Come nasce un’affettatrice

Il viaggio per immagini di Varesefocus alla scoperta dell’industria manifatturiera varesina fa tappa alla Noaw Srl, azienda di Solbiate Arno in cui prendono vita oltre 100 tipologie diverse di macchine in grado di affettare

Tutto parte dall’acquisto dei lingotti di alluminio, materiale che arriva per lo più dal Veneto e viene stoccato in fonderia. Qui l’alluminio viene inserito all’interno degli otto forni presenti nello stabilimento: il metallo si scioglie fino a diventare liquido e, una volta raggiunta la temperatura ideale, è pronto per la fase di colata. A questo punto entrano in gioco le isole robotizzate, dove un robot “pesca” l’alluminio fuso dal forno e lo travasa nelle conchigliatrici. All’interno di queste macchine vengono montate le conchiglie, ovvero gli stampi che danno forma ai vari componenti dell’affettatrice. Dopo circa cinque minuti, la conchigliatrice si apre e il pezzo solidificato viene estratto: la parte superiore, quella rimasta a contatto con l’aria e solidificata più velocemente, viene rimossa da un operatore.

Ogni fusione è sottoposta ad un controllo immediato per verificarne la regolarità e l’assenza di difetti. Le fusioni di alluminio vengono poi trasferite nella sede principale, dove inizia la fase delle lavorazioni meccaniche. Nei centri di lavoro si realizzano fori, spianature e tutte le operazioni necessarie per portare i pezzi alle tolleranze richieste. Terminata questa fase, i componenti tornano in fonderia per essere lucidati a specchio e successivamente anodizzati, un trattamento che migliora resistenza e finitura estetica. Solo dopo queste lavorazioni, la macchina inizia a prendere forma: si procede, quindi, all’assemblaggio dei vari elementi e al montaggio finale dell’affettatrice. Le macchine vengono testate una ad una per verificarne il corretto funzionamento. Infine, si passa all’imballaggio, con l’utilizzo di cuscini in poliuretano espanso che proteggono il prodotto durante il trasporto e alla spedizione verso i clienti.

È questo il procedimento che porta alla nascita di un’affettatrice in Noaw Srl, impresa familiare di Solbiate Arno nata nel 1972 per volere di quattro fratelli (Narciso, Omero, Aldo e Walter, da qui l’acronimo che dà il nome all’azienda), inizialmente come officina meccanica per lavorazioni conto terzi per l’industria automobilistica. “Quando ho iniziato la mia avventura in Noaw nel 1984, ad appena 19 anni, i dipendenti erano 7 e il fatturato si aggirava intorno a 500 milioni di lire. Oggi, 41 anni più tardi, impieghiamo circa 60 dipendenti, abbiamo superato gli 11 milioni di euro di fatturato, abbiamo uno stabilimento di oltre 20.000 metri quadri a Solbiate e una fonderia di 2.000 metri quadri a Cavaria: siamo una delle poche realtà al mondo ad avere questo know-how internamente all’azienda”. A raccontare i cambiamenti dell’impresa di famiglia è Oreste Battiston, figlio di Narciso, Ceo e seconda generazione alla guida di Noaw insieme alla cugina Rossella. E da qualche anno affiancato anche dalla figlia Sofia, che si occupa di export e customer service. Le affettatrici Noaw, fatte interamente in alluminio, vengono prodotte dall’inizio alla fine nei due stabilimenti in provincia di Varese con materiali 100% made in Italy, per poi raggiungere tutto il mondo: “La nostra produzione è destinata per il 90% all’estero e per il restante 10% all’Italia – precisa Battiston –. Il primo mercato in cui esportiamo sono gli Stati Uniti, secondo il Messico, terzo tutto il Sud America, poi forniamo Europa, Asia, molto l’Australia e qualcosa anche in Africa”.

In Noaw vengono realizzati anche gli stampi che danno vita ad oltre 100 diversi modelli di affettatrici: da quelle più piccole per uso familiare a quelle per bar, ristoranti e catene di supermercati. A gravità verticali, automatiche, manuali e anche quelle a volano dall’iconico e riconoscibile design. “Produciamo circa 25.000 affettatrici all’anno, a marchio Noaw e non solo. Inoltre, riusciamo a personalizzare tutti i nostri prodotti, a seconda delle richieste dei nostri clienti, con colori e fantasie di qualsiasi tipo dall’animalier ai gagliardetti delle squadre di calcio”, racconta di nuovo Oreste Battiston che, all’impegno in azienda, affianca quello nella vita civica ricoprendo, da diversi anni, il ruolo di Sindaco di Solbiate Arno. Tra le sfide future di Noaw c’è la possibilità di testare un materiale inedito: “Le nostre macchine, da sempre, vengono realizzate utilizzando solo l’alluminio. Ma ci siamo resi conto che l’acciaio può risultare un’ottima alternativa, mantenendo le stesse caratteristiche di prestazioni tipiche dell’alluminio. Il 2026 sarà l’anno in cui lanceremo sul mercato una nuova linea di modelli totalmente in acciaio”, conclude il Ceo di Noaw.

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