Una scintilla per la comunicazione

“Utilità e gioia battono confronto e stanchezza”: non è uno slogan, ma il dato che emerge da una autorevole ricerca internazionale realizzata sul mondo dei media. Una riflessione sulla necessità di riscoprire i contenuti positivi che passa anche dai valori della Fiamma Olimpica

‘‘Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce” è una vecchia perla di saggezza che definisce la portata di una notizia, insieme al famoso “purché se ne parli”. Si sancisce così, con un paio di luoghi comuni, tutta una teoria di marketing: se vuoi fare i numeri, punta su qualcosa che susciti un certo tipo di reazione. Grazie al cielo, si tratta di un pensiero superato e sono proprio i numeri a dar conto di una realtà ben diversa. Oggi assistiamo ad un’interessante dicotomia: da una parte il male ci attrae, lo testimonia il successo del crime in tutte le sue forme, dalle serie tv ai podcast, dall’altra stiamo riscoprendo il bello e buono, in senso ampio. Le relazioni, le preziosità di un territorio, le storie di successo, le rinascite. Siamo addirittura portati a concedere seconde occasioni, come nel caso della famosa influencer Chiara Ferragni, ingaggiata per un’importante campagna da Guess poco dopo essere stata prosciolta per il Pandoro Gate.

La ricerca “2026: The Year of Intentional Media” di Press Reader, che fin dal nome mette l’accento sulla consapevolezza, racconta le attitudini dei consumatori evidenziando un dato: nel loro fruire contenuti, le persone “stanno proteggendo il proprio sistema nervoso” modificando il proprio rapporto con i media e orientandosi sempre di più verso contenuti lifestyle e hobbistici, che generano più tempo di lettura e visite ricorrenti rispetto alle notizie dure. La ricerca non banalizza, ma a fronte di numeri, evidenzia che l’evitamento delle notizie è reale, persistente e spesso radicato nella stanchezza. Si è riscontrato un aumento delle sensazioni di ansia legate alle notizie e una tendenza a dare priorità a contenuti di intrattenimento, lifestyle e servizio. Con una conferma, testimoniata anche nel tradizionale Report di We Are Social, un’analisi annuale globale e nazionale che fornisce dati completi sull’uso di Internet, dei social media, dell’e-commerce e dei dispositivi digitali: in questo panorama, l’attenzione alla sostenibilità e alle opportunità dell’Intelligenza Artificiale giocano un ruolo fondamentale.

Se il mondo dell’informazione non può, dunque, trascurare il bisogno di positività, che ha evidenti risvolti sociali, lo stesso sarà per la comunicazione d’impresa. Una sfida certo, ma le energie ci sono. Pensiamo ad esempio al recente passaggio della Fiamma Olimpica, che ha segnato una partecipazione oltre le aspettative e un’attenzione mediatica imponente anche nel Varesotto. A leggerla in termini di marketing, la fiamma è un brand: riconoscibile e memorabile, trasmette emozioni come pochi altri simboli. In quanto a energie generate e viralità, indubbiamente un successone. In un momento in cui per veicolare contenuti serve bypassare la noia e la fatica del pubblico, perché non seguire questo esempio e condividere valori aziendali, generando energie positive?

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