Non chiamatelo più welfare aziendale

Non chiamatelo più welfare aziendale

Il termine, nei colossi high tech della Silicon Valley, è bandito. Oltre Atlantico si parla piuttosto di “perks”. Bonus in denaro per neo-genitori, contributi per asili nido, palestre, , mense con menu da ristoranti stellati, servizi di lavanderia. Un mondo, anche questo, in profonda trasformazione che si sta evolvendo con l’uso sempre più intenso dello smart working per contrastare la pandemia: wine test a distanza condivisi in Zoom con i colleghi, servizi di supporto psicologico, aiuti economici per migliorare la scrivania e lo studio di casa

Nella Silicon Valley l’impresa diventa liquida

Anche nella West Coast degli Stati Uniti è tempo di riflettere su che cosa il ritorno alla normalità lascerà in termini di smart working post pandemia. O forse sarebbe meglio chiamarlo remote working, come preferiscono definirlo gli americani. Si va dalla “flexible week” di Amazon, Microsoft e IBM, al lavoro agile al 100% di Twitter. Con Google che potrebbe puntare su una settimana di quattro giorni in presenza e uno a casa

L’impresa secondo Papa Francesco

L’impresa secondo Papa Francesco

In “Fratelli tutti”, l’enciclica del Pontefice sulla fraternità e l’amicizia sociale, non ci sono solo concetti di strategia mondiale o macroeconomia. Molti passaggi sono dedicati all’economia quotidiana e alla “nobile vocazione” dell’imprenditore. “Un dono di Dio” che deve essere orientato “a produrre ricchezza”, certo, ma anche “migliorare il mondo per tutti”. Non solo per i soci

Diario di un traghettatore italiano della Silicon Valley

Marco Astuti è stato il supervisore scientifico di #TechMission2017, la trasferta nella West Coast degli Stati Uniti organizzata dal 2 al 9 gennaio dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, in collaborazione con il Consolato Americano a Milano, che ha coinvolto una delegazione di 40 persone

I primi passi di una startup in Silicon Valley

La costituzione di una startup negli Usa è una pura formalità e i costi sono ridottissimi, anche perché non c’è un capitale minimo, e quindi il conferimento è una libera scelta che dipende dal tipo di attività che si vuol fare

Come nasce una startup in Silicon Valley

Quando si pensa alla nascita di una startup viene subito in mente un giovane laureato venticinquenne o un brillante ingegnere che lascia a quarant’anni l’azienda in cui lavora. Entrambi sono convinti di aver avuto “l’idea del secolo”

Di Silicon Valley ce n’è una sola

Non c’è provincia italiana in cui oggi non si affermi di voler realizzare una Silicon Valley casereccia; e questo non succede solo da noi, ma ormai in tutto il mondo