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Varesefocus compie 20 anni. Era il marzo 2000. Sulla copertina, dedicata al tema dell’energia, per la prima volta il logo dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese veniva affiancato ad una testata giornalistica che da subito dichiarava il suo principale interesse per l’economia, ma che era allo stesso tempo generalista nei propri intenti e negli argomenti che avrebbe trattato da lì in avanti. Varesefocus non è mai stato un house organ, ossia una rivista che si limita a parlare solamente a e per conto dell’impresa del territorio. In questi due decenni abbiamo raccontato ovviamente, per nostra natura e vocazione, soprattutto il territorio a partire dal mondo delle aziende. Ma abbiamo anche descritto e indagato le trasformazioni della società, il nostro patrimonio artistico e naturale, lo sport, le persone, anche quelle che non hanno un profilo pubblico, ma che nel silenzio della propria quotidianità hanno cambiato e stanno cambiando la provincia di Varese. Abbiamo, probabilmente per primi, creduto nella bellezza e nelle potenzialità dei nostri luoghi suggerendo gite e la riscoperta di angoli del Varesotto sconosciuti alla gran parte delle persone, avviando quell’opera di valorizzazione del marketing territoriale sentito oggi da molte imprese e istituzioni come patrimonio comune e condiviso. Nel portare avanti questa linea editoriale abbiamo precorso i tempi. Oggi, con l’avvento del digitale, che molte imprese e associazioni di rappresentanza datoriali si siano trasformate anche in media company produttrici di un’informazione che va oltre il perimetro dei propri stretti interessi e vocazioni è un dato di fatto. Il mondo delle aziende è pieno di casi di successo di questo fenomeno di “brand journalism”. Ma 20 anni fa, quella di Varesefocus era un’avventura pioneristica. Il tempo ci ha dato ragione.

E oggi possiamo definire Varesefocus un patrimonio del territorio. Per molto tempo abbiamo discusso al nostro interno se il logo dell’Unione Industriali andasse mantenuto o tolto. Alla fine, non ce la siamo mai sentita di uscire in copertina senza il nostro brand, come gesto, prima di tutto, di onestà intellettuale. Varesefocus è un modo di vedere il mondo e il territorio. È un punto di vista. Quello dell’impresa. Ma un punto di vista nel quale pensiamo che gran parte della nostra società si possa riconoscere anche se non appartiene alla realtà dell’imprenditoria locale. Numero dopo numero, anno dopo anno, abbiamo sempre lavorato per questo: per diventare un punto di riferimento per un pubblico allargato di lettori. Al quale poter spiegare l’evoluzione dell’industria e dell’impresa, ma al quale ricordare e illustrare, allo stesso tempo, il fermento che permea la provincia di Varese in ogni aspetto della vita economica, sociale, turistica e culturale. Lo facciamo anche in questo numero che non è stato pensato per essere autocelebrativo, ma semmai per fare il punto su quei tempi ai quali abbiamo più dedicato il nostro impegno giornalistico: Malpensa, energia, infrastrutture, marketing territoriali. Da lì partimmo 20 anni fa. Da lì ripartiamo oggi. A dimostrazione di quanto Varesefocus cerchi sempre di evitare l’autoreferenzialità, anche quando parliamo della stessa vita associativa dell’Unione Industriali.


Permetteteci, però, una doverosa eccezione che ci concediamo per ricordare chi più di ogni altro ha lavorato negli anni perché Varesefocus arrivasse ad essere quello che è oggi. Non è possibile, infatti, aprire questa edizione senza citare l’impegno, la dedizione e la preparazione con cui Mauro Luoni ha interpretato per anni il ruolo di vera e propria anima, prima ancora che di direttore responsabile, della nostra rivista. Nel festeggiare i nostri primi 20 anni il nostro pensiero non può che andare a lui.



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