Oltre 1.000 visitatori per le Giornate FAI d’Autunno in Secondo Mona

L’azienda aeronautica di Somma Lombardo ha presentato in anteprima il proprio museo d’impresa, accompagnando il pubblico in un viaggio attraverso oltre 120 anni di innovazione industriale

Sono stati circa 1.050 i visitatori che, tra sabato 10 e domenica 11 ottobre, hanno partecipato alle Giornate FAI d’Autunno alla Secondo Mona di Somma Lombardo, cogliendo l’opportunità di entrare in uno dei luoghi simbolo della tradizione manifatturiera aeronautica del Varesotto. Un’affluenza significativa, con quasi 400 presenze già nel solo pomeriggio di sabato, che ha accompagnato un’occasione speciale per l’impresa: l’apertura in anteprima al grande pubblico del proprio museo aziendale. Fondata nel 1903, Secondo Mona è una realtà specializzata nella progettazione e produzione di sistemi e componenti per il settore aerospaziale, in particolare pompe carburante, valvole, filtri e sistemi di alimentazione destinati ad aerei ed elicotteri. Un’impresa che ha attraversato oltre un secolo di trasformazioni tecnologiche mantenendo le proprie radici a Somma Lombardo, nello storico sito produttivo acquisito dal fondatore nel 1918.

Proprio il legame tra memoria industriale, innovazione e territorio è stato al centro della partecipazione alle Giornate FAI d’Autunno, un’esperienza inedita per l’azienda. “È la prima volta per noi. Il FAI ci ha contattato e abbiamo colto l’occasione per proporre un’anteprima del nostro museo aziendale – racconta Claudia Mona, Amministratore Delegato di Secondo Mona –. Abbiamo pensato di rendere fruibile al pubblico quella che fino a oggi era una collezione interna, già visitabile in occasione dei Family Day, delle visite dei clienti e delle scolaresche. Questa volta, invece, abbiamo aperto a un pubblico ampio, una parte del nostro sito produttivo”. Un’opportunità che ha incontrato una risposta particolarmente positiva da parte dei visitatori, confermando l’interesse per un patrimonio fatto non soltanto di prodotti e documenti storici, ma anche di conoscenze, competenze e innovazioni che hanno accompagnato lo sviluppo dell’industria aeronautica italiana. Al museo di Secondo Mona trovano posto testimonianze di oltre un secolo di attività: dalle pubblicità d’epoca degli anni ‘30 e ‘50 ai disegni tecnici realizzati a china, fino agli spaccati a colori dei prodotti. E poi pompe carburante, carburatori, valvole, filtri, radiatori e componenti che raccontano l’evoluzione delle produzioni fino alle tecnologie più recenti.

A rendere ancora più significativa l’esperienza delle Giornate FAI è stata la partecipazione degli studenti dell’ISIS Andrea Ponti, coinvolti direttamente nell’accoglienza e nell’accompagnamento dei visitatori. Il percorso all’interno dell’azienda è stato articolato in quattro tappe, due gestite dagli studenti volontari dell’indirizzo Costruzioni e due dal personale di Secondo Mona, che ha messo a disposizione le proprie competenze per raccontare il patrimonio industriale dell’impresa. “C’è stato grande entusiasmo e grande partecipazione, con un flusso continuo di persone – osserva Claudia Mona –. Siamo davvero contenti di questa esperienza”. L’iniziativa non si è limitata agli spazi museali. In occasione delle Giornate FAI è stato infatti aperto anche il parco di Villa Hermann, la storica residenza del fondatore, situata accanto allo stabilimento. Acquistata da Secondo Mona nel 1918 dal precedente proprietario, un imprenditore che gestiva un ricamificio, la villa è stata interessata negli ultimi anni da un importante intervento di restauro e recupero. “Abbiamo fatto un grande lavoro di recupero della villa e del suo parco, mantenendo e sviluppando l’impianto originario e integrandolo con la parte più boschiva tipica di queste zone – racconta Mona –. Anche questa visita ha ottenuto un grande riscontro”.

Il successo di partecipazione rappresenta ora un punto di partenza. Dopo l’anteprima delle Giornate FAI d’Autunno, il museo sarà aperto al pubblico su prenotazione, un sabato mattina al mese, a partire da novembre. Un modo per trasformare una collezione nata per conservare la memoria aziendale in un patrimonio condiviso con il territorio. Perché dietro ogni componente, ogni disegno tecnico e ogni innovazione si nasconde una storia di persone e di competenze che continua a evolversi.

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