Il cuore della cyber intelligence è varesino

40 milioni di fatturato, 250 tra dipendenti, partner e collaboratori, 14 sedi distribuite da Nord a Sud Italia e 8.000 metri quadrati di stabilimento a Vizzola Ticino: questi i numeri di Area, impresa che da trent’anni si occupa di offrire servizi tecnici di supporto alle indagini per le Procure della Repubblica e per le forze dell’ordine

Un prototipo della nuova periferica ambientale intelligente è capace di valutare la biometria della voce di una persona e di riconoscere se, tra gli interlocutori, sia presente il soggetto indagato. In pratica, se una conversazione riguarda persone e tematiche estranee ad un’indagine giudiziaria, il contenuto può essere collocato in un ambiente separato, accessibile solo con ulteriori autorizzazioni. È in questo contesto che opera, da trent’anni, a Vizzola Ticino, Area Spa. Una realtà che si occupa di offrire sistemi e servizi tecnici di supporto alle indagini per le Procure della Repubblica e per le forze dell’ordine. “Quando l’azienda è nata ci occupavamo di tutt’altro – racconta Andrea Formenti, founder & owner della realtà varesina –. Abbiamo iniziato come software house dedicata all’automazione industriale. La svolta dell’attività è arrivata a seguito della richiesta di un istituto di vigilanza privato che aveva bisogno di registrare tutte le comunicazioni della propria centrale operativa”. Un mondo nuovo, che necessitava di una trasformazione radicale.

“Fino a quel momento, le intercettazioni telefoniche erano basate su sistemi a nastro. Per ogni utenza intercettata serviva un registratore dedicato – racconta Formenti –. Nelle sale ascolto delle Procure della Repubblica, gli operatori di Polizia Giudiziaria dovevano spostarsi fisicamente da una postazione all’altra e, se un nastro si fosse fermato durante la notte, si sarebbe rischiato di perdere registrazioni importanti. Anche le annotazioni delle conversazioni venivano compilate a mano, su fogli poi riportati negli uffici”. È qui che entra in campo il know-how dell’azienda di Vizzola Ticino: un modello informatizzato client-server in cui, in pratica, un server può gestire contemporaneamente diverse decine di ingressi, mentre i computer collegati permettono agli operatori di accedere, da un’unica postazione, alle utenze intercettate per le quali hanno autorizzazione. L’ascolto, la consultazione e la trascrizione diventano così più efficienti, tracciabili e organizzati. “Questo passaggio – sottolinea il founder dell’impresa – rappresenta un momento storico di crescita per la nostra azienda”. Area, infatti, trasferisce la sede nei dintorni dell’aeroporto di Malpensa, in una struttura che occupa circa 8.000 metri quadrati: una scelta strategica per posizione, ma anche per la possibilità di espandersi ulteriormente. Una crescita che riguarda anche il presidio territoriale: “Per garantire assistenza tecnica in tempi rapidi, abbiamo aperto nel tempo diverse sedi periferiche in Italia”, racconta ancora Formenti, sottolineando come, parallelamente, si sia sviluppata anche la dimensione internazionale.

“Nel 2013 abbiamo costituito una sister company nel Regno Unito e ci siamo aperti al mercato europeo ed extraeuropeo”. 40 milioni di fatturato, 250 tra dipendenti, partner e collaboratori e 14 sedi distribuite da Nord a Sud Italia. Sono questi i numeri di una realtà che ha fatto della crescita, sostenibile, il proprio mantra. “Oggi ci occupiamo esclusivamente di cybersecurity e, in particolare, di cyber intelligence. Il nostro know-how ci permette di sviluppare software in-house, accanto a una componente di progettazione hardware”. Area opera in un settore strategico ma anche delicato, in cui la tutela dell’integrità delle informazioni è un requisito essenziale. “Già a partire dagli anni 2000 abbiamo introdotto nei nostri sistemi meccanismi finalizzati a garantire che le registrazioni raccolte non possano essere manipolate, alterate o rimosse – informa Andrea Formenti –. Tra questi ci sono firme digitali sulle registrazioni e log dettagliati delle attività, pensati per tracciare in modo puntuale chi accede a dati particolarmente sensibili”. Area lavora su soluzioni che possano aiutare a proteggere la riservatezza delle persone coinvolte nelle intercettazioni, in particolare sui terzi non indagati, senza ridurre la capacità investigativa. “Lavorare con la pubblica amministrazione e con le forze dell’ordine richiede competenze tecniche elevate, ma anche etica, responsabilità e una forte attenzione alla riservatezza – racconta Paola Poggianella, Presidente del Cda dell’azienda –. Per questo investiamo molto nella ricerca, selezione, gestione e formazione delle persone. Chi entra a far parte del nostro team deve comprendere l’utilità sociale del proprio lavoro, il livello di responsabilità e la delicatezza delle informazioni trattate”. Le competenze tecniche, in un comparto come quello in cui si muove Area, sono fondamentali. Ma non sono tutto. “Un’azienda è prima di tutto un gruppo di persone e più cresce, più diventano decisive le capacità manageriali, la leadership, la comunicazione e la costruzione di un senso di appartenenza – conclude Andrea Formenti –. Ci impegniamo a diffondere una cultura aziendale fatta di integrità, ascolto, partecipazione, attenzione reciproca e condivisione degli obiettivi. L’idea è quella di creare un luogo di lavoro in cui le persone possano sentirsi parte di una comunità”. Guardando al futuro, Area ritiene fondamentale rafforzare il dialogo tra tutti i portatori di interesse: mondo industriale, amministrazione pubblica, politica, corpi dello Stato, Università e startup. Le sfide tecnologiche, geopolitiche e sociali sono troppo grandi per essere affrontate dentro confini rigidi di appartenenza o di categoria.

Leggi anche