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Si è da poco conclusa la 49esima edizione del MIDO, l’importante fiera internazionale dell’occhialeria che quest’anno complessivamente ha sfiorato le 60mila presenze ed ha accolto operatori provenienti da 159 paesi. Anche in quest’occasione, in una vetrina così di punta per il settore, importanti realtà del distretto varesino dell’occhialeria hanno testimoniato (in una forma o in un’altra) la loro esperienza ed il loro savoir-faire. Già, perché bisogna ricordare che nella provincia c’è il secondo polo italiano di riferimento per il settore, che vanta operatori in tutti gli stadi della filiera, dalla realizzazione degli stampi e delle lastre in acetato di cellulosa, alla produzione di lenti e montature, alla verniciatura, alla commercializzazione ed ai servizi post-vendita. Una filiera che dimostra di padroneggiare tecnologie all’avanguardia, sia per la realizzazione dei prodotti, che per la fornitura di servizi.  

A pochi giorni dalla chiusura della 49esima edizione del Mido, un reportage dell’industria varesina dell’occhialeria alla fiera internazionale più importante del settore

Queste aziende si trovano ad operare in un mondo profondamente diverso da quello a cui eravamo abituati solo fino a pochi anni fa, in cui anche il ruolo delle fiere sta mutando considerevolmente: come ci raccontano alcuni imprenditori, le fiere ormai vanno ben oltre l’occasione di raccogliere degli ordini. Oggi bisogna sentire, se non anticipare, le necessità dei singoli clienti; gestire il post-vendita, fornendo una rete di servizi di qualità e riuscire ad interfacciarsi con interlocutori molto differenziati. Quello su cui molti imprenditori convengono è che risulta necessario creare una storia dietro le proprie proposte e questo è tanto più importante quando si offre un prodotto, come gli occhiali, che contribuiscono a definire l’identità dello stile di una persona. L’importanza del MIDO risiede in questo: la fiera è una vetrina di storie d’impresa, oltre che una piazza in cui s’incontrano clienti, si raccolgono idee e suggerimenti, s’instaurano relazioni per il domani, si percepisce dove sta girando il vento e quali saranno le possibili rotte del futuro. Perché, mai come nel 2019, “il futuro può essere solo di chi si prepara oggi” (se non di chi si è preparato ieri). E quali sono le rotte tracciate? Un orientamento sempre più tailor-made, una “connessione a tutto tondo”, l’affermarsi con un’identità ben precisa, senza mai dimenticare il glamour. Il tutto nel (e per) garantire una vision d’eccellenza, innovativa e sostenibile. Ma come si traduce concretamente tutto questo? Lasciamo la parola ad alcune imprese del distretto varesino che meglio di tutti possono raccontarci dove va il settore e cosa significa essere al MIDO.

 

Carl Zeiss Vision Italia

Carl Zeiss Vision Italia ha allestito il centro ottico del futuro: un luogo interconnesso, centrato sui bisogni del singolo ed efficiente, perché l’informazione ormai è facilmente accessibile ed il consumatore, grazie anche alle campagne educative, è sempre più consapevole. In quest’ottica è stato sviluppato il sistema di centratura o meglio la piattaforma, Zeiss Visufit 1000 che permette di realizzare una panoramica 3D del volto del cliente, non solo per avere una centratura perfetta delle lenti, ma anche per offrire un’esperienza d’acquisto coinvolgente in cui il cliente può confrontare diverse montature e simulare gli effetti di vari tipi di lente (che Zeiss realizza anche con protezione completa contro i raggi UV). Non meno rilevante, il centro ottico del futuro è interconnesso: l’ottico potrà inserire l’ordine direttamente sul tablet ed un software in automatico creerà l’anagrafica cliente ed invierà l’ordine, si eviterà così di duplicare le informazioni e si minimizzeranno gli errori.

 

 

Centro Style

Centro Style ha colto le opportunità della fiera anche per presentare Airport, il nuovo brand della famiglia. Un marchio che punta sulla pulizia, fil rouge di tutta la collezione. Dall’occhiale, al cordino, alla pochette portaocchiali, fino al packaging, Airport “non accetta compromessi di qualità, servizio, azienda, identità e creatività”, ci riferisce la designer di Centro Style, Roberta Ducato. Creare un nuovo marchio è stato un altro modo per innovare, concetto per niente nuovo alla Centro Style che dispone di un magazzino quasi totalmente automatizzato, con 8 robot che permettono di avere un tempo medio di evasione dell’ordine (ovvero da quando l’ottico invia l’ordine, a quando il pacco è sul furgone) di 1,2 giorni lavorativi.

 

 

Danor

Danor è un’azienda di seconda generazione di Monvalle, sulle sponde del Lago Maggiore, che copre tutte le fasi di produzione dell’occhiale. La flessibilità è da sempre un elemento chiave per l’azienda che è abituata ad interfacciarsi con le necessità più diversificate dei clienti, accogliendoli con il calore di una famiglia, per ascoltare le loro esigenze e guidarli nelle scelte. Anche l’azienda si è trovata a fare delle scelte nel passato recente, che sono andate nella direzione del prendersi cura dell’ambiente che ci ospita. È infatti dal 2017 che la Danor utilizza vernici ad acqua, che hanno un impatto ambientale minore rispetto a quelle tradizionali, ed investe in materiali innovativi nello spirito dell’economia circolare.

 

 

La Giardiniera

La Giardiniera è un’azienda manifatturiera che punta sul 100% Made in Italy nell’offrire un prodotto artigianale che porta in sé le competenze ed il know-how di grandi aziende. Aspetto che i clienti possono toccare con mano, perché l’impresa persegue una politica di trasparenza e di networking, mostrandosi sempre disponibile a mettere in contatto i suoi clienti con i propri fornitori. Tutto ciò non solo per svolgere “un ruolo educativo”, ma per rendere evidente al cliente che l’azienda è ben inserita in una rete di eccellenza disponibile sul territorio, che sintetizza le competenze necessarie per affrontare gli imprevisti del mestiere. Nota di colore interessante: l’azienda vanta anche una specializzazione sull’occhiale safety militare USA.

 

 

Mazzucchelli 1849

Mazzucchelli 1849: un nome, una storia, una certezza. Visitando gli stand al MIDO, non passa molto prima di sentire qualche produttore di occhiali (che parla francese, inglese…) che nel presentare i suoi prodotti cita tra i fornitori l’azienda di Castiglione Olona, perché? Beh, è uno dei punti di forza della sua offerta. L’impresa è infatti un po’ la mamma delle materie plastiche, ha vissuto ed ha contribuito a scrivere la storia di questi materiali, dalla celluloide, all’acetato di cellulosa a chi sa cos’altro nel prossimo futuro... Dell’acetato di celluloide l’azienda ha saputo sfruttare egregiamente la possibilità di ottenere una colorazione tridimensionale, che permette di moltiplicare gli effetti di colore praticamente all’infinito. In un anno l’azienda produce tra i 6 e gli 8 mila colori, di cui circa l’80% in esclusiva per il cliente (quando si dice approccio tailor-made). Uno di questi colori è la tartaruga che, non molti sanno, deriva in realtà da “un’imprecisione”: il marrone è infatti un colore difettoso, “sanguina” e crea delle macchie dai contorni irregolari. Grazie alla grande maestria nel padroneggiare il colore, l’azienda è riuscita a trasformare “quest’imprecisione” in un must che ha attraversato e segnato più volte nella storia la moda del momento.

 

Mirage

Mirage, un’azienda B2B che ha nel tempo accumulato forti competenze soprattutto nella verniciatura a mano che le hanno permesso di specializzarsi e attrarre come clienti/partner alcuni tra i più grandi marchi della moda italiana e francese. Una buona incidenza del fotovoltaico ed il recente rinnovo di gran parte del parco macchine, hanno reso l’azienda industriale ancora più eco-sostenibile, per essere in grado di rispondere alle nuove esigenze di mercato. Un mercato che va ben al di là dei confini nazionali: per avere un’idea dell’importanza dell’export per l’impresa, basti sapere che nel 2017 la Mirage ha realizzato oltre il 99% del suo fatturato all’estero… se non è apertura internazionale questo, allora cosa?

 

 

E pensare che oltre a quelli appena ascoltati, ci sono tanti altri operatori nel distretto varesino dell’occhialeria, per cui cosa resta da aggiungere? “Ci si vede” con le prossime iniziative delle imprese del distretto.

 

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