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Occupazione
a tempo record per gli studenti di Castellanza
Meno
di cinquanta giorni per i laureati in Economia, che hanno raggiunto quota
1.000. A Ingegneria, poi, il tempo d'attesa si azzera: sono di più
le richieste delle aziende che i diplomati.
Le
cifre sono decisamente confortanti, per gli studenti ma anche per chi
ha creduto fin dall'inizio nel progetto di un'Università a stretto
contatto con il mondo dell'economia: quando ormai si appresta alle celebrazioni
per il decimo anniversario d'attività, che verrà festeggiato
nell'autunno del 2001, l'Università Cattaneo può presentare
una situazione occupazionale dei suoi laureati e diplomati molto positiva.
Il tempo medio per trovare lavoro degli allievi della facoltà di
Economia non supera i cinquanta giorni. A Ingegneria, poi, l'attesa addirittura
si azzera: i diplomati trovano, infatti, un'occupazione immediatamente
dopo la conclusione del loro corso di studi. Giurisprudenza, invece, -
che è la terza facoltà operante a Castellanza - sta proseguendo
con successo lungo un percorso giunto al secondo anno dall'attivazione
dei corsi.
Molto interessante appare anche l'analisi relativa ai settori d'occupazione
di chi si è formato a Castellanza. Iniziamo dal corso di Economia
Aziendale: il 34% degli allievi laureati a partire dal 1995 - l'anno in
cui Barbara Wagner fu la prima a completare il ciclo degli studi - è
attualmente occupato nel mondo dell'industria; a seguire è il comparto
dei servizi, dove ha trovato lavoro oltre il 33% dei giovani; significativo
anche il dato riferito al settore credito-finanza-assicurazioni (oltre
il 10%).
Ancor più consistente è, invece, la presenza dei diplomati
in Ingegneria Logistica e della Produzione (66,6%) nel mondo dell'industria,
a cui principalmente sono dedicati i vari percorsi formativi istituiti
all'interno di questa facoltà; resta, comunque, un 15,6% di studenti
che ha potuto inserirsi nel mondo dei servizi.
Una situazione occupazionale che rende ancor più significativo
il recente raggiungimento dei traguardi del millesimo laureato in Economia
e del centesimo diplomato in Ingegneria Logistica e della Produzione.
"Avevo tanta voglia di giungere alla laurea e tanto più con
il voto più alto. Nella mia vita ho sempre puntato al massimo:
proprio per questo ho scelto l'Università Cattaneo per completare
il mio ciclo di studi". Sono state queste le prime parole di Tommaso
Musco, neodottore in Economia Aziendale numero mille e con la votazione
di 110, subito dopo aver terminato la discussione di una tesi dedicata
a un argomento particolarmente innovativo in campo economico: il rilievo
delle informazioni di costo a supporto delle decisioni. Il caso affrontato,
con il relatore Prof. Alberto Bubbio e il correlatore Prof.ssa Susanna
Colombo, è stato quello di un'impresa operante nel settore dell'elettronica.
"Ho analizzato le modalità decisionali che hanno permesso
a un'azienda di realizzare, a parità di costi, un prodotto con
il doppio della potenza rispetto a quello della concorrenza in un settore
competitivo quale quello dei trasformatori e delle lampadine elettriche.
Una tesi per la quale ho dovuto far riferimento a una ricerca bibliografica
condotta anche in Gran Bretagna".
Il
centesimo diplomato in Ingegneria Logistica e della Produzione dall'avvio
dei corsi nel 1994 è stato invece Marco Jelmini che ha affrontato
una tesi su "Il problema dei prodotti danneggiati nel trasporto:
proposta di un metodo per il monitoraggio". Relatore è stato
il Prof. Carlo Noè, coordinatore dei corsi di Ingegneria all'Università
Cattaneo. A differenza del varesino Marco Jelmini, che risiede ad Angera,
il millesimo laureato in Economia Tommaso Musco proviene dalla provincia
di Potenza, da Venosa, la località che ha dato le origini anche
a Orazio, il celebre poeta latino del "carpe diem".
Dopo aver iniziato il suo percorso universitario a Bari, ha deciso di
trasferirsi a Castellanza. "Bari era stata una scelta un po' obbligata,
collegata a esigenze di carattere familiare - racconta il neodottore -.
Lì avevo superato la metà degli esami, con una media alta,
ma sentivo di non sapere molto. Era una preparazione soltanto teorica.
A un certo punto ho capito che dovevo cambiare: desideravo una situazione
stimolante, con un contatto quotidiano con l'economia che si vive veramente
in azienda. Un amico mi ha raccontato della Cattaneo e subito dopo un
giro a Castellanza ho guardato negli occhi mio padre e gli ho detto: io
vado a studiare al Nord. Così ho fatto. Questa è un'Università
a misura d'uomo, dove non siamo considerati soltanto dei numeri. Mi ha
colpito molto l'attenzione con cui gli studenti sono seguiti dai docenti.
E poi l'aria innovativa che si respira alla Cattaneo: il fatto di avere
sempre a disposizione Internet, l'e-mail, l'ufficio placement e le occasioni
garantite agli studenti di confrontarsi sempre con il mondo dell'impresa".
Tommaso, che si immagina un futuro all'estero "possibilmente in Inghilterra,
magari dopo aver maturato per un paio d'anni qualche esperienza utile
in Italia", ha potuto usufruire delle opportunità offerte
dalla Cattaneo anche sul piano economico. "Certo, sono grato anche
per questo all'Università: la spesa relativa a entrambi gli anni
di corso da me frequentati a Castellanza è stata, infatti, interamente
coperta da borse di studio. Al di là del dato economico, devo molto
ai docenti e all'intero personale accademico. Se sarò qualcuno
nella vita, come voglio, lo dovrò a questa Università che
mi ha fornito gli strumenti per affrontare il mondo del lavoro in modo
adeguato, ma che soprattutto mi ha insegnato una regola fondamentale:
bisogna continuare a imparare, essere persone capaci di innovarsi sempre".
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