Gli angeli del business che danno slancio alle startup

Dall’intuizione iniziale alla costruzione di un’impresa: capitale, competenze, passione e visione strategica sono gli ingredienti per trasformare un’idea innovativa in una realtà di successo

Ogni startup nasce da un’intuizione. Ma è nel passaggio dall’idea d’impresa al modello di business che si gioca una delle sfide più delicate per ogni realtà innovativa che si affaccia sul mercato. È proprio in questo contesto che entrano in campo i Business Angel: investitori privati capaci di dare slancio alle aziende nascenti. In Italia, esiste un’Associazione, Iban (Italian Business Angel Network), nata proprio con l’obiettivo di diffondere la cultura degli investimenti. Un fenomeno già ampiamente diffuso negli Stati Uniti e in Europa. “La nostra Associazione è un punto di riferimento per istituzioni, Università e Associazioni industriali – racconta Fabio Malerba, Segretario Generale di Iban –. Non solo perché costruiamo reti tra imprenditori, ma perché ci poniamo come un soggetto facilitatore tra capitale e innovazione, con una missione precisa: far crescere il numero e la qualità di investitori che scelgono di sostenere le imprese nelle loro fasi iniziali”.

Il valore degli angeli del business è, infatti, proprio quello di saper accompagnare gli startupper lungo tutto il percorso di costituzione di un’azienda. “I Business Angel non sono semplici finanziatori – tiene a precisare Malerba –. Oltre a mettere a disposizione risorse economiche, sono capaci di offrire esperienza imprenditoriale e visione strategica”. Un contributo fondamentale riguarda soprattutto la fase del “technology transfer”, ovvero quel momento, forse considerato uno dei più complessi, in cui alcuni progetti d’impresa rischiano di arenarsi, perché incapaci di tradurre l’innovazione in valore economico. “I Business Angel rappresentano, quindi, il primo tassello di una filiera più ampia all’interno del sistema degli investimenti – racconta il Segretario Generale di Iban –. Sono punti di riferimento nel momento di maggior rischio, quando le prospettive di crescita e sviluppo sono ancora incerte”. Una volta superato questo ostacolo, il percorso d’impresa può proseguire grazie al supporto di altri protagonisti della filiera finanziaria come i family office, i venture capital e i fondi di private equity. “La nostra Associazione si colloca esattamente in questo snodo – informa Fabio Malerba –. Iban non investe risorse direttamente nelle startup, ma mette in relazione startupper e investitori, offrendo occasioni di incontro e momenti di confronto.

Ogni mese, un comitato analizza i progetti ricevuti, seleziona le realtà più promettenti e le porta all’attenzione della rete di network di cui dispone a livello nazionale”. Sono diversi, infatti, i Ban (Business Angel Network) distribuiti sul territorio: da Milano a Torino, passando per Genova e il Trentino. “Questo fenomeno, in Italia, è già consolidato e sviluppato soprattutto nel Nord – racconta il Segretario Generale di Iban –. Mentre fatica a prendere piede nelle regioni del Centro e del Sud”. Rispetto all’Europa, lo Stivale si colloca in una buona posizione: “Siamo meno strutturati rispetto alla Francia, che è leader per numero di investimenti – sottolinea Malerba –. Ma ci giochiamo la partita con Inghilterra e Germania. La nostra competitività dipende anche e soprattutto dal supporto ricevuto dalle Istituzioni e dagli istituti di credito”. Forse non tutti sanno quale sia la modalità di intervento dei Business Angel: raramente agiscono come singoli investitori. Si organizzano, infatti, in club, mettendo insieme risorse e competenze per sostenere l’avvio di una startup. “Gli investimenti medi possono variare tra i 5.000 e i 40.000 euro per singolo investitore, contribuendo, così, a round finanziari complessivi che raggiungono importanti quote – racconta ancora il Segretario Generale di Iban –. Un approccio collaborativo che riduce il rischio individuale e aumenta le possibilità di successo”.

Un metodo, però, che mette in luce anche una delle principali criticità del modello italiano: “La difficoltà, per molte startup, è riuscire a crescere rapidamente e raggiungere mercati di capitali più ampi”. Un mondo, quello degli angeli del business, fatto di numeri, certamente. Ma, dietro ad ogni investimento, c’è una scelta personale: quella di trasformare la curiosità per un’idea in un impegno concreto. Una scelta che, per Fabio Malerba, Business Angel da diversi anni, nasce dalla volontà di condividere la propria esperienza, supportando nuove generazioni di talenti che hanno fatto dell’innovazione il proprio tratto distintivo. “Potrei dire che, per me, si tratta di un secondo lavoro. Un’attività nella quale percepisco terreno fertile su cui coltivare qualcosa di interessante”, conclude Malerba. Capitale, competenze, passione: questi i valori che rendono gli angeli del business dei punti di riferimento per la crescita e lo sviluppo del fermento imprenditoriale.

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