Unione degli Industriali della Provincia di Varese
Varesefocus

Novembre 2000

 

 

 

Il mio tessuto offre più comfort del tuo…

Al Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento di Busto Arsizio un nuovo servizio alle imprese grazie a un laboratorio unico in Italia.

E’ possibile stabilire se un capo d’abbigliamento sarà confortevole o meno per chi lo indosserà? E’ una domanda che ogni produttore si pone in fase di progettazione della sua collezione e che ora, finalmente, può avere una risposta. Questo grazie a un laboratorio, unico del suo genere in Italia, che ha appena iniziato l’attività all’interno del Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento di Busto Arsizio.
Il progetto “comfort tessile”, oggi operativo, era stato avviato nel settembre dello scorso anno con un contributo per l’allestimento del laboratorio di 520 milioni, erogato dalla Fondazione Cariplo, l’assunzione di un nuovo ricercatore e la formazione del personale già presente nella struttura scientifica.
Certo, il comfort di un tessuto – vale a dire il grado di benessere offerto alle persone che lo indossano – non è esprimibile mediante una semplice equazione matematica. Nel giudizio del grado di confortevolezza rientrano, infatti, anche molti fattori soggettivi, quali lo stile, il disegno, il livello di attività fisica dell’utilizzatore. Ci sono, però, anche dei parametri determinabili oggettivamente, quali la traspirabilità e il benessere termico e al tatto.
L’attenzione rivolta a quest’aspetto del settore tessile
è notevole. Per la marcatura CE (Direttiva Comunitaria 89/686) degli indumenti di protezione, poi, il comfort è una caratteristica indispensabile quanto le specifiche prestazioni protettive.

Il Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento opera come organismo europeo di certificazione (notifica numero 0624), a ciò autorizzato dal Ministero dell’Industria, Commercio e Artigianato e dal Ministero del Lavoro.
L’attenzione verso traspirabilità, benessere termico e tatto, peraltro, non è solo da parte degli addetti ai lavori.
Sono gli utenti, infatti, che sempre maggiormente richiedono capi a elevato comfort, soprattutto nei settori dell’intimo e dell’abbigliamento sportivo.
Ecco perché nei più importanti istituti tessili europei (l’Institute Textile de France, il Forschungsintitut Hohestein in Germania e, adesso, anche il Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento di Busto Arsizio) è in corso un programma specifico.
L’obiettivo è di valutare la capacità del capo d’abbigliamento di espletare alcune funzioni ritenute importanti in termini di comfort offerto.

Si va dal suo grado di impermeabilità all’aria e all’acqua fino all’isolamento termico garantito e alla permeabilità al vapore (traspirabilità).E ancora, possono essere verificate le proprietà antibatteriche e antiodore del tessuto, la sua leggerezza alla mano dell’utente e la protezione offerta nei confronti dei raggi UV.
L’esigenza stimata è di oltre mille prove l’anno su circa trecento prodotti.
Del resto, sono già più di mille anche le aziende, prevalentemente di piccola e media dimensione, che si avvalgono del Centro Tessile
Cotoniero e Abbigliamento.

Via, via che il settore tessile in Italia si è diversificato, i suoi servizi di prova si sono ampliati, estendendosi a settori più tecnici e specialistici.
Oltre a quello per l’analisi del comfort dei capi d’abbigliamento, un altro nuovo laboratorio opera a Busto Arsizio: è quello di microbiologia tessile.
Nato nell’ambito del progetto europeo “Biobar” per sviluppare metodi di valutazione delle proprietà di barriera degli indumenti e dei tessuti utilizzati per la prevenzione contro la contaminazione da parte degli agenti infettivi, il laboratorio offre un servizio di prove destinate principalmente ai settori biomedicale (tessuti per sale operatorie, garze…), igienico (tessuti e indumenti da lavoro lavati industrialmente), alimentare (tessuti a contatto con alimenti) e protettivo (indumenti e accessori per la protezione da agenti biologici). Per ogni prova effettuata, viene rilasciato un certificato o rapporto di prova con le caratteristiche microbiologiche del materiale esaminato.

CENTRO TESSILE COTONIERO
http://www.centrocot.com

Genesi e missione


Il Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento (Centrocot) è stato fondato il 7 ottobre 1987, a Busto Arsizio, per iniziativa di alcune associazioni imprenditoriali, della Camera di Commercio e di altre amministrazioni pubbliche, di istituti di credito e dei sindacati. E’ una società per azioni “no profit”, in quanto lo statuto prevede di reinvestire gli utili. Scopo della società è sostenere, attraverso servizi specializzati, le aziende di tutta la filiera del settore tessile e abbigliamento. Il Centro ha quattro divisioni: Qualità, Certificazione, Formazione e Osservatorio tecnologico. La sede, i laboratori e l’area formativa coprono una superficie di circa 2.200 metri quadrati in piazza Sant’Anna a Busto Arsizio. Altri 2.000 metri quadrati sono a disposizione presso la Tecnocity bustese ai Molini Marzoli. L’azienda ha nel proprio organico oltre 60 dipendenti.

Marchio Oeco-Tex Standard 100: superata quota 2.000 certificati


L’Oeko-Tex Standard 100 è il marchio promosso dall’Associazione Internazionale per la Ricerca e Prova nel campo dell’Ecologia Tessile (OEKO-TEX). Il marchio è stato fondato nel 1992 e prevede, in ogni nazione, un unico istituto accreditato per la valutazione dei requisiti fondamentali del prodotto e la concessione all’uso del marchio. Per l’Italia l’istituto accreditato è il Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento di Busto Arsizio.

Il marchio Oeko-Tex Standard 100 garantisce che i prodotti su cui è apposto non contengano sostanze nocive per la salute dell’uomo in quantità superiori ai requisiti definiti dall’Associazione.
Fino ad oggi Centrocot ha emesso più di 2.000 certificati, ed in Italia sono più di 500 le aziende che hanno prodotti certificati.
Il traguardo del 2.000° certificato Oeko-Tex Standard 100 è stato raggiunto con quello emesso per la Foderami Dragoni S.p.A di Gallarate, un’azienda specializzata nella manifattura di fodere per tasche e cinture, ma la cui produzione spazia, nell’ambito dei tessuti per abbigliamento informale, dagli articoli più tecnici e raffinati a quelli di minor pregio.

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LE PROVE DI LABORATORIO PIU’ AVANZATE

Protezione dai raggi UV
Studi epidemiologici hanno dimostrato la correlazione tra l’esposizione ai raggi solari e l’insorgenza di neoplasie alla pelle. La radiazione solare contiene infatti raggi UV che danneggiano le cellule della pelle e la diminuzione dello strato di ozono dell’atmosfera sta facendo aumentare la quantità di raggi UV che colpiscono l’uomo.
Il fattore di protezione di un tessuto può essere misurato in laboratorio e viene espresso con un numero del tutto simile a quello delle creme solari. Il tessuto ha una buona protezione quando il fattore è superiore a 30.

Proprietà antibatteriche dei tessuti
I tessuti con proprietà antibatteriche sono una novità che si sta diffondendo nei capi intimi e di abbigliamento in genere, perché evitano il proliferare di batteri che producono cattivo odore, aloni, viraggi del colore. In passato la sostanza antibatterica veniva applicata ai tessuti finiti, ora viene invece introdotta nella fibra durante la filatura per evitare che possa essere eliminata con i lavaggi.
Le proprietà antibatteriche vengono valutate in laboratorio contaminando il tessuto e contando il numero di batteri che rimangono attivi dopo un certo tempo.

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Territorio

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ma sarà vero?

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Troppe alluvioni, il Varesotto
va sempre K.O.

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Eppure le opere servono...

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e Abbigliamento di Busto Arsizio
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Da Sidney
con un carico di medaglie

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