conoscenza e il lavoro di migliaia di ricercatori e decine di laboratori
Da una parte la ritrosia degli Stati membri di lasciare più spazio ad una dimensione politica europea. Dall’altra i vantaggi, in termini soprattutto di benessere economico e sociale, che cittadini e imprese potrebbero, invece, ottenere se il bene comune continentale riuscisse a prevalere sui singoli interessi nazionali. Il futuro dell’Unione si gioca prima di tutto su difesa e politica economica
Riportare l’industria e la competitività delle imprese al centro delle politiche europee, attraverso un’azione trasparente che miri a rappresentare e difendere gli interessi della manifattura a livello continentale. Questa la missione della Delegazione di Confindustria presso l’Ue
Nel mese di giugno 359 milioni di cittadini di 27 Stati saranno chiamati alle urne per eleggere i 720 nuovi membri del Parlamento europeo. A distanza di 5 anni dalle ultime votazioni ecco il bilancio del lavoro e delle esperienze di alcuni “nostri” parlamentari, eletti nella circoscrizione Nord-Ovest, che stanno per concludere il loro mandato: Patrizia Toia, Isabella Tovaglieri e Massimiliano Salini
È intitolato “Fabbrica Europa” il documento che Confindustria ha redatto in vista della prossima legislatura della Ue. Centinaia di raccomandazioni che costituiscono una proposta di politica industriale continentale e di riforme istituzionali rivolta a chi si candida a governare nei prossimi anni gli organi di Bruxelles e Strasburgo, dove viene ormai deciso il 70% delle normative che impattano sulla quotidianità di cittadini e imprese
L’andamento del Pil, le dinamiche demografiche, la rete degli scambi globali. Il quadro internazionale ha un forte impatto su sistemi produttivi locali come quello varesino, più di altri aperto al mondo. Le geografie economiche sono in profonda trasformazione con inevitabili conseguenze sulle imprese. Non solo per via dei conflitti, del post-pandemia e dei blocchi logistici
La convergenza di sistemi stradali, ferroviari e aerei che crea, anche grazie a Malpensa, un potenziale di sviluppo dell’intermodalità come in poche altre aree d’Italia. La presenza di grandi operatori internazionali come Ups, FedEx, Dhl, Hupac e Amazon. L’indotto che si allarga a numerosi medi e piccoli operatori per migliaia di posti di lavoro. La provincia di Varese è, a tutti gli effetti, terra di trasporti
Da una parte, nella regione iberica il punto di partenza è stato il Governo locale, dall’altra, a Varese, vuole esserlo il mondo imprenditoriale, ma la sfida dei due Piani Strategici è la stessa: stringere una sinergia tra pubblico e privato in grado di costruire una resilienza duratura e una crescita continua nel medio-lungo periodo. L’obiettivo? Generare valore a tutti i livelli per sviluppare innovazione, benessere e occupazione portando il territorio ad un più alto livello di competitività