L’incontro tra impresa e arte
Il volume “Nature”, ultima opera fotografica di Paola Margnini, inaugura la collana “Lo spirito dei luoghi, artisti del territorio dei laghi”, resa possibile dal sostegno dell’azienda varesina Italiana Ponti Radio
Quando si cammina per il centro storico di Firenze c’è una domanda che ritorna con insistenza alla mente, almeno a quella di chi scrive: che cosa ha generato tanta bellezza? Nel 2011 fu la stessa città a dare una risposta, organizzando a Palazzo Strozzi una mostra dal titolo esplicito: “Denaro e bellezza. I banchieri, Botticelli e il rogo delle vanità”. La tesi dei curatori, Tim Parks, autore del libro “La fortuna dei medici” e Ludovica Sebregondi, tra i maggiori esperti nel campo dell’arte religiosa del Rinascimento, era chiara: la straordinaria stagione artistica rinascimentale nacque dall’intreccio tra sviluppo economico, ruolo politico e mecenatismo. Un sistema in cui mercanti, imprenditori e banchieri seppero investire rinunciando a una parte dell’interesse privato per pubblico alla bellezza. Quel mecenatismo non fu privo di ambiguità o di motivazioni religiose, alimentate anche dalle prediche di Girolamo Savonarola, ma rappresentò un punto di contatto concreto tra economia e arte, un collegamento generativo che ha portato nel mondo lo splendore di Firenze.
Oggi, mutati i contesti storici, sociali e territoriali, il dibattito sul ruolo degli imprenditori come promotori di cultura e bellezza, a cominciare dall’esperienza di Adriano Olivetti, torna ad affacciarsi, anche se con forme e intensità diverse. In un territorio come quello di Varese, dove esiste un distretto manifatturiero con quasi due secoli di storia riconoscere un valore questo confronto è presente da tempo, ancor prima che sostenibilità e transizione ecologica diventassero i motori del cambiamento anche sul piano della committenza artistica. Nel 2024, dal museo MA*GA di Gallarate e da Confindustria Varese, è stato sottoscritto il Patto per le Arti, un’alleanza strategica e duratura tra mondo culturale e tessuto imprenditoriale, pensata per sostenere la ricerca artistica, la progettualità contemporanea e la sostenibilità del sistema culturale locale. Il 29 novembre scorso, allo Spazio Libero di Materia a Castronno, è stato presentato “Nature”, il nuovo libro di Paola Margnini, un incontro sul senso della bellezza e sull’eredità naturalistica di questa provincia. Il volume inaugura la collana “Lo spirito dei luoghi, artisti del territorio dei laghi”, resa possibile dal sostegno di Italiana Ponti Radio (IPR), azienda fondata nel 1984 da Antonio Salomone, figura emblematica dell’imprenditoria varesina. Carlo Meazza, fotoreporter e curatore della collana, riconosce in “Nature” un modo diverso di guardare ciò che ci circonda. Le immagini diventano memoria collettiva. “Paola ci mostra le cose che ci sono ma che non vediamo”, osserva Meazza.
La fotografa racconta “Nature” come un ritorno alle origini: l’infanzia trascorsa tra boschi, fiumi e alture che si specchiano nel Lago Maggiore come primo apprendistato allo sguardo. La sua fotografia non è descrittiva, ma interpretativa: esplosioni di colore, movimento, energia. I “fiori spettinanti”, peonie, rose, ninfee, diventano immagini dinamiche, fino all’“anima nera del ciliegio”, simbolo di mistero. Accanto alla natura, figure umane colte in attimi sospesi, autoritratti che coinvolgono persone come gesto di restituzione affettiva. Il nome di Antonio Salomone richiama alla memoria un’altra esperienza centrale per la città: la stagione di Radio Varese, autentica palestra culturale e professionale per intere generazioni. Nelle pagine introduttive del libro, l’imprenditore definisce il territorio come “un patrimonio condiviso”, capace di generare valore per gli artisti e per la comunità. Una visione che richiama l’idea di un’impresa che cresce senza recidere il legame con le proprie radici. Salomone, arrivato a Varese da Salerno a 21 anni, ha costruito qui la propria indipendenza professionale e personale. Perito elettronico, appassionato di radiofrequenza, ha trasformato una competenza tecnica in un’impresa capace di operare su mercati complessi e ad alta specializzazione.
Oggi IPR è un riferimento internazionale nelle reti di trasmissione utilizzate dalle forze dell’ordine e nei grandi eventi, dal G7 alle Olimpiadi di Milano Cortina. “Non vendiamo oggetti, ma soluzioni” è il principio che guida l’azienda. Il tratto più significativo del suo essere imprenditore è proprio il rapporto con il territorio. La donazione al Comune di Varese di una stazione per migliorare la copertura della rete è un gesto che non risponde a logiche di ritorno immediato, ma a un’idea di responsabilità sociale. È in questa dimensione che il mecenatismo contemporaneo trova senso. Non si tratta di una celebrazione, bensì di un investimento culturale e civile. Il dialogo tra impresa, cultura e comunità è dunque possibile e forse necessario, soprattutto in tempi in cui regna l’incertezza, parola poco amata dagli imprenditori. Solo apparentemente quello del mecenate è un investimento non fruttuoso. In realtà guarda al lungo periodo, perché contribuisce a costruire un capitale immateriale fatto di identità, memoria e visione condivisa. Investire nella bellezza, nel racconto dei luoghi e nelle persone che li abitano significa riconoscere che lo sviluppo non è solo crescita economica, ma costruzione di relazioni, consapevolezza e appartenenza. È forse da qui che può nascere una nuova idea di bellezza pubblica.
Lo spirito dei luoghi: dialogo sulla bellezza tra arte e impresa
Appuntamento giovedì 19 marzo 2026, alle ore 21.00 allo Spazio Libero di Materia (via Confalonieri 5, Castronno) per una nuova presentazione del libro “Nature” di Paola Margnini, parte della collana “Lo spirito dei luoghi, artisti del territorio dei laghi” con Antonio Salomone, fondatore di Italiana Ponti Radio, azienda varesina che sostiene il progetto e Carlo Meazza, curatore della collana. È possibile riservare un posto per la presentazione al seguente link.








