A scuola di made in Italy

Le proposte formative del Liceo dei Tigli di Gallarate, di Acof Olga Fiorini e dell’ITE Tosi di Busto Arsizio

Tra le prime cose che si fanno quando si acquista un prodotto, che si tratti di un alimento oppure di un capo di abbigliamento come una maglietta, viene istintivo controllare la sua provenienza. E si sa, quando si legge sull’etichetta “made in Italy”, oltre ad una punta di orgoglio patriottico, si affianca la certezza sulla qualità. Ma non è solo questione di presidio del mercato domestico, il “made in Italy” non ha confini. Non solo a livello geografico. Il termine, sinonimo in tutto il mondo di bello e ben fatto, sta acquisendo anche una diversa accezione, legata al mondo della formazione liceale.

Si dà il caso, infatti, che il Liceo del Made in Italy, nato formalmente con la legge 206 del 27 dicembre 2023 e inserito nell’offerta formativa a partire dall’anno scolastico 2024/2025, raccolga al suo interno il meglio delle proposte liceali presenti in Italia: dalle materie giuridiche, alla filosofia, alla matematica, alle scienze, passando per la storia dell’arte e dal design. Questa innovativa offerta liceale si pone come scuola capace di aprire un dialogo tra le discipline umanistiche e le Stem (scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche), con l’obiettivo di sostenere il made in Italy agendo sin dalle fondamenta, ovvero dalla formazione dei futuri manager d’azienda e degli imprenditori.

Con circa 30 ore di lezione settimanali e attività di laboratorio che integrano le ultime novità tecnologiche, il Liceo del Made in Italy arriva in risposta alle esigenze del mercato del lavoro in continua evoluzione e anche alla voglia di ragazzi e ragazze di imparare cosa si nasconda dietro la realizzazione di un prodotto e la gestione di un’impresa. La struttura del Liceo del Made in Italy, fatta di materie caratterizzanti come diritto ed economia politica, è quella dei licei tradizionali, ma con un quid in più che vuole, in altre parole, “dare un’anima” all’economia, grazie anche a ore di lezione dedicate nello specifico alle scienze giuridiche ed economiche per il made in Italy. “Siamo stati i primi, come scuola statale nella provincia di Varese, ad istituire il Liceo del Made in Italy nella nostra offerta formativa – racconta Federico Di Marco, docente di italiano al Liceo dei Tigli di Gallarate –. Lo abbiamo deliberato subito dopo il Dpr di ottobre 2024 e attivato già nell’anno scolastico 24/25. Oggi abbiamo una seconda e una prima già avviate: questo indirizzo corona il percorso giuridico-economico iniziato con il Liceo Economico Sociale, integrando la tradizione del Classico e dello Scientifico di Gallarate”.

Tra le novità di questa opzione formativa c’è l’anticipo al secondo anno di corso della formazione scuola-lavoro, con circa 20 ore di attività in realtà consolidate. Nel caso del Liceo dei Tigli, gli enti coinvolti sono il Museo MA*GA di Gallarate, dove i ragazzi avranno la possibilità di studiare la filiera del tessile in un progetto chiamato “Intrecci” e il tribunale di Busto Arsizio, con la simulazione di processi giudiziari. Altro elemento innovativo di questa proposta sono i laboratori interdisciplinari, legati all’ambito umanistico-linguistico e a quello scientifico, giuridico ed economico, all’interno dei quali entrano in campo nuove tecnologie, come l’Intelligenza Artificiale: nel caso del Liceo dei Tigli, il laboratorio è svolto insieme al Parco e Museo del volo Volandia di Somma Lombardo.

Fondamentale, nella realizzazione di questo percorso di studi, è la collaborazione con le realtà presenti sul territorio, sia aziendali sia universitarie, come spiega Marisa Maggiolo, docente e coordinatrice del settore Moda e Made in Italy di Acof Olga Fiorini di Busto Arsizio: “Il nostro Liceo ha scelto di seguire tre filoni: moda e design, beni culturali ed enogastronomia. Questo si traduce in visite a fiere, aziende e realtà del settore turistico. Il dialogo con il mondo produttivo passa dalle collaborazioni con i brand ma anche da un rapporto consolidato con l’Università LIUC, che ha attivato un percorso universitario dedicato alla filiera del made in Italy”. Scopo del percorso proposto dall’ateneo di Castellanza è creare una forma mentis imprenditoriale del futuro, ovvero figure in grado di coordinare staff e organizzazioni, attraverso lo sviluppo del pensiero critico nelle ragazze e nei ragazzi, insieme all’analisi della realtà contemporanea e della capacità di relazione con enti e aziende. Ai blocchi di partenza, invece, l’ITE Tosi, sempre di Busto Arsizio, con un progetto già ben definito.

Il Liceo del Made in Italy partirà a settembre 2026, ma l’idea è chiara: “A noi piace definirlo il liceo della contemporaneità – spiega Amanda Ferrario, dirigente della scuola – in quanto mette insieme le discipline umanistiche e quelle scientifiche, con il vantaggio che al Tosi sono presenti tutte le lingue comunitarie: francese, tedesco, spagnolo e cinese, come possibile seconda lingua scelta per il corso Made in Italy”. Lo sguardo, quindi, è rivolto a due pilastri importanti dell’economia varesina: da un lato il tessile-moda, dall’altro la meccanica e le macchine utensili, in collaborazione con imprese e Associazioni di categoria del territorio come Comerio Ercole, Eurojersey, Btsr, Centrocot e Confindustria Varese. Questa nuova tipologia di liceo punta, quindi, a trasformare il made in Italy da semplice codice di provenienza a un vero e proprio sigillo di qualità, non solo sul prodotto, ma ora anche sulla formazione.

Articoli correlati