| |
Quella
stazione "internazionale sulla ferrovia del Verbano...
Il ruolo
della stazione di Luino nel rilancio economico del Nord del Varesotto.
La bretella per Malpensa: avviato l'intervento a Sesto Calende. Ma i lavori
procedono a rilento.
E'
Sesto Calende il nodo cruciale per la ristrutturazione dei collegamenti
ferroviari tra la sponda lombarda del Verbano, Milano, il Canton Ticino
e lo scalo aeroportuale di Malpensa: un intervento la cui realizzazione
appare indispensabile per dare concretezza al progetto di rilancio economico
del Nord del Varesotto, ormai in fase d'avvio anche grazie ai fondi europei
Obiettivo 2.
In effetti, grazie alla sua collocazione geografica che la pone al confluire
delle due sponde del Lago Maggiore, proprio Sesto Calende vede l'incrociarsi
sul suo territorio di due linee ferroviarie: la prima è la Milano-Domodossola
- la linea del Sempione che collega il capoluogo lombardo con le zone
montane del Piemonte, la seconda è rappresentata dalla Luino-Novara.
E' facile immaginare che cosa rappresenterebbe il completamento di una
bretella che possa unire le due linee, garantendo così collegamenti
veloci tra il Nord della provincia varesina e l'area milanese attraverso
Gallarate.
Una struttura, inoltre, che potrebbe permettere ai treni di raggiungere
Malpensa direttamente dalla Svizzera, riducendo notevolmente i tempi di
percorrenza e agevolando il transito di turisti e di merci.
Il tutto in una logica di integrazione rispetto a un altro progetto indispensabile
per la nostra provincia: quello del collegamento Arcisate-Stabio, che
garantirebbe l'accesso da Varese all'Alta Velocità europea in arrivo
a Lugano.
I lavori per la creazione della bretella a Sesto Calende sono in via d'attuazione,
anche se troppo lentamente e, per di più, con grave disagio degli
utenti italiani ed elvetici che già ora utilizzano le linee interessate.
Le previsioni più ottimistiche indicano la data del 2002 come quella
in cui sarà agibile il collegamento ferroviario fra Bellinzona
e Malpensa.
Del resto, la necessità di raggiungere dal Sopraceneri lo scalo
aeroportuale gallaratese in treno attraverso Luino e la sponda orientale
del Verbano è stata espressa anche dalla Commissione Intercomunale
dei Trasporti (CIT) del Locarnese e Vallemaggia, che ha preparato una
lettera da inviare all'Ufficio Federale dei Trasporti svizzero.
Lo stesso Presidente del Canton Ticino Marco Borradori si è schierato
a favore di un collegamento che permetterebbe agli svizzeri italiani di
raggiungere Malpensa velocemente e per la via più breve.
Il progetto di rilancio ferroviario della sponda orientale del Verbano
non è nuovo: qualche anno fa, venne discusso e approvato dal Parlamento
italiano un testo di legge che comprende uno stanziamento di 470 miliardi
per il riammodernamento delle reti ferroviarie al cui interno una somma
cospicua è destinata al miglioramento proprio di questa tratta:
160 miliardi per la sistemazione della linea Zenna-Luino-Sesto Calende-Novara
con la deviazione per l'aeroporto.
Il
riferimento, oltre alla bretella di Sesto Calende, è anche allo
sdoppiamento della linea ferroviaria nella parte orientale del Lago Maggiore
in due punti: nei pressi di Porto Valtravaglia e a Ispra. In particolare,
tale sdoppiamento consentirebbe di agevolare il transito dei treni su
di una tratta a binario unico mediante un sistema di scambi, così
da dimezzare i tempi di percorrenza.
Non basta: appare assai interessante la possibilità di avviare,
grazie a queste nuove opere, anche un servizio ferroviario che colleghi
direttamente la Svizzera con Genova e viceversa.
Si tratterà del percorso più rapido e più breve per
il mare. La stazione di Luino, inoltre, potrebbe ritrovare un nuovo ruolo
di rilievo da tutto quest'intervento poiché, se adeguatamente ristrutturata,
appare in grado di assicurare il più intenso flusso di traffico
merci e passeggeri. E proprio Luino durante l'autunno ospiterà,
su iniziativa del senatore Pellicini, rappresentante del Nord della provincia
a Palazzo Madama, e con l'aiuto dell'Amministrazione Comunale, un convegno
volto a esaminare le prospettive derivanti al territorio dall'attivazione
di questi nuovi collegamenti ferroviari.
|
E
intanto per chi usa l'auto...
Un
secondo sbocco autostradale per Malpensa appare indispensabile:
per averne una conferma basta percorrere in un momento qualsiasi
della settimana l'Autolaghi. La Milano-Varese, nonostante la terza
corsia, è ormai abbondantemente inadeguata, bloccata da un
traffico che ogni giorno di più appare crescente.
Uno studio effettuato da Federlombarda dimostra come, senza interventi
strutturali, la velocità media sulle strade della nostra
regione, già oggi bassissima, nell'arco di qualche anno scenderà
addirittura a soli 23 chilometri l'ora.
Ecco allora che il Piano Territoriale d'Area di Malpensa ha innanzitutto
previsto di rinunciare alla "bretella di Besnate, i cui
costi ambientali, data la delicatezza delle zone attraversate, sono
stati valutati eccessivi.
Fra gli interventi giudicati necessari, c'è invece l'indicazione
di un raccordo all'altezza di Gallarate tra l'autostrada A8 e la
superstrada della Malpensa. Un'opera di soli 1.800 metri la cui
realizzazione non comporterebbe problemi di carattere ambientale.
La recente costruzione di un silos per parcheggio auto proprio sull'area
interessata dal tracciato potrebbe, però, indurre a spostare
il percorso più a sud, in una zona compresa fra Cassano Magnano
e Busto Arsizio.
Quanto, invece, ai collegamenti fra Malpensa e Liguria e Piemonte,
la scelta è quella del tracciato che permetta di raggiungere
l'aeroporto dall'autostrada Milano-Torino attraverso un raccordo
all'altezza di Boffalora-Magenta. Per quest'ultima opera sono già
stati stanziati 350 miliardi nell'ambito dell'accordo Stato-Regione
e si è in attesa della relativa Conferenza dei Servizi.
|
|
|