Il Protocollo per una filiera tessile circolare e inclusiva

La provincia Varese, eccellenza nel settore tessile, raccoglie la sfida della transizione ecologica trasformando gli scarti in valore

È stato sottoscritto, questa mattina, il Protocollo per la promozione di una filiera circolare, sostenibile e inclusiva nel settore tessile della provincia di Varese, promosso dalla Camera di Commercio di Varese e condiviso con Confindustria Varese, Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento Spa (Centrocot), la Casa Circondariale di Busto Arsizio e Confartigianato Imprese Varese.

L’Accordo rappresenta un’iniziativa strategica volta a rafforzare la competitività del comparto tessile, valorizzando gli scarti di produzione e post-consumo, in particolare i tessili tecnici, attraverso modelli di economia circolare ad alto valore aggiunto e integrando al contempo percorsi strutturati di formazione e reinserimento lavorativo delle persone detenute, in coerenza con le finalità rieducative previste dall’ordinamento penitenziario. Come spiega il Presidente di Confindustria Varese, Luigi Galdabini: “L’accordo è parte di un disegno più ampio a cui stiamo lavorando, con un impegno su più fronti e con vari stakeholder, per la costruzione di una strategia territoriale in grado di fornire sempre nuovi strumenti di competitività a imprese di un settore, non semplicemente storico e radicato, ma anche in grande fermento (pensiamo al tessile tecnico) e di fronte a transizioni epocali (pensiamo alle nuove normative Ue sulla gestione del fine vita dei capi di abbigliamento). Non dobbiamo cadere nell’errore di considerare quello tessile un comparto maturo, anzi. Anche grazie all’avanzare dell’economia circolare si sta aprendo una fase con ampi spazi di innovazione di prodotto, processo, sviluppo di nuovi materiali e di nuovi mercati che possono avere ricadute positive allargate, con il coinvolgimento di altri settori manifatturieri interessati all’evoluzione della nostra industria tessile. Dobbiamo saper accompagnare le imprese su questi terreni, anche con progetti inclusivi che siano in grado di creare, allo stesso tempo, valore economico e benessere sociale”.

L’obiettivo è duplice: rafforzare la competitività del settore tessile e promuovere l’inclusione sociale. Il tutto grazie ad una governance condivisa e uno sviluppo articolato in fasi progressive, dalla pianificazione all’operatività, fino al consolidamento e alla promozione dei risultati, con l’obiettivo di costruire un modello replicabile di filiera tessile circolare a forte impatto sociale.

La sfida della transizione ecologica

Il territorio varesino occupa il terzo posto in Italia per numero di unità locali tessili e il quinto gradino della classifica nazionale per numero di addetti impiegati nel settore. Questa eccellenza produttiva si trova oggi ad affrontare la sfida della transizione ecologica, in un contesto dove la normativa italiana ha già reso obbligatoria la raccolta differenziata dei tessili dal 2022. Nonostante i nuovi obblighi di legge, i margini di miglioramento per l’intera filiera nazionale restano ampi: attualmente, infatti, solo il 22% dei rifiuti tessili post-consumo viene correttamente raccolto per essere destinato al riutilizzo o al riciclo. Per rispondere a questa necessità, il progetto locale ha definito una roadmap triennale che mira a trasformare gli scarti produttivi in risorse di alto valore. A spiegarlo è il Presidente della Camera di Commercio di Varese, Mauro Vitiello: “L’iniziativa rafforza il posizionamento della provincia di Varese come territorio di eccellenza nel settore tessile, capace di interpretare le trasformazioni in atto e di tradurle in progetti concreti di innovazione responsabile. Con questo Protocollo, Camera di Commercio di Varese conferma il proprio impegno nel promuovere uno sviluppo che tenga insieme sostenibilità ambientale, attenzione alle persone e crescita del sistema produttivo. La transizione verso l’economia circolare rappresenta una sfida e al tempo stesso un’opportunità per il nostro territorio: attraverso il lavoro congiunto di istituzioni, imprese e centri di competenza, intendiamo trasformare gli scarti in risorsa e il valore sociale in un elemento strutturale di competitività”.

MalpensaFiere, hub della sostenibilità

Il progetto si colloca in linea con le politiche europee e nazionali per la transizione sostenibile, contribuendo agli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). La sua realizzazione avviene nell’ambito di MalpensaFiere SustainHUBility, l’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio di Varese che mira a consolidare il polo fieristico come hub territoriale per l’economia circolare, focalizzato su sperimentazione, ricerca applicata e divulgazione. Diversi, quindi, i soggetti coinvolti, tra cui Centrocot che, attraverso il laboratorio MultiLab insediato a MalpensaFiere, metterà a disposizione competenze tecnico-scientifiche per le attività di ricerca sui materiali, lo sviluppo di nuovi processi produttivi sostenibili e la formazione specialistica del personale coinvolto. Come spiegato dal suo Presidente Mario Montonati, nonché Amministratore della storica azienda di Gallarate Giovanni Clerici & Figli Spa: “La firma di questo Protocollo conferma il valore della collaborazione tra istituzioni, sistema produttivo e centri di competenza come leva strategica per lo sviluppo del territorio. Il settore tessile varesino ha le competenze e la storia per affrontare con successo la transizione ecologica, trasformandola in un’opportunità di crescita e innovazione. Al centro di questo percorso c’è il MultiLab di Centrocot: un laboratorio sperimentale e multisettoriale all’avanguardia, catalizzatore di ricerca, sviluppo e innovazione, dove le imprese possono analizzare la riciclabilità dei materiali, testarne le prestazioni e sperimentare nuovi processi produttivi. È qui che gli scarti diventano risorse concrete e la filiera tessile sostenibile e circolare diventa realmente realizzabile”.

Il ruolo delle Associazioni

Confindustria e Confartigianato, già da anni impegnate sul fronte del supporto alla filiera tessile nel processo di transizione verso un’economia sostenibile e circolare rappresentano altri due importanti soggetti in questo progetto.  Come precisa Paolo Rolandi, Presidente di Confartigianato Varese: “L’adesione a questo Protocollo è per noi motivo di profondo orgoglio, perché lancia un segnale inequivocabile: Varese sa stringersi attorno alle proprie eccellenze. Il nostro comparto tessile ha attraversato crisi complesse, ma oggi dimostriamo la volontà comune di non disperdere, anzi di rilanciare, un patrimonio unico di know-how e capacità produttiva. Grazie alla sinergia con centri di eccellenza come Centrocot, puntiamo a riconquistare quel dinamismo che serve per competere ai massimi livelli, mantenendo viva una vocazione che è nel dna della nostra provincia. Ma c’è un secondo aspetto che mi preme sottolineare ed è la lettura concreta dell’acronimo ESG. Se la direzione ambientale è ormai tracciata e irreversibile, questo accordo dà sostanza alla ‘S’ di Sociale. La collaborazione con la Casa Circondariale di Busto Arsizio trasforma l’impresa in un attore sociale forte: l’inserimento di persone provenienti dal circuito penitenziario non è assistenzialismo, maintegrazione di nuove competenze e ‘voglia di fare’ all’interno dei processi produttivi. Infine, questo patto ha il merito di rimettere al centro le Pmi della subfornitura e i contoterzisti: realtà spesso ai margini dei grandi processi di sviluppo, ma che qui diventano ingranaggi essenziali di un meccanismo virtuoso. Diamo un segnale di unità per dire che questo territorio non solo difende la sua storia manifatturiera, ma la proietta nel futuro senza lasciare indietro nessuno”.

Il reinserimento sociale

La Casa Circondariale di Busto Arsizio svolge da tempo un ruolo attivo nella promozione di percorsi di lavoro e formazione come strumenti fondamentali del trattamento rieducativo e nel 2025 sono stati attivati percorsi formativi con enti accreditati, finalizzati al conseguimento di competenze certificate e spendibili nel mercato del lavoro al termine della detenzione. A dichiararlo è il Direttore Elisabetta Palù: “Nel corso del 2025 l’Amministrazione ha avviato un confronto strutturato con gli enti del territorio, un processo di interlocuzione che ha condotto alla definizione del progetto oggetto della sottoscrizione del presente Accordo. Il lavoro è uno degli strumenti più efficaci di responsabilizzazione, dignità e crescita personale, oltre che una leva fondamentale per il reinserimento sociale delle persone detenute. Questo Protocollo consente di costruire percorsi formativi qualificati e opportunità lavorative reali, non occasionali, che permettono alle persone private della libertà di acquisire competenze concrete e spendibili all’esterno, rafforzando l’autostima e il senso di appartenenza alla comunità. In questa prospettiva, il carcere non è solo luogo di esecuzione della pena, ma diventa spazio di responsabilità e restituzione, in cui attraverso attività di formazione e lavoro legate al recupero e alla valorizzazione degli scarti tessili, le persone detenute sono coinvolte in percorsi che restituiscono valore alla comunità, trasformando il lavoro in uno strumento di riparazione sociale, responsabilizzazione e riconnessione con il territorio. L’iniziativa, promossa dalla Camera di Commercio di Varese insieme alle Associazioni di categoria e agli attori del sistema produttivo, dimostra come la collaborazione tra istituzioni, imprese e carcere possa generare opportunità concrete di reinserimento, contribuendo alla riduzione della recidiva e alla costruzione di un modello di sviluppo più equo, sostenibile e inclusivo”.

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