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Una provincia in
ferrovia
ma sarà vero?
Lo scalo
Hupac a Gallarate, lunificazione delle stazioni FS e Nord a Varese
e Busto Arsizio, il tram-treno fra la stessa Busto e Castellanza. La nostra
provincia si mette sul treno. Almeno sulla carta
La prudenza
è dobbligo: troppe idee, troppi progetti per dare sviluppo
alle infrastrutture ferroviarie sul territorio provinciale nel passato,
perfino recente, sono rimasti lettera morta.
Una cosa, però, è certa: mai come in queste settimane il
dibattito sul futuro del sistema ferroviario varesino è stato tanto
vivace. E le proposte messe in campo sembrano in grado di portare un aiuto,
almeno significativo, alla soluzione dei drammatici problemi di collegamento
che vive quotidianamente unarea tra le più dense di popolazione
e ricche dattività economiche dEuropa.
Il
sì del Consiglio Comunale di Gallarate alla crescita dello scalo
intermodale nel quartiere di Sciarè ha aperto le porte alla nascita
di una struttura che farà della stessa Gallarate un nodo strategico
del traffico merci in Lombardia. Lobiettivo
della società Hupac la cui casa madre si trova appena di
là del confine italo-elvetico a Chiasso e che fa parte del gruppo
omonimo che gestisce un network europeo per il trasporto su rotaia delle
merci appare quello di rafforzare le strutture per lintermodalità,
considerato un sistema più rispettoso dellambiente e sicuro
rispetto allabitudine, ormai invalsa in Italia, di far circolare
i prodotti sui Tir lungo le autostrade. Senza dimenticare le possibili
interconnessioni con la futura Cargo-city di Malpensa.
Hupac
ha già insediato un terminal a Busto Arsizio, in via Dogana, e
ora sono state poste le basi per la realizzazione dellampliamento
a Gallarate con un investimento complessivo di 60 miliardi. Tutto ciò
perché negli ultimi due decenni è stato costatato un tasso
di crescita medio del 5-6% nei dodici mesi, con punte del 10%.
Lo scalo ferroviario avrà una superficie di 134.250 metri quadrati,
con quattro gru a portale elettrico su rotaia, mentre lingresso
sarà possibile solo dallo svincolo Dogana della superstrada
336, attraversando lattuale terminal di Busto Arsizio. La viabilità
di Sciarè non sarà toccata e sono previste barriere fonoassorbenti
su tutta la linea ferroviaria che attraversa il quartiere.
Quartiere
che potrà, inoltre, contare su tutta una serie dattività
socio-sportive-culturali promosse dalla società Hupac, che realizzerà
anche un parco a ridosso dello scalo con la riqualificazione dellambiente
circostante.
Nel Nord della provincia, intanto, si fanno più concrete le prospettive
collegate alla realizzazione della ferrovia Arcisate-Stabio.
E stato bandito a fine ottobre il concorso internazionale per la
progettazione di massima della nuova tratta che permetterà laggancio
di Varese, e di Malpensa, allAlta Velocità europea in arrivo
a Lugano. Della commissione incaricata di esaminare le offerte che perverranno
sono stati chiamati a far parte rappresentanti del Canton Ticino e della
Regione Lombardia, quindi delle Ferrovie dello Stato e delle Ferrovie
Federali Svizzere, che lo scorso anno avevano sottoscritto a Stabio una
dichiarazione dintenti.
Lincarico
per la progettazione dovrebbe essere affidato entro il mese di febbraio
del 2001 e il progetto vero e proprio della ferrovia essere pronto allinizio
del 2002. Lobiettivo dichiarato, almeno da parte svizzera, è
quello di veder transitare il primo treno lungo i sei chilometri della
nuova linea nel 2006.
Ritorniamo nellAlto Milanese, perché non è soltanto
a Varese che si parla da tempo ormai di unificazione delle due stazioni
Ferrovie dello Stato e Ferrovie Nord presenti sul territorio comunale.
A Busto Arsizio si guarda con attenzione allipotesi di uno scalo
ferroviario in coabitazione con Castellanza, sulla linea del Malpensa
Express.
La
stazione, sulla base del recente protocollo dintesa sottoscritto
in Regione, sorgerebbe a valle dellarea del sovrappasso di via del
Roccolo, laddove le Ferrovie Nord incontrano le FS. Si realizzerebbe così
anche linterscambio tra le due linee: i passeggeri delle Nord, in
arrivo o in partenza dallaeroporto, potrebbero utilizzare i collegamenti
delle Ferrovie dello Stato.
Restano i problemi dellaltra stazione Nord ormai completata in via
Monti e, soprattutto, del piano darea che dovrebbe dare forma al
Centro Direzionale proprio a ridosso dello scalo ferroviario: si tratta
di 300.000 metri quadrati, per una volumetria di 739.000 metri quadrati.
Sono previsti alberghi, uffici, negozi, sale pubbliche, oltre a un posteggio
per il vicino mercato. Se il Malpensa Express si fermerà - come
sembra certo - nella stazione ipotizzata in condominio con Castellanza,
quale possibilità di crescita potrà avere il Centro Direzionale
di via Monti?
Servirà almeno un collegamento veloce fra le due stazioni, distanti
non più di mille e duecento metri luna dallaltra. E
anche qui lipotesi è quella di far ricorso ai binari. Si
parla del cosiddetto tram-treno, la navetta che metterà in rete
Castellanza, la nuova stazione delle Nord a metà strada con Busto
Arsizio, quella delle Ferrovie dello Stato e, da lì, anche larea
di via Monti usando il vecchio raccordo ferroviario già esistente.
Il protocollo dintesa, poi, contiene indicazioni di massima per
una futura estensione della navetta da un lato fino allUniversità
Cattaneo di Castellanza e, dallaltro, fino al Centro Espositivo
Polifunzionale che la Camera di Commercio sta realizzando a Busto Arsizio,
in località SantAnna.
Sul
tavolo di questa, come di tutte le altre trattative avviate negli ultimi
mesi in tema di ferrovia, cè non soltanto il domani delle
località direttamente interessate, ma anche quello dellintero
Varesotto.
Il potenziamento della rete ferroviaria locale appare indispensabile per
laccesso alle grandi direttrici di traffico a più lungo raggio
sia Nord-Sud,
sia Est-Ovest. Basti pensare ai treni europei ad alta velocità
che come già indicato arriveranno in Canton Ticino
attraverso il progetto elvetico Alp Transit. Oppure alla nuova linea
Torino-Milano, sempre ad alta velocità.
| Il
raccordo tra le Ferrovie Nord e le FS a Busto Arsizio esisteva già
la foto lo documenta. |
Realizzare
queste opere necessarie alla provincia di Varese nei tempi utili per garantire
laggancio alle grandi direttrici europee, significherebbe offrire
a questo territorio la possibilità di migliorare le condizioni
di circolazione delle merci e dei passeggeri, oltretutto riducendo linquinamento
da traffico veicolare lungo autostrade sempre più inadeguate.
Senza dimenticare la possibilità di valorizzare le bellezze naturalistiche
e architettoniche della provincia dei sette laghi, migliorando
il suo inserimento nei circuiti turistici internazionali, serviti dalle
grandi infrastrutture ferroviarie e aeroportuali grazie a Malpensa. Costruire
le nuove infrastrutture ferroviarie equivarrebbe, quindi, ad aumentare
la competitività del territorio, con una crescita occupazionale
e maggior benessere collettivo.
Chi si assumerà la responsabilità di non permettere a tutti
i cittadini e alle imprese della provincia di Varese di cogliere queste
opportunità?
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IL
SOTTOPASSO A CASTELLANZA: UNALTRA STORIA INFINITA?
Il
progetto era nato da una modifica di un programma, già finanziato
dal Governo con 250 miliardi, che prevedeva, a richiesta del Comune
di Castellanza, linterramento in città di oltre quattro
chilometri di binari lungo la linea del Malpensa Express: per un
tratto sarebbero passati in tunnel sotto lOlona.
La tragedia del Monte Bianco ha spinto verso una revisione dei piani,
in considerazione della potenziale pericolosità del transito
in galleria di treni merci.
I mesi passano, ma i lavori non iniziano. Il protocollo dintesa
sottoscritto in Regione lo scorso 10 ottobre - presenti i Sindaci
di Busto Arsizio e Castellanza, il Presidente della Provincia di
Varese, il Presidente delle Ferrovie Nord, oltre ai rappresentanti
delle Ferrovie dello Stato e del Ministero dei Trasporti
ha perlomeno individuato i tempi burocratici per giungere alla costruzione
sia del tunnel di Castellanza, sia della stazione in condominio
con Busto Arsizio.
Marzo 2001: elaborazione del progetto definitivo.
Maggio 2001: convocazione della Conferenza dei Servizi e
avvio della progettazione esecutiva.
Dicembre 2001: approvazione ministeriale.
Maggio 2002: gara dappalto e, dopo un mese, consegna
del cantiere con lavvio dei lavori.
Luglio 2005: ultimazione dellintervento che, nelle
previsioni, richiederà trentasette mesi di lavoro.
Novembre 2005: cessione della proprietà dei binari
a raso al Comune di Castellanza.
2006: attivazione del servizio di tram-treno fra Castellanza,
la nuova stazione Nord in condominio con Busto Arsizio allaltezza
del sovrappasso di via del Roccolo, quella bustese delle Ferrovie
dello Stato e larea di via Monti.
In una seconda fase potrebbero essere aggiunti i collegamenti con
lUniversità Cattaneo di Castellanza e il Polo Fieristico
di Busto.

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