La “dipendenza” culturale del made in Italy
“Il 40% dei viaggiatori internazionali che vengono in Italia per una motivazione di cultura, ha una spesa media una volta e mezzo superiore a quella di chi arriva in visita spinto da altre ragioni”
“Il 40% dei viaggiatori internazionali che vengono in Italia per una motivazione di cultura, ha una spesa media una volta e mezzo superiore a quella di chi arriva in visita spinto da altre ragioni”
Moda, alimentare, arredamento, occhialeria, gioielleria, calzature: il cuore del made in Italy è destinato a crescere nei Paesi avanzati dove nel 2022 toccherà quota 70 miliardi, 11 miliardi in più rispetto ai livelli attuali
“Il Paese non può mettere a rischio la propria industria manifatturiera continuando a tenere separati il mondo e la scuola. Ci troviamo in uno scenario drammatico e, al tempo stesso, paradossale
La concessione dei nulla osta necessari a trasportatori per viaggiare sulle strade lombarde con carichi eccedenti i limiti stabiliti dal Codice della Strada sono diventati biblici
Fin dall’inizio della crisi economica, c’è una domanda che più di altre si è ripresentata con puntualità nel dibattito economico: perché a parità di condizioni alcune imprese vanno bene e altre no?
Mai come oggi per vincere la sfida della competizione, per le Pmi risulta strategico rafforzarsi qualitativamente puntando sull’innovazione, sul recupero di produttività e sulla capacità di competere sui mercai internazionali
Prendiamo un’azienda media del territorio con 40 dipendenti e un fatturato intorno ai 20 milioni di euro. Impresa che decide di investire 200mila euro per un nuovo macchinario ammortizzabile in 8 anni
Quello lombardo è un mercato del lavoro che ha subito gli effetti della lunga crisi ma che, nonostante ciò, mostra una notevole resilienza e vitalità
Il costo del ritardo digitale italiano drena all’economia del Paese due punti di Pil ogni anno e frena la potenziale creazione di 700mila nuovi posti di lavoro. Il problema sta nel fatto che gli investimenti digitali, in Italia, sono fermi a una quota 4,7% del Pil, contro una media europea del 6,4%