Il grande fermento del food & beverage varesino

Quella che ha caratterizzato il settore alimentari e bevande varesino, negli ultimi anni, è una spinta che non si misura solo in spedizioni oltreconfine, ma anche in un dinamismo industriale fatto di acquisizioni di brand, operazioni di private equity

L’export del settore alimentari e bevande all’ombra delle Prealpi vola oltre 700 milioni di euro. Non è solo un boom di fatturati e spedizioni oltreconfine: si tratta di un fermento che si traduce in contatti, dossier e trattative. E quando un settore cresce con slancio, attira capitali e investe. Ecco perché ciò che caratterizza i due comparti varesini, quello del food e quello del beverage, negli ultimi anni, non è solo una costante crescita economica, ma anche un sempre maggiore interesse di investitori e fondi, tra operazioni di private equity e di mergers and acquisitions (fusioni e acquisizioni), che stanno accendendo i riflettori sulle aziende del territorio. E se da un lato, fondi di private equity e investitori guardano alle imprese locali con un interesse sempre più concreto, dall’altra, le acquisizioni da parte delle aziende varesine di altri brand ridisegnano proprietà, strategie e intere filiere.

Andando con ordine, l’ultimo esempio (al momento in cui scriviamo) è quello che interessa la Illva Spa, l’impresa con headquarter a Saronno, specializzata nella produzione e commercializzazione di bevande alcoliche. A inizio 2026, Illva Saronno Holding ha annunciato l’acquisizione da parte della controllata Disaronno Ingredients del 100% di Delite Srl, distributore emiliano specializzato in ingredienti per il settore gelateria e pasticceria. “Un rafforzamento strategico – si legge sul sito aziendale – per la piattaforma di distribuzione di Disaronno Ingredients, divisione di Illva Saronno Holding dedicata allo sviluppo e alla commercializzazione di ingredienti premium per gelateria, pasticceria e bakery”. È della fine del 2025, invece, il raggiungimento di un accordo, sempre da parte di Illva Saronno Holding (già proprietaria degli iconici Disaronno e Tia Maria) per l’acquisto di Amaro Averna e del mirto Zedda Piras da uno dei maggiori player a livello globale nel settore degli spirit, ovvero Campari Group. Due marchi, Amaro Averna e Zedda Piras, nati nel XIX secolo e da sempre riconosciuti per la loro qualità, una solida reputazione e un ricco heritage. Con una forte presenza internazionale, il primo (il 70% delle vendite è all’estero, principalmente negli Stati Uniti, in Germania e in Austria) e un forte presidio del mercato italiano, il secondo, rappresentano una coppia di prodotti vincente. Ottima per “integrarsi in modo fluido e strategico nel portafoglio di Illva Saronno, portando forti sinergie e rafforzando ulteriormente la sua gamma di spirit e vini premium”, come sottolineano dalla Holding. L’operazione è la conferma della volontà degli azionisti di continuare a investire in Illva Saronno oltre che un ulteriore passo in avanti nel suo percorso di espansione fatto già di acquisizioni importanti, come quella del liquore al caffè Tia Maria nel 2009, seguita dalle più recenti del Sagamore Rye Whisky nel 2023 e di Engine Gin nel 2024.

Un altro esempio di questo dinamismo industriale è quello che ha visto protagonista di diverse acquisizioni Irca Group, la multinazionale con headquarter a Gallarate, specializzata nella produzione di cioccolato, creme, frutta, pistacchi, decorazioni e altri ingredienti di alta qualità, per il settore alimentare. In ordine cronologico, l’impresa ha acquisito, nel 2022, il 100% delle quote azionarie di Cesarin Spa, azienda presente in più di 85 Paesi, con la produzione di semilavorati per pasticceria e gelateria, quali, ad esempio, i canditi e le amarene. Nello stesso anno, Irca, controllata dal fondo di private equity Advent International, ha acquisito anche Anastasi, azienda siciliana nota per la produzione di ingredienti a base di pistacchio. Una scelta, anche questa, che rafforza il portafoglio prodotti dell’impresa gallaratese e la posiziona al meglio in un segmento di mercato in espansione. Senza dimenticare le acquisizioni più recenti: quella nel 2023 della divisione “Sweet Ingredients” del Gruppo Kerry, specializzata nella produzione di prodotti dolciari e a base di cereali, attiva principalmente in Europa e negli Stati Uniti e quella, nel 2024, di Domori Professional, specializzata nella produzione di cioccolato super-premium e nota per il suo utilizzo del pregiato cacao Criollo, con cui Irca ha acquisito i diritti esclusivi per l’uso del marchio Domori nel canale b2b. Un’altra acquisizione, quest’ultima, che va quindi ad arricchire un portafoglio già colmo di nomi di alta gamma del comparto. Quello che ha caratterizzato Irca negli ultimi anni è senz’altro un business in piena espansione, grazie ad una politica di acquisizioni a livello internazionale e a una crescita della forza lavoro, che hanno portato ad un balzo in avanti del fatturato a doppia cifra, superando quota 1 miliardo, ma anche ad un aumento dell’organico che oggi conta circa 2.100 collaboratori. Questi i numeri emersi anche durante l’ultimo Family Day, il tradizionale appuntamento dedicato a tutti i dipendenti e ai rispettivi familiari dell’impresa.

Ma non sono solo le aziende storiche ad avere l’ambizione di investire nel settore alimentare varesino. Lo fanno anche (e sempre di più) le startup, come, ad esempio, Compagnia del Mare, società che ha preso corpo a febbraio 2025, quando Agroittica Lombarda Spa ha ceduto il proprio ramo d’azienda, con sede a Busto Arsizio, attivo nella produzione di salmone affumicato e conosciuto con lo storico marchio Fjord. In pratica, un gruppo ristretto di partner finanziari industriali ha avviato una progettualità con l’obiettivo di investire nel settore alimentare, attraverso l’acquisizione di società, piccole realtà o rami aziendali, per valorizzare le eccellenze del food & beverage made in Italy. Il progetto prevede tre distinte divisioni: oltre a Compagnia del Mare, con la propria attività nel settore ittico, la Compagnia delle Vigne e la Compagnia dei Sapori. Il tutto all’interno della più ampia Compagnia del Gusto Holding. Oltre 1.100 tonnellate di salmone fresco lavorate; 27 insegne della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) servite; circa 85 risorse impiegate nel sito operativo di Busto Arsizio. Questi i numeri di Compagnia del Mare. “Vogliamo diventare ancora più complementari e competitivi nel mercato – sottolinea l’Amministratore Delegato Gianluigi Freschi –. Senza dimenticare il focus principale: sostenere e rafforzare le eccellenze alimentari e il savoir faire italiano. Come? Da un lato, dando continuità ai rapporti con i fornitori storici e i clienti pregressi, dall’altro, ampliando i mercati e i canali. Rendere il sito produttivo più performante, recuperare una serie di contatti nel territorio italiano e approcciare altri clienti sul mercato europeo. Queste le tre sfide che ci siamo prefissati di affrontare”.

Ma non è tutto nel panorama dell’alimentare e delle bevande. Nel 2025, Lizzi, impresa di Caronno Pertusella, attiva nella produzione e distribuzione di specialità da forno surgelate, parte del Gruppo Sammontana, è stata acquisita da Vandemoortele, multinazionale alimentare belga a conduzione familiare, attiva in Europa e con una presenza importante in Italia. Un’operazione, questa, con cui Vandemoortele, dopo l’acquisizione di Dolciaria Acquaviva nel 2024, continua ad investire nel mercato italiano dei prodotti da forno surgelati. Il Gruppo belga oggi può vantare le specialità prodotte dalla Lizzi: il pane e le focacce a lievitazione naturale di Forno della Rotonda, i pani naturali e le specialità piemontesi di Spar, per il canale Ho.Re.Ca e la GDO. È così che, in questo caso, il portafoglio prodotti di una multinazionale straniera si allarga con specialità made in Varese.

Articoli correlati