| |
Il
conte Panza: a Biumo visitatori da tutto il mondo
Giuseppe
Panza ricorda l'interesse mondiale suscitato in passato dalla collezione
della Villa di Biumo.
E ora, con la gestione del FAI, il flusso di visitatori aumenterà
notevolmente.
Quali i
suoi sentimenti di fronte a questo evento?
La riapertura della villa rappresenta per me un evento atteso per trenta
anni, covato da molto tempo, che finalmente si realizza nel migliore dei
modi: che tutto stia andando bene lo vedo da come si presentano le stanze
e i giardini, dalla nuova vita che permea l'intero complesso. E' la conclusione
di un'esistenza dedicata all'arte in questo edificio che racchiude parte
importante delle vicende della mia vita.
Dell'intera
collezione che fa capo al Guggenheim Museum, Varese rappresenta il punto
di partenza storico e ideale...
Da qui, dal 1956 ad oggi, è iniziata e passata tutta la collezione,
che ora si trova sparsa in diversi musei del mondo. Penso che questo edificio,
che per primo ha accolto 2.500 opere della seconda metà del secolo
scorso, faccia ormai parte della storia del nostro tempo.
Cosa risponde a chi dice che a Varese è rimasto troppo poco della
collezione?
Fare stare 2.500 opere d'arte nelle stanze di Biumo è impensabile.
Della necessità di trovare altri spazi, visto che quelli di Varese
non erano sufficienti, mi accorsi già dopo dieci anni di collezionismo.
Era, ed è, invece, indispensabile poter mostrare le opere al pubblico
in adeguate sedi: mi rivolsi allora ai musei del mondo - i musei sono
naturalmente il luogo ideale per esporre - dove furono accolte e trovarono
giusta collocazione, divise per gruppi omogenei. È stata dunque
la necessità la ragione determinante di tale decisione. Ma a Varese
sono rimaste opere che vanno dagli anni Sessanta ad oggi: qui, come nell'intera
collezione, c'è della Storia...
Avremo davvero a Varese quelle 50mila o più presenze di visitatori
di cui si parla?
La proprietà di Masino del FAI attira ogni anno 50mila visitatori.
Si calcola che la villa di Biumo potrebbe fare ancora di più, vista
la sua doppia anima storica e di sede museale conosciuta nel mondo e visitata
già da migliaia di persone quando non era ancora proprietà
FAI. Allora le visite non sempre erano possibili e risultava alquanto
complicato arrivarci. Ma il successo non è mai mancato, venivano
a vedere la collezione da ogni parte del mondo: giungevano dalla vicina
Svizzera e dalla Francia, ma anche dal Nord Europa, da New York, dalla
California e dal Giappone. Sulla base di questi fatti non è difficile
prevedere che il flusso dei visitatori dopo l'apertura potrà aumentare
notevolmente.
Pensa che in futuro la collezione di Varese potrebbe arricchirsi ulteriormente?
Gli spazi della villa di Biumo sono ormai tutti occupati. Ma la grande
sala della scuderia è attrezzata per offrire esposizioni temporanee
di opere di grande interesse e pregio. Oltre alle grandi mostre, di cui
si occuperà il FAI, che sta già lavorando alla rassegna
su Segantini prevista per novembre, si potrebbero rivedere ad esempio
a Biumo i lavori di Rothko e Kline, di Oldenburg e Segal, ora al MOCA
di Los Angeles, di Morris e Serra, di Mangold e Nauman, attualmente al
Guggenheim di New York.
Tra i pezzi visibili al pubblico nelle stanze della villa ci sono anche
oggetti e arredi a Lei particolarmente cari...
Sì, in mostra ci sono i migliori e più cari oggetti di casa
mia, oltre alle stanze di arredo museale, con pezzi pregiati del 400
e 500, e interessanti mobili del 700.
Al secondo piano sono i mobili di metà Ottocento della marchesa
Litta.
E' complessivamente soddisfatto di quanto realizzato a Biumo?
La gestione del FAI è riuscita a dare ogni adeguata risposta. Sono
del tutto soddisfatto per la scrupolosità dimostrata dal FAI nel
corrispondere agli impegni assunti. Confido che ci sarà una buona
gestione e che il complesso di Biumo avrà la miglior cura e amministrazione.
Viste le premesse, Villa Panza si profila tra le più importanti
proprietà del FAI.
|
|
|

















|
|
Focus
1
Villa
Panza a Varese, scrigno di storia e arte
Apre al pubblico
un centro culturale di alto profilo. Dalla collaborazione con la Fondazione
Guggenheim un polo per l'arte moderna di rilievo internazionale. 

Il
duca d'Este a Villa Menafoglio

Un
atteso evento culturale
L'apertura di
Villa Panza occasione per promuovere la vocazione artistica, ma anche turistica,
di Varese. 
Il
FAI e la sua missione
Da Luino a Saronno,
passando per Caravate, Varese, Gallarate e Busto Arsizio, sono molti i templi
varesini meta di pellegrinaggio. 

Il
conte Panza: a Biumo visitatori da tutto il mondo
Giuseppe Panza
ricorda l'interesse mondiale suscitato in passato dalla collezione della Villa
di Biumo.
E ora, con la gestione del FAI, il flusso di visitatori aumenterà notevolmente.


A
Biumo il fulcro della collezione Panza
133 opere d'arte
americana contemporanea tra astrattismo monocromatico e arte ambientale.

ACOUSTI
GUIDE e il FAI per Villa Panza di Biumo


Il
Guggenheim nel mondo, un omaggio alla libertà artistica
I pittori rifiutati
dall'Europa delle dittature furono i primi a potersi esprimere grazie ai poli
culturali realizzati a New York e a Venezia. 

L'impresa
va... all'ARTE
Il Guggenheim
e le imprese: il valore dell'investimento culturale

L'Oscar
per le imprese che investono in cultura



Focus
2
Occhiali
made in Varese: il distretto guarda lontano
L'industria italiana
dell'occhialeria? Non sta solo in Cadore. In provincia di Varese una cinquantina
d'aziende e un migliaio di addetti. Un distretto che punta sul mercato piť interessante:
quello dei prodotti a marchio.

Il
parere di chi produce...


A
MILANO LA PIU' IMPORTANTE RASSEGNA MONDIALE


Le
imprese dell'occhialeria associate all'Unione Industriali


GLI
ENTI A SERVIZIO DELL'OCCHIALERIA


CON
GLI OCCHIALI DI VARESE NEL MONDO


Roidi
da ogli
Così si
chiamavano i primi veri occhiali, a Venezia.
Dal Medioevo ai nostri giorni, anche la diversità della denominazione
testimonia la profonda evoluzione di uno strumento da vista diventato protagonista
del look personale.



|