Unione degli Industriali della Provincia di Varese
Varesefocus

Novembre 2000

 

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Una provincia in ferrovia…
ma sarà vero?

Lo scalo Hupac a Gallarate, l’unificazione delle stazioni FS e Nord a Varese e Busto Arsizio, il tram-treno fra la stessa Busto e Castellanza. La nostra provincia si mette sul treno. Almeno sulla carta…

La prudenza è d’obbligo: troppe idee, troppi progetti per dare sviluppo alle infrastrutture ferroviarie sul territorio provinciale nel passato, perfino recente, sono rimasti lettera morta.
Una cosa, però, è certa: mai come in queste settimane il dibattito sul futuro del sistema ferroviario varesino è stato tanto vivace. E le proposte messe in campo sembrano in grado di portare un aiuto, almeno significativo, alla soluzione dei drammatici problemi di collegamento che vive quotidianamente un’area tra le più dense di popolazione e ricche d’attività economiche d’Europa.

Il sì del Consiglio Comunale di Gallarate alla crescita dello scalo intermodale nel quartiere di Sciarè ha aperto le porte alla nascita di una struttura che farà della stessa Gallarate un nodo strategico del traffico merci in Lombardia. L’obiettivo della società Hupac – la cui casa madre si trova appena di là del confine italo-elvetico a Chiasso e che fa parte del gruppo omonimo che gestisce un network europeo per il trasporto su rotaia delle merci – appare quello di rafforzare le strutture per l’intermodalità, considerato un sistema più rispettoso dell’ambiente e sicuro rispetto all’abitudine, ormai invalsa in Italia, di far circolare i prodotti sui Tir lungo le autostrade. Senza dimenticare le possibili interconnessioni con la futura Cargo-city di Malpensa.

Hupac ha già insediato un terminal a Busto Arsizio, in via Dogana, e ora sono state poste le basi per la realizzazione dell’ampliamento a Gallarate con un investimento complessivo di 60 miliardi. Tutto ciò perché negli ultimi due decenni è stato costatato un tasso di crescita medio del 5-6% nei dodici mesi, con punte del 10%.
Lo scalo ferroviario avrà una superficie di 134.250 metri quadrati, con quattro gru a portale elettrico su rotaia, mentre l’ingresso sarà possibile solo dallo svincolo “Dogana” della superstrada 336, attraversando l’attuale terminal di Busto Arsizio. La viabilità di Sciarè non sarà toccata e sono previste barriere fonoassorbenti su tutta la linea ferroviaria che attraversa il quartiere.

Quartiere che potrà, inoltre, contare su tutta una serie d’attività socio-sportive-culturali promosse dalla società Hupac, che realizzerà anche un parco a ridosso dello scalo con la riqualificazione dell’ambiente circostante.
Nel Nord della provincia, intanto, si fanno più concrete le prospettive collegate alla realizzazione della ferrovia Arcisate-Stabio.
E’ stato bandito a fine ottobre il concorso internazionale per la progettazione di massima della nuova tratta che permetterà l’aggancio di Varese, e di Malpensa, all’Alta Velocità europea in arrivo a Lugano. Della commissione incaricata di esaminare le offerte che perverranno sono stati chiamati a far parte rappresentanti del Canton Ticino e della Regione Lombardia, quindi delle Ferrovie dello Stato e delle Ferrovie Federali Svizzere, che lo scorso anno avevano sottoscritto a Stabio una dichiarazione d’intenti.


L’incarico per la progettazione dovrebbe essere affidato entro il mese di febbraio del 2001 e il progetto vero e proprio della ferrovia essere pronto all’inizio del 2002. L’obiettivo dichiarato, almeno da parte svizzera, è quello di veder transitare il primo treno lungo i sei chilometri della nuova linea nel 2006.
Ritorniamo nell’Alto Milanese, perché non è soltanto a Varese che si parla da tempo ormai di unificazione delle due stazioni Ferrovie dello Stato e Ferrovie Nord presenti sul territorio comunale.
A Busto Arsizio si guarda con attenzione all’ipotesi di uno scalo ferroviario in coabitazione con Castellanza, sulla linea del Malpensa Express.

La stazione, sulla base del recente protocollo d’intesa sottoscritto in Regione, sorgerebbe a valle dell’area del sovrappasso di via del Roccolo, laddove le Ferrovie Nord incontrano le FS. Si realizzerebbe così anche l’interscambio tra le due linee: i passeggeri delle Nord, in arrivo o in partenza dall’aeroporto, potrebbero utilizzare i collegamenti delle Ferrovie dello Stato.
Restano i problemi dell’altra stazione Nord ormai completata in via Monti e, soprattutto, del piano d’area che dovrebbe dare forma al Centro Direzionale proprio a ridosso dello scalo ferroviario: si tratta di 300.000 metri quadrati, per una volumetria di 739.000 metri quadrati. Sono previsti alberghi, uffici, negozi, sale pubbliche, oltre a un posteggio per il vicino mercato. Se il Malpensa Express si fermerà - come sembra certo - nella stazione ipotizzata in condominio con Castellanza, quale possibilità di crescita potrà avere il Centro Direzionale di via Monti?
Servirà almeno un collegamento veloce fra le due stazioni, distanti non più di mille e duecento metri l’una dall’altra. E anche qui l’ipotesi è quella di far ricorso ai binari. Si parla del cosiddetto tram-treno, la navetta che metterà in rete Castellanza, la nuova stazione delle Nord a metà strada con Busto Arsizio, quella delle Ferrovie dello Stato e, da lì, anche l’area di via Monti usando il vecchio raccordo ferroviario già esistente.
Il protocollo d’intesa, poi, contiene indicazioni di massima per una futura estensione della navetta da un lato fino all’Università Cattaneo di Castellanza e, dall’altro, fino al Centro Espositivo Polifunzionale che la Camera di Commercio sta realizzando a Busto Arsizio, in località Sant’Anna.

Sul tavolo di questa, come di tutte le altre trattative avviate negli ultimi mesi in tema di ferrovia, c’è non soltanto il domani delle località direttamente interessate, ma anche quello dell’intero Varesotto.
Il potenziamento della rete ferroviaria locale appare indispensabile per l’accesso alle grandi direttrici di traffico a più lungo raggio sia Nord-Sud,
sia Est-Ovest. Basti pensare ai treni europei ad alta velocità che – come già indicato – arriveranno in Canton Ticino attraverso il progetto elvetico Alp Transit. Oppure alla nuova linea
Torino-Milano, sempre ad alta velocità.

Il raccordo tra le Ferrovie Nord e le FS a Busto Arsizio esisteva già… la foto lo documenta.

Realizzare queste opere necessarie alla provincia di Varese nei tempi utili per garantire l’aggancio alle grandi direttrici europee, significherebbe offrire a questo territorio la possibilità di migliorare le condizioni di circolazione delle merci e dei passeggeri, oltretutto riducendo l’inquinamento da traffico veicolare lungo autostrade sempre più inadeguate.
Senza dimenticare la possibilità di valorizzare le bellezze naturalistiche e architettoniche della provincia dei “sette laghi”, migliorando il suo inserimento nei circuiti turistici internazionali, serviti dalle grandi infrastrutture ferroviarie e aeroportuali grazie a Malpensa. Costruire le nuove infrastrutture ferroviarie equivarrebbe, quindi, ad aumentare la competitività del territorio, con una crescita occupazionale e maggior benessere collettivo.
Chi si assumerà la responsabilità di non permettere a tutti i cittadini e alle imprese della provincia di Varese di cogliere queste opportunità?

IL SOTTOPASSO A CASTELLANZA: UN’ALTRA STORIA INFINITA?

Il progetto era nato da una modifica di un programma, già finanziato dal Governo con 250 miliardi, che prevedeva, a richiesta del Comune di Castellanza, l’interramento in città di oltre quattro chilometri di binari lungo la linea del Malpensa Express: per un tratto sarebbero passati in tunnel sotto l’Olona. La tragedia del Monte Bianco ha spinto verso una revisione dei piani, in considerazione della potenziale pericolosità del transito in galleria di treni merci.
I mesi passano, ma i lavori non iniziano. Il protocollo d’intesa sottoscritto in Regione lo scorso 10 ottobre - presenti i Sindaci di Busto Arsizio e Castellanza, il Presidente della Provincia di Varese, il Presidente delle Ferrovie Nord, oltre ai rappresentanti delle Ferrovie dello Stato e del Ministero dei Trasporti – ha perlomeno individuato i tempi burocratici per giungere alla costruzione sia del tunnel di Castellanza, sia della stazione in condominio con Busto Arsizio.
• Marzo 2001: elaborazione del progetto definitivo.
• Maggio 2001: convocazione della Conferenza dei Servizi e avvio della progettazione esecutiva.
• Dicembre 2001: approvazione ministeriale.
• Maggio 2002: gara d’appalto e, dopo un mese, consegna del cantiere con l’avvio dei lavori.
• Luglio 2005: ultimazione dell’intervento che, nelle previsioni, richiederà trentasette mesi di lavoro.
• Novembre 2005: cessione della proprietà dei binari a raso al Comune di Castellanza.
• 2006: attivazione del servizio di tram-treno fra Castellanza, la nuova stazione Nord in condominio con Busto Arsizio all’altezza del sovrappasso di via del Roccolo, quella bustese delle Ferrovie dello Stato e l’area di via Monti.
In una seconda fase potrebbero essere aggiunti i collegamenti con l’Università Cattaneo di Castellanza e il Polo Fieristico di Busto
.

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