Il Grande Anello Verde di Somma Lombardo
Un progetto nato dall’impegno del CAI sommese e dei suoi volontari per invitare cittadini e visitatori a conoscere, osservare e prendersi cura del paesaggio che li circonda
La percezione di un luogo è la prima forma di cura che possiamo dedicargli. Questo valore appare tangibile, si legge e si tocca con mano attraverso le tante iniziative che il Club Alpino Italiano (CAI) locale realizza per e sul territorio. Ed è lo stesso principio, quasi identico nelle parole, che ha guidato per quasi dieci anni il progetto del Grande Anello Verde Sommese, il GAVS, il nuovo itinerario escursionistico e cicloturistico ideato dal CAI di Somma Lombardo e da poco diventato, finalmente, percorribile e segnalato lungo tutto il suo tracciato.
Un anello di 25 chilometri intorno alla città
Il GAVS, in sintesi, come lo hanno soprannominato da subito i membri del CAI e gli stessi sommesi, è una “tangenziale verde”: un percorso ad anello di circa 25 chilometri che circonda Somma Lombardo, alternando sentieri già esistenti e strade bianche, in grado di restituire a chi lo percorre uno sguardo nuovo su un paesaggio che spesso, semplicemente, non si conosce abbastanza. Un riassunto a passo lento di tutte le bellezze che circondano e rendono unica Somma Lombardo e che ancora sono poco conosciute. Perché capita, ed è capitato anche a molti sommesi, di vivere per anni accanto a una brughiera, a un bosco, a un canale storico, senza mai averli davvero attraversati con calma, un passo dopo l’altro, con il tempo di guardarli davvero. L’idea porta la firma di uno storico e molto attivo membro del CAI sommese, Andrea Zanardi, architetto di formazione ed ex Vicepresidente della sezione locale: il progetto nasce, infatti, dalla sua tesi di laurea, sviluppata a partire dalla convinzione che la percezione del territorio sia fondamentale per la sua conservazione. Da lì è partito un lungo lavoro di mappatura, di dialogo con gli enti locali e di verifica sul campo, con tantissimi volontari della sezione sommese coinvolti e impegnati. Un lavoro corale durato quasi un decennio, fino ad arrivare alla realizzazione materiale della segnaletica che oggi accompagna chi cammina o pedala lungo l’anello. L’inaugurazione avviene in un momento speciale dato che un altro storico membro del CAI locale, Renato Aggio, proprio nel 2026 ha ricevuto l’onorificenza cittadina Agnellino d’Argento.
Quattro volti dello stesso paesaggio
Uno degli aspetti più interessanti del GAVS è la sua capacità di mettere in fila, in un solo percorso, ambienti molto diversi tra loro, come se ogni tratto raccontasse un capitolo diverso della stessa storia. A Nord si incontrano le aree umide; a Sud la brughiera, con la sua vegetazione bassa e le sue atmosfere; a Ovest le tracce della storia dell’aviazione che qui iniziò le sue attività, insieme ai resti del periodo bellico; a Est il fiume Ticino con il suo articolato sistema di canali. Lungo il tracciato si incontrano punti di grande valore storico e naturalistico: il Sass di Biss, i canali artificiali del Villoresi, la diga del Panperduto, un’antica ipposidra (una ferrovia a trazione animale), resti difensivi della Seconda Guerra Mondiale e antiche strade di epoca ducale. Non mancano curiosità come la Piramide Geodetica in Valle, il passaggio lungo il torrente Strona e nel bosco del Vigano, fino ai canali e alle zone umide al confine con Arsago Seprio. Alcune di queste aree sono riconosciute come Siti di Importanza Comunitaria (SIC), a conferma del pregio ambientale che il percorso attraversa passo dopo passo, tra il volo di un airone e il fruscio delle canne.
Dalla carta al terreno: la posa della segnaletica
Se l’idea del GAVS circolava da anni, a dare al progetto la sua forma definitiva è stato il lavoro, negli ultimi mesi, di una quindicina di volontari del CAI sommese, impegnati nella posa fisica della cartellonistica lungo l’intero perimetro: circa 40 pali complessivi, per la maggior parte già esistenti sul territorio, riutilizzati proprio per minimizzare l’impatto ambientale dell’intervento. Una scelta piccola ma significativa, che dice molto dello spirito con cui è stato pensato l’intero progetto. La segnaletica prevede frecce che permettono di percorrere l’anello sia in senso orario sia antiorario, oltre a tabelle informative dotate di Qr Code che rimandano ad approfondimenti sui singoli punti di interesse, utili tanto al camminatore occasionale quanto a chi vuole approfondire la storia del luogo. Il progetto ha potuto contare sul sostegno economico dell’Amministrazione comunale di Somma Lombardo e sulla collaborazione del Parco del Ticino; il tracciato, inoltre, è stato ufficialmente inserito nel catasto sentieri regionale, un passaggio burocratico ma non banale, che ne garantisce manutenzione, riconoscibilità e visibilità nel tempo, anche al di fuori dei confini comunali.
Come percorrerlo
Il GAVS è pensato sia per chi cammina sia per chi pedala: buona parte del tracciato è adatta anche alla mountain bike, con alcuni tratti su asfalto e porzioni di piste ciclabili del Consorzio Villoresi, pensate proprio per chi preferisce le due ruote. Il dislivello è contenuto, con un’altitudine minima di 181 metri e massima di 306 ed è possibile affrontarlo per intero oppure solo a tratti, scegliendo liberamente il senso orario o antiorario a seconda delle proprie preferenze. Il punto di partenza “ufficiale” della traccia Gps è la sede del CAI in via Briante 23, con un accesso comodo anche dal Campo Sportivo Mossolani. Lungo il percorso, i punti di appoggio e ristoro non mancano, ma non bisogna dimenticare che si attraversano anche aree senza campo, quindi, è bene scaricare i tracciati presenti sul sito del CAI e partire comunque con un minimo di attrezzatura, come acqua, crema solare e quello che può servire lungo il percorso.
Quando andarci e cosa cercare lungo il cammino
Settembre, inizio autunno e inizio primavera sono probabilmente tra i momenti migliori per affrontare il GAVS: le temperature si sono ammorbidite, la brughiera comincia a colorarsi di toni caldi e le aree umide a Nord si animano con il passaggio degli uccelli migratori diretti verso Sud, un dettaglio prezioso per chi cammina con un binocolo nello zaino. Chi non ha tempo o gambe per affrontare l’intero anello in un’unica giornata può spezzarlo in tratte più brevi, sfruttando i diversi punti di accesso segnalati lungo il tracciato: un modo comodo per assaggiare, weekend dopo weekend, i quattro “quadranti” del percorso senza doverli percorrere tutti insieme. Tra le curiosità da non perdere, il Sass di Biss custodisce una leggenda locale legata a un serpente-strega che si dice abitasse quelle zone, mentre l’antica ipposidra racconta un’epoca in cui i cavalli, camminando lungo un sentiero parallelo al canale, trainavano le imbarcazioni sull’acqua al posto dei motori. Le tabelle informative con Qr Code, anche queste disponibili sul sito del CAI di Somma Lombardo, disseminate lungo l’intero anello, permettono di approfondire questi e altri episodi direttamente dallo smartphone, tappa dopo tappa: un piccolo museo diffuso a cielo aperto, pensato per chi ama camminare senza smettere mai di farsi domande su ciò che vede.
Quel qualcosa in più
Il GAVS ha qualcosa in più: nasce da chi quel territorio lo abita, lo studia e lo ama da sempre ed è pensato specialmente per chi a Somma Lombardo ci vive, ancora prima che per il turista di passaggio. È un invito a guardare con occhi nuovi la brughiera dietro casa, il canale che si costeggia ogni giorno senza notarlo davvero, la torre o il rudere che si intravede appena tra gli alberi durante una corsa mattutina. Un modo semplice e concreto per riscoprire, a piedi o in bicicletta, quanto sia ricco e stratificato il posto in cui si vive ogni giorno: basta, come dicono al CAI sommese, imparare a percepirlo davvero.









