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Dalle Comunità Energetiche Rinnovabili alla mobilità sostenibile. Questi i temi al centro della terza edizione dell’Efficiency Day, l’evento organizzato da Confindustria Varese e da Servizi Confindustria Varese Srl, per riflettere sulle sfide odierne legate all’energia. Tra i temi affrontati, il progetto della società di servizi dell’Associazione datoriale, volto a individuare le potenzialità di costituzione delle CER sul territorio

Autoconsumo diffuso, Comunità Energetiche Rinnovabili, prospettive del mercato fotovoltaico come strumenti per le imprese, funzionali alla riduzione dei costi e al miglioramento della propria sostenibilità. Questi i temi al centro della terza edizione dell’Efficiency Day, l’evento organizzato da Confindustria Varese e da Servizi Confindustria Varese Srl alla LIUC – Università Cattaneo, per riflettere sui temi e sulle sfide odierne legate all’energia.

“Nel 2023, sono state immesse in atmosfera quasi 40 miliardi di tonnellate di CO2. Un numero enorme per cui qualsiasi intervento sembra marginale, ma quella della sostenibilità è un’attenzione che non può più essere rimandata – ha sottolineato Raffaele Trudu di Eni Plenitude Spa –. Non è solo una questione di cambiamento climatico. Ecco perché le imprese stanno cercando la propria strategia per gestire la transizione energetica”. È qui che entra in gioco l’Energy Performance Contract, “un format contrattuale innovativo che, da un lato, permette di studiare e fare l’investimento ad hoc sulla base delle esigenze delle imprese senza l’impegno diretto di capitale iniziale, dall’altro, di generare un risparmio per l’azienda” ha precisato Dario Galimberti di Eni Plenitude.

Il convegno è stato anche l’occasione per presentare il progetto di Servizi Confindustria Varese volto a consentire alle imprese interessate di valutare la fattibilità tecnico-economica di dar vita a delle CER, le Comunità Energetiche Rinnovabili. Un servizio gratuito messo a disposizione di tutti i soggetti interessati che, partendo dalle curve di prelievo e da uno studio di fattibilità di un impianto fotovoltaico in sito, valorizza l’autoconsumo e verificare la disponibilità di energia che potrebbe essere messa a disposizione della CER: questo l’obiettivo del Progetto. Lo ha spiegato così Fabio Tarocco, responsabile energia della società Servizi Confindustria Varese: “Si tratta di un’iniziativa volta a realizzare una mappatura del territorio per poter individuare le potenzialità di costituzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili. L’ambizione è quella di promuovere l’aggregazione del più vasto numero possibile di soggetti interessati a costituire una CER per garantire le maggiori economie di scale e, di conseguenza, la sostenibilità economica della CER stessa. Senza dimenticare il vantaggio per gli impianti realizzati nei Comuni sotto i cinquemila abitanti, per cui è previsto un contributo a fondo perduto fino al 40% sull’investimento”.

Ha precisato cosa sono le CER, chi può farne parte e a quali fattori bisogna fare attenzione, Paolo Torri di Energyman: “Si tratta di soggetti giuridici autonomi i cui soci condividono, tramite i propri consumi, l’energia elettrica prodotta da impianti a fonte rinnovabile. Possono prenderne parte le persone fisiche, le piccole e medie imprese, le autorità locali, le associazioni (con personalità giuridica di diritto privato) e gli enti religiosi, di ricerca, del terzo settore e di protezione ambientale. Purtroppo, invece, non possono diventare membri le grandi imprese, a meno che non partecipino come produttori terzi, le pubbliche amministrazioni centrali e i produttori di energia elettrica. È fondamentale, però, trovare dei profili complementari tra loro rispetto alla produzione e al consumo. Fare una CER con il vicino di casa che svolge la nostra stessa attività, produce e consuma nello stesso momento, genera pochi vantaggi. L’ideale è trovare soggetti che hanno una stagionalità dei consumi opposta e che quindi fruiscono dell’energia quando noi non la consumiamo. Un esempio potrebbe essere l’unione di profili come realtà industriali, strutture alberghiere, tipicamente stagionali, imprese della logistica del freddo che consumano tanto in estate, e GdO”.

CER, ma non solo. Altro tema protagonista dell’Efficiency Day è stato anche il fotovoltaico e in particolare la situazione del mercato. Tre, le aziende leader fornitrici di impianti fotovoltaici del territorio, che hanno portato il loro punto di vista durante una tavola rotonda: Esse Solar Srl di Gallarate, Erreci Srl di Busto Arsizio e Elmec Solar Srl di Brunello. In merito alle prospettive per conseguire gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima 2023, “è necessario che le politiche governative prevedano delle linee guida concrete, tecniche e oggettive per permettere alle imprese di fare dei grandi impianti a terra” ha sottolineato Francesco Feletti, Direttore commerciale di Esse Solar.

D’accordo con Feletti anche Alessandro Rosanna, Presidente di Erreci: “Il principale vincolo nel settore è quello di non poter sviluppare una filiera di industrie di progettazione di soluzioni di energie da fonti rinnovabili, capaci di assecondare le richieste di mercato, per via di una serie di politiche di incentivi che poi, però, dopo qualche anno si esauriscono. Ci vorrebbe un quadro normativo ad hoc e stabile. Gli incentivi sono positivi ma non ne sono necessari tanti. Questo perché il fotovoltaico è ormai una tecnologia matura, funziona bene, gli impianti sono efficienti, tanto che convengono anche senza incentivi”. Non c’è quindi un interesse spasmodico sugli incentivi per il fotovoltaico. E a confermarlo è anche Andrea Grimaldi di Elmec Solar: “Il problema vero è aver abituato il consumatore ad abbinare l’installazione di impianto fotovoltaico con il concetto dell’incentivo. Questo vuol dire che o c’è un incentivo oppure le persone scelgono di non installare l’impianto. In realtà, però, bisogna pensare che si tratta di un investimento con un tempo di ritorno medio di cinque, massimo sette anni, contro una garanzia di durata dei pannelli fino a 40 anni”.

Il dibattito è poi proseguito affrontando il tema della mobilità sostenibile. Con due obiettivi, da parte dei relatori intervenuti: la promozione di una maggiore consapevolezza e l’analisi delle ultime tendenze, delle sfide e delle soluzioni innovative in continua evoluzione così come delle criticità che ancora si riscontrano sul mercato.

Ne hanno parlato fra loro, in una tavola rotonda, Davide Di Bernardino Head of Business Development Smart Mobility di Enilive, Daniel Cascone, Head of sales di Be Charge, Sebastiano di Carlo, Responsabile sales product development di Repower, e Giulio Foldes, marketing & communication Director di Ayvens Italia.



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