Milano Cortina 2026, l’impatto sul territorio
Come i Giochi Olimpici Invernali possono trasformare il sistema economico locale, portando vantaggi strutturali in termini di attrattività
Il conto alla rovescia verso le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 è ufficialmente iniziato. Lo scorso 6 dicembre la Fiamma Olimpica è arrivata in Italia: nel suo percorso attraverserà a più riprese la Lombardia, toccando 78 comuni e 5 siti Unesco, per fare tappa anche a Varese il 14 gennaio 2026. I Giochi Olimpici prenderanno ufficialmente avvio il 6 febbraio per terminare il 22, mentre a marzo (dal 6 al 15) si svolgeranno i Giochi Paralimpici. Al di là del fascino di piste, slittini e dei riflettori mediatici puntati su quello che si preannuncia come un evento dagli impatti considerevoli, per la Lombardia si tratta di un’operazione economica di dimensioni inedite. Secondo lo studio realizzato dall’Ufficio Studi di Banca Ifis, l’insieme di Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali genererà un impatto complessivo di circa 5,3 miliardi di euro tra spesa turistica e investimenti infrastrutturali, distribuiti tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. Più della metà di questo valore ricadrà sulla regione Lombardia, che si conferma epicentro dei Giochi e principale motore economico dell’intero sistema olimpico.
Per capire la portata del fenomeno basta guardare alla composizione di quei 5,3 miliardi. La componente più tangibile sarà la spesa immediata di spettatori e staff operativo: circa 1,1 miliardi di euro tra alloggio, ristorazione, trasporti, shopping e servizi acquistati sul territorio durante le due settimane di gare. A questa si aggiunge una “coda lunga” di 1,2 miliardi legata ai turisti che sceglieranno di tornare nelle località olimpiche nei 12-18 mesi successivi, spinti dall’effetto vetrina dei Giochi. Il capitolo più significativo è sicuramente quello infrastrutturale: 3 miliardi di euro di opere nuove o potenziate, tra impianti sportivi e collegamenti di mobilità. Secondo le stime di Banca Ifis, circa il 60% della spesa turistica immediata e differita e oltre la metà del valore infrastrutturale (53,6%) saranno assorbiti dalla Lombardia (a Veneto e Trentino-Alto Adige spetteranno rispettivamente il 40% della spesa turistica e il 46,4% degli interventi infrastrutturali). Questo significa che il territorio lombardo potrà contare su un ritorno vicino ai 3 miliardi di euro, tra consumi e patrimonio fisso che resteranno ben oltre il termine dei Giochi Olimpici.
Nel dettaglio, il dossier olimpico parla di 2.900 atleti, 90 Paesi partecipanti, 2,5 milioni di visitatori attesi, 3 miliardi di audience globale e oltre 90 opere complessive, di cui 44 impianti sportivi e 50 infrastrutture di servizio. Il solo pacchetto delle opere sportive vale 730 milioni di euro: dagli interventi su Assago Ice Arena, Allianz MiCo e la nuova Santa Giulia Ice Hockey Arena a Milano, fino agli impianti di Livigno e Bormio, con lo Stelvio Ski Center e i park dedicati alle discipline freestyle. A questo si sommano gli investimenti in accessibilità e inclusione, come l’adeguamento della metropolitana milanese e l’acquisto di nuovi treni accessibili, che per la sola Lombardia valgono oltre 470 milioni di euro.
Dentro questo scenario, la provincia di Varese è più coinvolta di quanto possa sembrare a prima vista. Il territorio all’ombra delle Prealpi non ospiterà finali olimpiche, ma ha in casa una delle principali porte d’ingresso ai Giochi: l’aeroporto di Milano Malpensa. Il Terminal 1, infatti, è al centro di un restyling profondo, che comprende nuovi materiali, layout più funzionali e una gestione più efficiente dei flussi, proprio in vista di Milano Cortina 2026 (come spiegato approfonditamente nell’articolo successivo di questo focus). In parallelo, il Malpensa Express che collega lo scalo al cuore di Milano verrà potenziato, appositamente per il periodo dei Giochi, con corse estese fino alle ore 2.00 di notte, creando un asse continuo tra l’aeroporto varesino e il sistema urbano milanese. Per il tessuto economico varesino, dal turismo ai servizi, dalla logistica al manifatturiero legato al travel e allo sport system, questa trasformazione si traduce in domanda aggiuntiva e in un salto di visibilità internazionale. Ogni passeggero che transiterà da Malpensa non porterà con sé soltanto un biglietto aereo, ma un potenziale pernottamento sui laghi, un pranzo in un ristorante vista monti oppure una visita culturale nelle città del territorio. In un contesto in cui il turismo sportivo italiano nel 2024 ha raggiunto 12 miliardi di euro di valore (in crescita dell’8% rispetto al 2023), con 42 milioni di presenze e una spesa media pro capite intorno ai 287 euro, intercettare una fetta di questi flussi può fare la differenza per alberghi, B&B, ristorazione e commercio di prossimità del Varesotto.
Il dato forse più interessante dello studio di Banca Ifis è che il turista sportivo non si limita a riempire gli spalti. In media per Milano Cortina 2026, infatti, si stimano oltre tre notti pro capite, viaggi in piccoli gruppi e la ricerca di almeno sei tipi diversi di esperienze aggiuntive, tra benessere, enogastronomia, cultura, shopping, natura ed eventi collaterali. L’identikit del perfetto visitatore per un territorio come quello varesino, che può proporsi come “secondo tempo” della vacanza olimpica: giornate sulle piste o sugli spalti, seguite da escursioni sui laghi, percorsi cicloturistici o visite ai dieci siti Unesco lombardi, quattro dei quali in provincia di Varese.
A completare il quadro c’è l’effetto Paralimpiadi. Le competizioni paralimpiche porteranno oltre 400mila spettatori (di cui 100mila solo in Lombardia) e un valore stimato in circa 186 milioni di euro di spesa sul territorio, di cui una quota rilevante nella regione lombarda (45 milioni). Gli investimenti sull’accessibilità, dai treni ai nodi di trasporto, dagli spazi urbani alle strutture ricettive, rappresentano una leva potente per sviluppare un’offerta turistica più inclusiva, che può diventare un vantaggio competitivo stabile anche per le destinazioni varesine attente al turismo accessibile.
Non mancano, tuttavia, le criticità. Nelle indagini condotte dall’Ufficio Studi di Banca Ifis, il 50% degli italiani indica i costi come principale preoccupazione legata ai Giochi, seguiti da impatto ambientale (46%) e sicurezza (40%). In altre parole, in molti sono preoccupati per le sfide che un grande evento sportivo porta con sé. Allo stesso tempo, però, l’80% è convinto che iniziative sportive di forte richiamo come Milano Cortina 2026 rappresentino un volano per l’economia, in particolare per l’attrattività turistica e per l’immagine del Paese all’estero e quasi otto italiani su dieci li considerano una spinta alla pratica sportiva.
Per la Lombardia e per la provincia di Varese la sfida è tutta qui: trasformare l’onda olimpica in crescita strutturale, evitando che rimanga un fuoco d’artificio di due settimane o poco più. Gli investimenti su Malpensa e sui collegamenti ferroviari, la capacità ricettiva diffusa, la vocazione industriale della filiera dello sport e del turismo esperienziale sono gli asset su cui costruire questa eredità. Il sistema Varese ha davanti un’occasione irripetibile per agganciare nuovi mercati e posizionarsi come una delle principali porte di accesso internazionali ai Giochi di Milano Cortina 2026. Una prospettiva che dialoga direttamente con il Piano Strategico #Varese2050 di Confindustria Varese, dove la linea 5 che punta a fare del Varesotto una wellness destination, valorizzando l’eccellenza dello sport, le risorse naturali, l’arte, la cultura e la qualità della vita del territorio, indica proprio nello sport system e nei grandi eventi uno dei driver chiave per lo sviluppo competitivo e sostenibile della provincia.
Per saperne di più
- La porta di accesso alle Olimpiadi
- Cosa resterà di un evento globale
- I campi di allenamento varesini a cinque cerchi
- Come si fotografano i Giochi Invernali
La foto di questo articolo è di Mattia Ozbot


