Un-mondo-senza-pallet

È quello che ha provato ad immaginare uno studio della LIUC Business School, arrivando a una conclusione: senza questo sistema di imballaggio e trasporto staremmo tutti peggio. Il suo utilizzo da parte delle imprese porta benefici all’economia nazionale pari a 2,5 miliardi l’anno (100 euro a famiglia)

La sostenibilità in tutti i suoi aspetti, ambientale, sociale ed economica unita allo sviluppo dell’economia circolare sta portando le aziende a rivedere i propri processi logistico-produttivi adottando, laddove possibile, strategie di ottimizzazione e innovazioni in chiave green. Anche il pallet, imballaggio terziario senza il quale oggi sarebbe impensabile movimentare, stoccare e trasportare le merci, diventa oggetto di analisi e discussione per quelle aziende che, trovandosi in un mercato sempre più sensibile alla tutela ambientale, vogliono innovarsi e ridurre le proprie emissioni di anidride carbonica. 

Ci si domanda, quindi, se il pallet in legno, con il suo sistema di interscambio tra i vari partner del network logistico, abbia un impatto negativo o positivo sull’ambiente che ci circonda. Per rispondere a questo quesito, il Centro sulla Logistica e il Supply Chain Management della LIUC Business School, in occasione dei 20 anni dall’introduzione del pallet Epal in Italia, ha svolto con il patrocinio di Conlegno, una ricerca finalizzata a quantificare il risparmio che l’introduzione del pallet ha portato nei moderni sistemi economico-industriali.
La ricerca, focalizzandosi sul settore del Fast Moving Consumer Goods (maggior utilizzatore del pallet Epal che in Italia assorbe circa il 75% della produzione annuale di pallet), ha ipotizzato lo scenario surreale di un mondo in cui la logistica risulti priva di pallet, dimostrando quanto costerebbe in più alle aziende e al Sistema Paese movimentare, trasportare e stoccare le merci.

La ricerca immagina, quindi, una realtà con magazzini in cui sono presenti solo cataste a terra (anziché scaffalature porta pallet), automezzi caricati a mano (anziché con transpallet), movimentazioni interne fatte con carrellini manuali senza forche e, soprattutto, addetti di magazzino che a fine giornata lamentano dolori dorso-lombari (quantificando anche il costo sociale) e lo confronta con la situazione in cui operano oggi le aziende. I risultati, derivanti dall’analisi dei costi differenziali relativi ai diversi scenari, mostrano come, attraverso l’adozione del pallet in legno, le imprese del settore del largo consumo possano risparmiare ogni anno oltre 1,8 miliardi di euro. A fronte di un costo di gestione (relativo all’investimento iniziale, la riparazione, il trasporto, lo stoccaggio e il contributo Cac versato al Consorzio Nazionale Imballaggi per il suo fine vita), l’introduzione di questo supporto in legno ha permesso di: ridurre il numero di movimenti a cui è soggetta la merce durante le fasi di carico e scarico degli automezzi, diminuendo il costo ad esse associato;  ridurre il rischio di danneggiamento della merce, visto che l’incidenza di fenomeni che causano danni risulta essere circa 5 volte superiore in caso di movimentazione manuale della stessa (5 danni ogni 1.000 movimenti) a causa della scarsa stabilità dei colli sovrapposti e alla difficoltà di maneggiarli da parte dell’operatore; ridurre lo spazio necessario per lo stoccaggio migliorando la saturazione superficiale nei magazzini; limitare gli infortuni e le malattie professionali legate alla movimentazione manuale dei carichi. Secondo dati dell’Inail incrociati con un’indagine svolta in 5 grandi cooperative di movimentazione, negli ultimi 5 anni, l’occorrenza di infortuni o malattie professionali risulta essere 18 punti percentuali inferiore rispetto ad un mondo senza pallet (40%).

Riduzione dei costi di movimento delle merci, del rischio di danneggiamento, degli spazi di stoccaggio, degli infortuni sul lavoro: ecco tutti i vantaggi economici, ambientali e sociali che si celano dietro al semplice utilizzo del sistema dei pallet

I benefici legati all’adozione dell’Epal superano, quindi, di gran lunga i suoi svantaggi, rendendo la soluzione migliore rispetto ad una realtà in cui i pallet non esiterebbero. Considerando inoltre che la vita utile media di un Epal è pari a 9 anni (4-5 anni nuovo più altri 4-5 anni a seguito di una riparazione) e quest’ultimo ha un costo di “investimento” di soli 12,5 euro per singolo pallet (9 euro per l’acquisto e 3,5 euro per la riparazione), il risparmio risulta essere ancora più significativo. Questo semplice imballaggio terziario permette all’impresa che lo adotta di risparmiare oltre 1.200 euro all’anno di costi logistici, ovvero genera un risparmio pari a circa 100 volte il valore dell’investimento in un pallet nuovo e nella sua successiva gestione.
Sia dal punto di vista economico, sia per quanto riguarda la sostenibilità ambientale e sociale, la qualità certificata del sistema Epal rappresenta quindi un “valore” per l’intero sistema logistico nazionale. Estendendo il ragionamento a tutti i flussi logistici che in Italia “viaggiano” su pallet Epal, lo studio ha quantificato il beneficio complessivo per l’economia nazionale in oltre 2,5 miliardi di euro/anno. Considerato il numero di famiglie in Italia pari a 25 milioni, tale beneficio comporta un risparmio di 100 euro/anno a famiglia.

Il successo di questo imballaggio è dovuto anche alle imprese che aderiscono a questo modello d’interscambio, in cui il parco pallet è un asset condiviso tra tutti i partner di filiera. Confrontando infatti i costi di acquisto, trasporto e gestione del pallet interscambiabile Epal rispetto a quelli caratteristici dei pallet a perdere è possibile evidenziare il risparmio che l’utilizzo dell’Epal genera rispetto all’impiego di pallet “mono uso”. I minori costi legati ai cicli di movimentazione che è in grado di sopportare un singolo pallet Epal, consentono di abbattere il costo di gestione annuale rispetto a qualsiasi tipologia di pallet a perdere.   

Concludendo, è possibile affermare che, dalla sua introduzione, questo imballaggio terziario ha portato numerosi benefici al mondo della logistica sia dal punto di vista economico, riducendo i costi, il numero di merci danneggiate e generando evidenti miglioramenti nella sicurezza durante la movimentazione dei prodotti, sia dal punto di vista sociale, limitando la probabilità di infortuni sul lavoro. La semplicità e versatilità d’uso di questo supporto in legno hanno spinto le imprese ad adottarlo nelle operazioni di tutti i giorni, rendendolo un oggetto insostituibile. 



Articolo precedente Articolo successivo
Edit