Sono una ventina le imprese del territorio (ma non solo) che hanno aderito al Progetto “Sovranità Digitale” portato avanti da Joint Research Center di Ispra, Confindustria Varese, Università LIUC e Confindustria. Un esperimento pilota che nasce per essere scalabile a livello continentale e che ha il doppio scopo di ascoltare le aziende per la costruzione delle nuove politiche europee sull’indipendenza digitale e di sensibilizzare il sistema produttivo sull’aumento del rischio di vulnerabilità tecnologica

Varese fa da laboratorio per tutta l’Europa

Sono una ventina le imprese del territorio (ma non solo) che hanno aderito al Progetto “Sovranità Digitale” portato avanti da Joint Research Center di Ispra, Confindustria Varese, Università LIUC e Confindustria

Comprendere come le imprese di un tessuto produttivo industriale affrontano le proprie dipendenze e vulnerabilità tecnologiche, la governance dei dati, la cybersecurity e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale nel contesto geopolitico attuale: questo è l’obiettivo del Progetto “Sovranità Digitale”, sviluppato congiuntamente dal Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea, dall’Università LIUC di Castellanza e da Confindustria Varese.
Con questa iniziativa, che mette insieme attività di ricerca del JRC e sapere accademico di LIUC, un gruppo di imprese varesine, lombarde e nazionali, selezionate da Confindustria Varese e dal Sistema Confindustria, sta facendo da laboratorio di studio per un progetto pilota a livello europeo. Il via è stato dato a fine maggio nei laboratori del JRC di Ispra che hanno ospitato dei focus group durante i quali una ventina di aziende hanno condiviso la propria esperienza sul campo. Da una parte, provider di tecnologie digitali (infrastrutture digitali, cloud, hosting e servizi gestiti, Ict System Integrator, cybersicurezza ed elettronica critica); dall’altra, realtà industriali con diversi gradi di maturità digitale e operanti anche in settori critici (come energia e trasporti) o strategici (costruzione di data center).

“La sovranità digitale – ha commentato attraverso il proprio profilo LinkedIn Francesca Campolongo, Direttore Digital Transformation, AI and Data all’European Commission Joint Research Centre – non è un concetto astratto. Ricercatori e imprenditori, industria e accademia, si sono incontrati per lavorare ‘praticamente’ e hanno discusso il valore aggiunto, le problematiche e le soluzioni nel percorso per diventare sovrani digitali. Sono stata particolarmente soddisfatta di vedere che le imprese italiane che hanno partecipato al progetto pilota hanno accolto con favore la metodologia ‘Digital Sovereignty Canvas’ progettata dal Joint Research Centre EU Science, Research and Innovation per consentire alle organizzazioni di valutare la propria capacità di esercitare indipendenza strategica nel campo digitale, pur rimanendo connesse alle reti globali. Credo che questo progetto offra un’eccellente opportunità per ottenere reali intuizioni dall’industria e tradurre queste evidenze a sostegno delle politiche europee. Gli scambi positivi hanno mostrato che esiste un interesse comune a costruire uno spazio digitale europeo più indipendente e competitivo”. Il confronto che si è tenuto nei laboratori di Ispra ha rappresentato l’avvio di un percorso guidato per trasformare la sovranità digitale in scelte strategiche concrete, in cui questo campione stratificato del tessuto produttivo farà da apripista per il resto dell’Europa. Un progetto, dunque, scalabile e replicabile in altri territori dell’Ue.

“L’obiettivo di questa collaborazione a tre – spiega il Presidente dell’Università LIUC, Roberto Grassi – che oggi si concentra sulla sovranità digitale, ma che in futuro potrà essere ampliata anche ad altri temi, è di supportare un’analisi scientificamente rigorosa delle politiche europee. Più nello specifico il ruolo di LIUC, in qualità di polo di ricerca e formazione, è quello di mettere a disposizione le proprie competenze accademiche per: analizzare gli impatti che le policy dell’Ue hanno o potrebbero avere sul tessuto imprenditoriale locale, sull’economia, sull’industria e sulla società; coinvolgere studenti e ricercatori in attività di studio, analisi e monitoraggio; allineare contenuti e programmi formativi con le esigenze delle imprese, sviluppando competenze tecniche, professionali, manageriali e imprenditoriali”.

Le imprese operano oggi in reti digitali sempre più complesse, costituite da piattaforme, fornitori, dati, cloud, Intelligenza Artificiale e nuove competenze. Queste interdipendenze possono diventare punti di forza, ma anche fonti di rischio se non sono conosciute e governate. Da qui il duplice scopo del Progetto “Sovranità Digitale”. Il primo è quello di comprendere come le imprese di un tessuto produttivo industriale affrontano le proprie dipendenze e vulnerabilità tecnologiche, la governance dei dati, la cybersecurity e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale nel contesto geopolitico attuale, così da permettere al JRC una raccolta di informazioni, tratte direttamente dalle aziende individuate con la collaborazione di Confindustria Varese, che aiuti a disegnare le policy europee su questi temi. Il secondo, non meno importante, è quello di creare consapevolezza nelle aziende sulla propria rete digitale, individuare le aree di maggiore vulnerabilità e capire dove rafforzare l’autonomia, la sicurezza e la capacità di adattamento.

Non solo, il progetto, con il contributo di LIUC, intende essere anche di aiuto nella costruzione di contenuti formativi avanzati necessari per la costruzione di quelle competenze sempre più indispensabili sia alle amministrazioni pubbliche, sia al settore privato. Su questo punto la visione del Presidente di Confindustria Varese, Luigi Galdabini, è chiara: “La transizione digitale non è solo una questione di innovazione nel senso tecnologico del termine. Implica, oggi più che mai, di fronte all’attuale contesto geopolitico, anche un ripensamento della governance pubblica e privata dell’economia e della gestione aziendale”.
LIUC, in collaborazione con il JRC e con il supporto di Confindustria Varese, redigerà il rapporto finale che verrà reso pubblico entro ottobre 2026. Questo l’output finale del progetto. Stay tuned.

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