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L’emergenza sanitaria che ha cambiato negli ultimi mesi paradigmi e consolidate attività, ha trasformato anche il mondo scolastico, mettendolo di fronte ad una grande sfida: un passaggio repentino da una didattica tradizionale in aula, a nuove forme alternative di lezione e apprendimento. Un orizzonte temporale incerto ha spostato la priorità delle prime settimane di mantenere viva la relazione didattica con gli studenti, alla necessità attuale di renderla significativa, in termini educativi. A distanza di poche settimane, infatti, tutte le scuole italiane di ordine e grado, hanno dovuto abbandonare le consuete lezioni in aula, per svolgere percorsi didattici sulle più moderne piattaforme web. Studenti e docenti si sono dovuti confrontare da subito con nuove modalità e nuovi strumenti, una sfida a cui partecipano anche enti, aziende e istituzioni al fine di supportare in modo congiunto e sinergico il sistema scolastico. L’obiettivo comune è stato quello di consentire ai 9 milioni di studenti italiani di proseguire gli studi grazie agli strumenti digitali, cercando, nel limite del possibile, di non perdere lezioni e relazioni.

Non tutto sta funzionando alla perfezione, ma negli istituti scolastici della provincia non mancano storie positive di una didattica che, in tempi di Coronavirus, ha saputo reinventarsi in pochissimo tempo grazie al digitale e alle videolezioni, facendo da esempio per altri territori

A confermarlo la professoressa Alessandra Antonini, insegnante di tedesco all’Istituto Gadda-Rosselli di Gallarate (Istituto Tecnico Economico e Liceo Linguistico): “Nella scuola in cui insegno è stato da subito attivato l’utilizzo gratuito di una piattaforma, di cui la scuola era da tempo in possesso, che ha permesso agli insegnanti di portare online le proprie classi e attivare percorsi didattici mirati. Nonostante da anni al Gadda-Rosselli la tecnologia faccia parte del regolare svolgimento delle lezioni, sono stati comunque subito attivati 4 corsi di formazione, 2 a livello base e 2 a livello avanzato, per permettere sia agli insegnanti meno avvezzi all’uso delle nuove tecnologie, sia a quelli desiderosi di approfondimento, di conoscere e utilizzare i diversi strumenti informatici di ‘collaboration’ e le numerose risorse didattiche online. Questo ha consentito di favorire e facilitare la comunicazione con gli studenti e di organizzare e strutturare al meglio le diverse fasi didattiche e i loro contenuti. L’utilizzo delle Classi Virtuali ha permesso di ricreare l’ambiente aula su piattaforma con la possibilità di gestire le presenze degli alunni, costruire percorsi didattici online (anche personalizzati per gruppi o singoli studenti), condividere materiali e risorse, aprire forum, attivare videoconferenze, assegnare test di valutazione, coinvolgendo nell’agire didattico l’intero personale scolastico. Docenti e alunni stanno quindi lavorando insieme in uno spazio di lavoro condiviso, di dialogo, interazione e collaborazione costante, con la possibilità di assegnare, disporre e fruire dei contenuti nei tempi e luoghi scelti dagli utenti stessi”. E gli studenti come hanno affrontato e vissuto questa sfida? Per Edoardo Losito, studente del quinto anno del Liceo Scientifico “Ludovico Geymonat” di Tradate “questa situazione ha fatto emergere sia punti positivi sia criticità: i punti positivi sono stati un maggior uso di contenuti multimediali, che hanno approfondito e chiarito alcuni concetti, raccolti in un’unica piattaforma intuitiva e di facile utilizzo. Durante le lezioni inoltre ci sono state meno interruzioni, favorendo una maggiore concentrazione. Non sono mancate però delle difficoltà: spesso una scarsa qualità video e audio causata della connessione internet, non ottimale in certe zone della nostra provincia, non ha consentito a tutti di poter sempre seguire le lezioni. C’è stato poi, inevitabilmente, un maggior lavoro individuale, ognuno di noi si è dovuto adattare in maniera repentina a un modo di studio totalmente diverso, che deve rispondere a una nuova didattica, considerata efficace ed equivalente a quella svolta in aula”. Un percorso in salita, fatto di partenze diverse.

La voce degli studenti: “Questa situazione ha fatto emergere sia punti positivi sia criticità. I punti positivi sono stati un maggior uso di contenuti multimediali, che hanno approfondito e chiarito alcuni concetti, raccolti in un’unica piattaforma intuitiva e di facile utilizzo”

Per alcune scuole sono state numerose le difficoltà riscontrate: la scelta della piattaforma gratuita per la creazione delle classi digitali, come condividere i contenuti e ancora come verificare l’apprendimento. Non è stato facile per molti organizzare delle videolezioni a distanza, professori e alunni si sono trovati a dover sviluppare e confrontarsi con delle competenze e modalità tecnologiche e informatiche, che fino a qualche mese prima erano inconsuete. Ma come dice il proverbio “di necessità virtù”, dalla situazione di emergenza sono nate appunto azioni e collaborazioni virtuose. Un esempio è quello messo in campo dall’Isis Andrea Ponti di Gallarate, che grazie al suo rodato gruppo tecnico, già operante a livello nazionale, è riuscito a mettere in atto una risposta immediata e concreta, sia internamente che esternamente. Internamente tutti i docenti si sono impegnati, secondo il loro orario settimanale delle lezioni, adattando i tempi ai nuovi paradigmi imposti dal contesto, attivando classi virtuali e coinvolgendo gli studenti in attività didattiche, con videolezioni sincrone e asincrone, attività individuali e momenti di restituzione e verifica.

Ma l’istituto di Gallarate ha anche svolto un ruolo nella formazione nazionale con Future Smart Teacher, l’incarico ricevuto per la formazione regionale in qualità di Future Lab regionale (Progetto formativo nell’ambito dei percorsi nazionali e internazionali, in presenza e online, sulle metodologie didattiche innovative e sulle tecnologie digitali nell’educazione). La riconosciuta competenza di molti dei suoi docenti ha indotto diverse scuole d’Italia a richiedere al Ponti l’erogazione di corsi di formazione online, sia per lo svolgimento della didattica sia per migliorare lo svolgimento delle attività degli Organi Collegiali.

Le azioni formative, tramite webinar ed altre attività online, sono state rivolte sia ai docenti del territorio della provincia di Varese sia a quelli di altre provincie e regioni italiane. La successiva formazione per gruppi di docenti prevede interventi, fino alla fine del mese di maggio, con corsi per la Puglia, la Calabria, la Sicilia e la Lombardia. Molti di questi corsi sono stati duplicati o addirittura triplicati, per venire incontro alle numerose richieste di adesione. Le aree tematiche prevalenti sono riferite ai bisogni educativi speciali, al cooperative learning e all’uso delle metodologie didattiche innovative, al Cloud, alle Web App e in generale alle tematiche inerenti le modalità della didattica a distanza. È indubbio che ci siano state delle criticità, ma si può tranquillamente affermare che la scuola italiana, quella varesina in particolare, è stata in grado di creare anche dei modelli positivi e delle soluzioni creative, con l’intento di includere tutti gli studenti senza lasciarne nessuno indietro.  

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