Il profumo della tradizione
Dal classico cubo da 400 grammi che una volta veniva usato per lavare i panni, Saponificio Rondinella ha saputo crescere, innovare e trasformarsi, per offrire una gamma di prodotti che spaziano dall’uso cosmetico a quello industriale
Appena varcata la porta d’ingresso dell’impresa di Gerenzano, un mix di profumi prende il sopravvento e avvolge chiunque entri nello stabilimento. È una fragranza intensa, che sa di pulito, di famiglia, di bucato appena steso. Inebria tutti i reparti, da quello delle linee di produzione a quello dedicato al confezionamento e fa presagire fin da subito ciò che viene prodotto in quelle sale. È il primo biglietto da visita per chi entra nel Saponificio Rondinella: un’azienda che ha fatto del sapone solido ad uso industriale o da toilette, una storia imprenditoriale che oggi compie settant’anni. A raccontarla è Francesco Volonté, terza generazione alla guida dell’azienda con le sorelle Elisabetta e Chiara: “Tutto è iniziato nel 1946, subito dopo il secondo conflitto mondiale, in un piccolo laboratorio artigianale a Cirimido, in provincia di Como, paese natale dei fondatori: nonno Antonio ed il fratello Luigi Volontè. Si chiamava Saponificio Alba ed è qui che hanno creato i primi prodotti con quelle che erano le caldaie dell’epoca per la lavorazione del sapone”. Poi il primo cambiamento strategico: i fratelli Volonté, dieci anni dopo, hanno deciso di ingrandirsi tanto da voler creare una vera e propria realtà manifatturiera a Saronno.
È qui che, nel 1956, prende avvio l’impresa che nonno Antonio, “decide di chiamare Saponificio Rondinella per via di tante rondini che avevano fatto il nido su una vecchia torre dell’acquedotto all’interno del parco aziendale”, racconta Francesco Volontè. Uno stabilimento, quello saronnese, che è rimasto attivo fino a che, nel 2013, l’impresa si è spostata nell’attuale e unica sede di Gerenzano, aperta e avviata, già nel 2002. Tre linee di produzione, una capacità produttiva di 20 milioni di pezzi all’anno per un fatturato che si aggira attorno agli 8 milioni di euro. Questi alcuni dei numeri che conta Saponificio Rondinella. Il tutto grazie ad una forza lavoro di 15 collaboratori. “Senza dimenticare – tiene a sottolineare Francesco Volontè – la presenza quotidiana di papà Giancarlo che a 87 anni non riesce ancora a staccarsi dalla ‘creatura’ che ha ereditato e che, con lungimiranza, ha sapientemente cresciuto negli anni. È lui che ci ha trasmesso la passione per questo lavoro e il valore del passaggio generazionale di un’impresa familiare come la nostra. Quello che cerchiamo di fare ora, io e le mie sorelle, è far crescere l’azienda dal punto di vista tecnologico e innovativo rispetto alla ricerca di nuovi materiali e nuove lavorazioni. Non perdendo di vista, però, la tradizione. Ci piace automatizzare, modernizzare e stare al passo con i tempi, senza dimenticare quelle vecchie metodologie di produzione del sapone, che ci hanno fatto diventare quelli che siamo oggi. Non abbiamo mai ambito ad essere i primi sul mercato per prezzo o volumi, ma per la qualità che ci differenzia dai concorrenti”.
E se quelle che si producevano ai primordi erano solo saponette da bucato, oggi il business dell’impresa è radicalmente diverso. Lo racconta così Volontè: “Siamo arrivati a creare una serie quasi infinita di tipologie di sapone. Una varietà che denota la nostra costante crescita nel corso del tempo. All’inizio dell’attività si faceva esclusivamente il sapone da bucato, perché quello che serviva subito dopo la Guerra era un prodotto che lavasse i panni, in primis, ma anche il corpo. Il classico pezzo cubico da 400 grammi: si lavava tutto con quello. È solo intorno agli anni ‘80 che, con l’avvento delle lavatrici, abbiamo cominciato a guardarci intorno, producendo anche saponi in polvere specifici e poi le prime saponette da toilette. Se prima la nostra produzione era per il 100% sapone da bucato, col passare degli anni, questa percentuale è via via scesa fino a che si è completamente invertito il trend. Oggi il 95% di produzione riguarda i saponi cosmetici e i detergenti solidi, il 3% i saponi industriali e solo l’1% il sapone per il bucato a mano che, ormai, le persone non fanno quasi più”.
Dalle saponette naturali da toilette a quelle per il settore turistico alberghiero, da bucato, ad uso industriale fino ai cosiddetti detergenti solidi (per il corpo, shampoo e balsamo in formato solido). Questo, dunque, il ventaglio dei prodotti del Saponificio Rondinella, che arrivano un po’ in tutto il mondo, tra Europa, Stati Uniti e Asia. “Realizziamo principalmente prodotti per conto terzi, di gamma alta, servendo aziende del lusso, ma non solo – spiega di nuovo Volontè –. Sì, perché tramite la nostra commerciale Iteritalia, fondata nel 1977, proponiamo anche diverse varietà di sapone cosmetico-erboristico con il nostro marchio, per la Grande Distribuzione Organizzata italiana ed estera”. Con la produzione del sapone da toilette, la comune saponetta lavamani, considerata un cosmetico, l’impresa ha dovuto, sin dall’inizio, adeguarsi a specifiche normative che, come racconta Francesco Volontè, “sono in continua evoluzione e prevedono una serie di adempimenti al fine di garantire la sicurezza al consumatore. Ciò ha significato considerevoli investimenti per essere compliant con le direttive Europee e con le normative dei Paesi esteri dove il prodotto è commercializzato: adeguamento dei processi di produzione alle buone norme di fabbricazione, formazione del personale, sicurezza del prodotto”.
Senza dimenticare l’impegno sempre più forte dell’impresa in ricerca e sviluppo sul fronte della sostenibilità, “nonostante il sapone solido sia già un prodotto sostanzialmente ecocompatibile, poiché non contiene acqua libera ed è estremamente concentrato (meno peso, meno volume significa risparmio di CO2 nel trasporto) – sottolinea Volontè –. A questo si aggiunge il packaging con carta certificata FSC (Forest Stewardship Council, ndr), proveniente da foreste responsabilmente gestite e l’uso della nostra azienda di energia elettrica verde certificata, ovvero prodotta da centrali idroelettriche oppure da pannelli fotovoltaici. Il nostro obiettivo costante è quello di far convergere l’antica tradizione dei maestri saponieri italiani con quelle che sono le sfide e le necessità odierne. È questo su cui puntiamo da sempre e il nostro marchio distintivo”.











