Urban Air Mobility, dalla strada al cielo
Dalla rete di infrastrutture intelligenti alla mobilità che prende quota: la mobilità aerea urbana entra nel dibattito sulla sostenibilità
C’è un pezzo di futuro che non corre solo su asfalto, rotaie o piste ciclabili, ma prende quota. E lo fa con una parola chiave che è diventata inevitabile per chiunque lavori su innovazione e competitività dei territori: sostenibilità. Non un obiettivo di lungo periodo, ma una necessità concreta oggi, come ha ricordato Carlo Valerio, Coordinatore delle Aree Tematiche del Lombardia Aerospace Cluster, intervenendo al convegno “Infrastrutture Smart per un futuro sostenibile: Progetti e Soluzioni per la Urban Mobility del Futuro”, organizzato da ADI Lombardia, Associazione per il Disegno Industriale, in collaborazione con il Comune di Varese, il Politecnico di Milano e l’Ordine degli Architetti di Varese – Commissione Design e il patrocino, tra gli altri, anche di Confindustria Varese.
Tecnologie aerospaziali per una mobilità urbana integrata
Il punto di vista del Lombardia Aerospace Cluster è netto: la transizione ecologica si gioca anche, e sempre di più, sull’apporto delle filiere ad alta tecnologia. Carlo Valerio ha messo a fuoco il contributo dell’ecosistema aerospaziale con una roadmap già leggibile: osservazione della Terra, cloud e virtualizzazione, urban mobility e altre tecnologie abilitanti, da tradurre in impatti reali non solo ambientali, ma anche sociali ed economici, oltre che sulla sicurezza. In filigrana, il messaggio è altrettanto chiaro: senza collaborazione tra imprese, Università e istituzioni (e tra cluster tecnologici) l’innovazione resta dimostrazione. Con la collaborazione diventa infrastruttura, servizio, filiera.
Quando l’infrastruttura è il vero “prodotto”
Se c’è un tema che ha acceso il confronto è quello della Advanced Air Mobility, connessa anche all’idea di un Vertiporto di Varese come hub per gli air taxi elettrici (eVTOL) e come tassello intermodale in dialogo con la città. In questo passaggio si inserisce l’intervento di Paolo Cappello, Direttore Business Unit Advanced Air Mobility di SEA Milan Airports: la mobilità aerea urbana può diventare servizio solo se poggia su una catena del valore chiara e SEA ha scelto di stare dove ha competenze strutturali: sviluppo e gestione dell’infrastruttura, coerentemente con il proprio ruolo di operatore aeroportuale. Cappello ha inquadrato il percorso attraverso la joint venture Vega e ha sintetizzato la promessa su tre pilastri: velocità (tempo “restituito” alle persone), sicurezza e sostenibilità. Sul piano operativo, la narrazione diventa concreta: eVTOL a propulsione elettrica, progettati con prospettiva di autonomia e un servizio point-to-point che richiede infrastrutture più “leggere” di una ferrovia o di una grande arteria, ma non per questo facili da inserire nel tessuto urbano. Il passaggio chiave è quello sullo user journey: l’idea di vertiporto è ridurre drasticamente i tempi, con un’esperienza “dal marciapiede al volo” in meno di 20 minuti, grazie a un uso spinto della tecnologia.
La sfida tecnologica: fiducia, certificazione, sicurezza
Emanuele Merlo, Coordinatore del Nucleo Tecnico Scientifico del Lombardia Aerospace Cluster, ha sottolineato la necessità di tenere la filiera agganciata a un cambiamento tecnologico rapidissimo, attraverso un piano tecnologico e una “classe mobilità” con gruppi di lavoro orientati a un sistema disponibile e soprattutto sicuro. La parola chiave, in questo caso, è “confidenza”: nessun servizio di mobilità aerea urbana può reggersi senza fiducia degli utenti e dei sistemi di controllo. E questa fiducia si costruisce su un’architettura di sistema: infrastrutture, servizi, sorveglianza, comunicazioni, navigazione, cybersecurity e formazione. Poi c’è il cuore tecnologico: il paradigma Detect and Avoid / Sense and Avoid, condizione per cui il sistema sia davvero “di successo”, cioè capace di muoversi in sicurezza (e con costi sostenibili, anche assicurativi) in uno spazio aereo complesso.
Dal caso d’uso alla città: droni medicali, vertiporto, servizi
A rendere tangibile il tema, anche esempi già sperimentati: dal trasporto medicale con droni, con capsule intelligenti gestite via app e consegne rapide tra edifici ospedalieri, fino alla visione del Varese Vertiport HUB: un’area da riqualificare vicina alla stazione ferroviaria, spazi da riattivare e una proposta che lega infrastruttura, città e turismo (aerotaxi come leva per valorizzare destinazioni e patrimoni). In questo scenario, l’Urban Air Mobility non è un oggetto volante “in più”. È un sistema: per questo ha bisogno di design, governance e regole, oltre che tecnologia. Se la strada è la mobilità “di massa”, il cielo è la mobilità “di precisione”: rapida, elettrica, integrata.


