Quasi due secoli di imballaggi Goglio

Il Gruppo del packaging continua a investire su ricerca, sostenibilità e digitalizzazione, sviluppando materiali pronti al riciclo, servizi avanzati e soluzioni che uniscono tecnologia e responsabilità ambientale

“Arrivare a 175 anni di storia significa saper innovare restando fedeli ai propri valori. I nostri risiedono nel rispetto per le persone, nell’innovazione e nella qualità. Si tratta di principi fondativi che accompagnano Goglio dall’anno della sua fondazione e che hanno guidato ogni scelta, dai primi sacchetti di carta stampata fi no ai moderni sistemi di confezionamento sostenibili e digitalizzati”. È con queste parole che Franco Goglio, Presidente e Amministratore Delegato di Goglio Spa, racconta come si arriva a 175 anni di storia imprenditoriale. Quella di cui parla è la sua azienda familiare, da sempre attiva nella progettazione e nella realizzazione di sistemi per l’imballaggio con la fornitura di macchine, laminati flessibili, valvole e servizi avanzati, per ogni esigenza di confezionamento. Un raggio di azione mondiale, un valore della produzione di circa 500 milioni di euro, grazie ad una forza lavoro di oltre 2.200 dipendenti, divisi tra i 9 stabilimenti produttivi in Italia, Olanda, Stati Uniti, Cina e Brasile e una rete di uffici commerciali in Europa e nel Sud-Est asiatico. Questi alcuni dei numeri del Gruppo fondato nel 1850, oggi tra i principali player mondiali nel settore del packaging flessibile, con il suo headquarter in provincia di Varese, a Daverio. È qui la sede centrale della multinazionale.

“Ospita la Direzione, il centro di ricerca e sviluppo e funzioni strategiche, oltre ad una parte significativa della produzione. In questo quartier generale lavorano oltre 700 persone, a testimonianza del legame profondo con il territorio varesino – sottolinea Goglio –. I nostri stabilimenti all’estero, invece, nascono dal desiderio di produrre e di distribuire avvicinandoci ai clienti. Non hanno alcun intento di delocalizzazione. Anzi. Si tratta di una presenza internazionale che vuole riflettere crescita costante e capillarità, grazie alla capacità di coniugare le radici italiane con una visione globale”. Asset strategici, questi, che non sono mai cambiati. “La solidità di un’impresa familiare come Goglio risiede nella capacità di trasmettere la passione e la visione imprenditoriale, in equilibrio tra continuità e apertura al cambiamento – tiene ad aggiungere il Presidente –. I valori che mi hanno accompagnato negli anni e mi accompagnano ancora oggi nella guida dell’azienda sono la visione verso il futuro, l’ottimismo, la dedizione, la determinazione e la disciplina”.

Quella di Goglio è dunque una storia di quasi due secoli, scandita da passaggi cruciali. Due, in particolare, hanno fatto da spartiacque. Li racconta così Franco Goglio: “Tra i tanti momenti significativi, alcuni hanno segnato una svolta nella storia della nostra realtà manifatturiera. Uno è l’introduzione del Sistema integrato Fres-co System® negli anni ‘60, che per la prima volta ha unito linee di confezionamento, laminati flessibili alta barriera, accessori plastici e servizi in un’unica offerta. Altrettanto innovativo, nel 1968, è stato il brevetto della valvola di degasazione monodirezionale per il confezionamento del caffè. Un’innovazione, questa, che ha rivoluzionato il settore a livello mondiale e che ancora oggi rappresenta uno dei simboli dell’azienda. Senza dimenticare, tra i momenti più strategici, l’espansione a livello internazionale, per esempio, con l’apertura dello stabilimento di Tianjin in Cina nel 2006 e, più recentemente, nel 2023, l’acquisizione dello stabilimento che oggi opera come Mega Goglio, in Brasile”. Passaggi importanti nell’evoluzione dell’impresa che, anche grazie a queste svolte, oggi attraversa filiere industriali differenti, da quella alimentare a quella chimica, fino alla detergenza, alla cosmetica e al pet food. Ma se l’innovazione è una leva importante, ad avere un ruolo essenziale nella crescita di Goglio “sono le persone – precisa il Presidente –. Con le loro competenze rendono possibile ogni traguardo. Il capitale umano è il vero motore del nostro successo. Non a caso, alle nuove generazioni, diciamo di coltivare la curiosità, lo spirito di squadra e la passione per la qualità. Sono questi i valori che da sempre ci permettono di guardare avanti”.

Del resto, la capacità di tendere lo sguardo al futuro, al progresso, all’innovazione, è scritta nel dna dell’azienda. Basti pensare al capitale investito negli ultimi quattro anni, tra le varie sedi produttive italiane, per un totale di circa 45 milioni di euro. Ma anche ai 29 milioni stanziati per il solo 2025, tra gli stabilimenti presenti sul territorio nazionale ed estero. Investimenti per opere volte al rinnovamento degli impianti produttivi, ma anche all’efficientamento energetico e alla digitalizzazione dei processi, con un’attenzione costante alla sostenibilità. Tema, questo, “da sempre parte integrante della filosofia di Goglio – sottolinea il Presidente –. Non solo come impegno ambientale, ma come approccio complessivo al fare impresa. Sviluppiamo anche materiali ‘pronti per il riciclo’, ovvero soluzioni che uniscono prestazioni tecniche e responsabilità ambientale. A ciò si aggiungono i servizi digitali che consentono di migliorare l’efficienza e ridurre gli sprechi lungo tutta la catena produttiva. Si tratta di una sostenibilità che si estende anche all’attenzione alle persone e ai territori. Vanno in questa direzione progetti come, ad esempio, riGOGLIOso, che coinvolge le scuole primarie locali in un percorso formativo, teorico e pratico, che porta alla messa a dimora di nuove piante nell’area verde dello stabilimento di Daverio”.

Tra le prossime sfide, un packaging sempre più sostenibile e digitale. “L’obiettivo è quello di unire innovazione tecnologica e sostenibilità – aggiunge Franco Goglio –. Continueremo a investire nella ricerca di nuovi materiali e nell’evoluzione delle nostre linee per garantire processi sempre più automatizzati ed efficienti. In tre parole, l’identità di Goglio si può descrivere in esperienza, innovazione e responsabilità. Ma se potessi aggiungerne una quarta, direi capacità di crederci. Credere nei nostri progetti e nelle nostre persone, anche di fronte alle sfide più complesse”.

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