Afros punta a dimezzare i consumi dei frigoriferi
Si chiama LIFE-Vicorpan ed è il progetto cofinanziato dall’Unione Europea, che l’azienda di Caronno Pertusella sta portando avanti per l’efficientamento energetico degli elettrodomestici del freddo
Efficientare i consumi energetici di un frigorifero, dimezzare quelli economici, ma anche ridurre le relative emissioni carboniche nell’atmosfera. Questo l’obiettivo di LIFE-Vicorpan, il progetto co-finanziato dall’Unione Europea che sta portando avanti Afros Spa, l’azienda di Caronno Pertusella parte delle 31 imprese del Gruppo Cannon, fondato nel 1965 dalle famiglie Volpato e Fiorentini. Una multinazionale che progetta e costruisce macchinari e impianti industriali in diversi ambiti: da quello del poliuretano, delle resine reattive e dei compositi per un ampio spettro di mercati (isolamento, catena del freddo, edilizia, arredamento, automotive, aerospaziale) a quello delle caldaie industriali e del teleriscaldamento, agli impianti per il trattamento delle acque, reflue e di processo, fino all’automazione industriale. Oggi, sotto la guida del Presidente e Amministratore Delegato Marco Volpato (figlio di uno dei due fondatori), il Gruppo conta un portafoglio clienti in tutto il mondo.
Le macchine e gli impianti arrivano, infatti, in Giappone, Cina e India, ma anche in Sudafrica, Messico, Stati Uniti e Canada, fino a mercati meno noti come la Finlandia e il Kazakistan. Tra i numeri che vanta il Gruppo: oltre 400 brevetti, un fatturato che si aggira attorno ai 280 milioni di euro grazie ad una forza lavoro di 1.200 collaboratori. “Le invenzioni che hanno maggiormente forgiato il nostro mercato sono nate proprio qui a Caronno Pertusella – racconta Alberta Stella, Head of Corporate Marketing Communications del Gruppo Cannon –. Tutte le attività e le innovazioni sviluppate nei laboratori e nelle officine hanno spinto il Gruppo a diventare ciò che è oggi. Non è un’iperbole. Gli impianti Afros hanno contribuito negli ultimi cinquant’anni alla produzione di almeno la metà dei frigoriferi mondiali. E oggi, con Vicorpan, l’azienda punta a fare un passo ulteriore, portando sul mercato una nuova generazione di macchine per pannelli sottovuoto destinati a un alto efficientamento energetico, per dare al settore della refrigerazione un nuovo slancio nello sviluppo sostenibile”. Ciò di cui parla Alberta Stella è il progetto che l’impresa sta portando avanti insieme a due partner internazionali: Epta, Gruppo di riferimento nella produzione di frigoriferi commerciali e BASF, multinazionale della chimica che opera anche nel settore del poliuretano per l’isolamento sottovuoto. Un investimento in ricerca e sviluppo dal valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, di cui l’Unione Europea rimborserà il 56% dei costi.
L’idea al centro del progetto Vicorpan è semplice quanto radicale. A spiegarla è Maurizio Corti, Corporate Technology and R&D Director dell’azienda: “L’obiettivo è applicare nell’intera struttura isolante dei frigoriferi i pannelli sottovuoto (tecnicamente chiamati VIP) che hanno una capacità di isolamento circa tre volte superiore a quella della schiuma di poliuretano usata tradizionalmente. Come? Sfruttando lo stesso principio di funzionamento dei thermos del tè, per cui il vuoto non fa passare il calore. A questo, però, abbiamo scelto di aggiungere un’altra sfida. Quella di continuare ad utilizzare la schiuma di poliuretano riempiendo di PU, appunto, lo spazio rimanente attorno al pannello VIP. E questo, per due motivi. Da un lato, quello di unire le due tecnologie per ottenere un efficientamento energetico maggiore. Dall’altro, per fare in modo che, quando i frigoriferi giungono a fine vita, i materiali recuperabili dallo smantellamento possano essere tutti riciclati. La schiuma di poliuretano, infatti, così come tutte le altre componenti, dalla carcassa alle varie parti di cui sono composti i frigoriferi, può essere recuperata, trasformata in polvere di poliuretano e riciclata. Specialmente nel settore dei cementifici, ad esempio. Perché ha lo stesso potere calorifico dei combustibili fossili tradizionali, ma con il vantaggio di portare con sé un risparmio sia in termini economici, sia di emissioni di CO2”.
Praticamente, ciò che Afros propone attraverso il progetto Vicorpan, è combinare la lunga esperienza nel settore dell’isolamento termico con l’esigenza, sempre più stringente, sotto la spinta di Bruxelles, di ridurre l’impronta carbonica dei prodotti di uso quotidiano per arrivare al Net Zero nel 2050. La nuova soluzione di isolamento termico con l’uso di pannelli sottovuoto in poliuretano, potrebbe avere, infatti, un impatto significativo sul settore degli elettrodomestici per il freddo. Non solo frigoriferi domestici, ma anche commerciali, camion autoarticolati refrigerati e, perché no, anche mezzi elettrici per la distribuzione dell’ultimo tratto nei centri cittadini, dove le restrizioni alla circolazione dei veicoli tradizionali sono sempre più in crescita. “Oggi, un frigorifero moderno assorbe, in media, 220 kWh all’anno. Un consumo che consiste in una spesa elettrica annua di circa 70 euro. È qui che si inserisce la nostra ricerca – precisa Corti –. Si tratta di prototipi che puntano a scendere a 110-130 kWh. Il che significherebbe avere un risparmio in termini anche economici sulle bollette, fermandosi ad una spesa non superiore ad una trentina di euro e salvare l’equivalente di emissioni di CO2. Senza dimenticare la possibile applicazione anche nei camion refrigerati, dove i primi test parlano di un risparmio, per il mantenimento del freddo, di circa 0,7 litri di gasolio all’ora”.
“Numeri, questi, che, presi singolarmente, magari non fanno scalpore, ma moltiplicandoli per le centinaia di milioni di frigoriferi in funzione, quasi un miliardo nel mondo, diventano una leva concreta di riduzione delle emissioni di CO2. E dunque anche di un efficientamento energetico complessivamente molto importante. Ecco perché si tratta di un progetto che, se dovesse concretizzarsi, sarebbe una vera e propria rivoluzione nel settore della refrigerazione”, sottolinea Maurizio Corti che nel corso degli anni ha guidato diversi progetti innovativi dell’impresa. “Vicorpan – aggiunge – è uno dei 6 progetti cofinanziati che abbiamo avviato solamente negli ultimi tre anni. La spinta all’innovazione del Gruppo Cannon è alimentata da un investimento annuo in ricerca e sviluppo pari a circa il 5% del fatturato. Un lavoro per essere sempre più al passo con le sfide odierne che viene portato avanti nei dipartimenti R&D dislocati in Italia, Stati Uniti, Giappone, Inghilterra e Austria, oltre che attraverso una fitta rete di collaborazioni con le Università di Milano, Bergamo, Napoli, Salerno, Calabria, Modena e Reggio Emilia”.


