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I
Comuni varesini e la Pedemontana
Le amministrazioni
interessate vogliono tutelare il loro territorio. Il progetto non avrà
vita facile.
Domenico
Uslenghi
Sindaco di Cassano Magnago
Sono favorevole alla Pedemontana, ci mancherebbe altro! Andava, però,
realizzata qualche decina di anni fa. Adesso ci sono troppe difficoltà
nel transitare sui territori dei nostri Comuni. Quanto alla situazione
attuale, io dico che la Pedemontana passi purché seguendo le nostre indicazioni:
il percorso deve attraversare Cassano in galleria, almeno per il tratto
dell'area industriale. A Milano, in Regione, non ho firmato una cambiale
in bianco, ma soltanto un protocollo d'intesa che dovrà essere
riempito di contenuti.
Stefano
Calegari
Sindaco di Cislago
Il testo finale approvato nell'accordo del marzo scorso a livello regionale,
grazie agli interventi di adeguamento adottati, tutela in modo appropriato
i Comuni interessati. Stiamo lavorando con le altre amministrazioni della
nostra zona interessate per definire una programmazione "ad area
vasta" così da costruire insieme lo sviluppo del territorio
e proporre alla Regione un'ipotesi d'intervento capace oltretutto di riorganizzare
anche la viabilità locale e rilanciare il trasporto su ferro.
Rossano
Belloni
Assessore alla Viabilità di Gorla Minore
E' una posizione critica quella che esprimo: la Pedemontana non risolve
certo i problemi dell'attraversamento est-ovest del territorio di Gorla
Minore e dei Comuni limitrofi. Senza dimenticare il pesante impatto ambientale
di un'opera che va ad attraversare un'area verde boschiva che, da sempre,
a Gorla Minore abbiamo voluto salvaguardare. La nostra area, inoltre,
è già penalizzata dalle troppe discariche, dalle cave e
dai problemi d'inquinamento del fiume Olona. Ciò nonostante, abbiamo
aderito al protocollo d'intesa per affrontare ex-novo il problema: è
questo, infatti, il senso dell'accordo sottoscritto in Regione.

Busto
Arsizio una città a vocazione imprenditoriale
Il
Sindaco Gianfranco Tosi: "lavoriamo per conservare questa caratteristica".
Le opportunità offerte dai finanziamenti europei.
Busto
Arsizio città dell'impresa: una vocazione che resiste alle profonde
trasformazioni che hanno caratterizzato il suo tessuto economico negli
ultimi decenni.
"Io la definisco proprio così: una città a vocazione
imprenditoriale - spiega il Sindaco Gianfranco Tosi - Anche sul nostro
territorio ci stiamo evolvendo verso modelli diversi rispetto a quelli
tradizionali con i quali eravamo abituati a confrontarci, caratterizzati
dalla prevalenza dell'industria intesa in senso produttivo.
E' invece sicuramente ancora ben presente nella mentalità dei Bustocchi
l'aspetto dell'imprenditorialità, intesa come volontà di
portare avanti delle iniziative con l'assunzione di quelli che sono le
responsabilità e gli oneri dovuti a una gestione in proprio.
Ne sono convinto: a Busto c'è e ci sarà un tessuto imprenditoriale
che continuerà nel tempo.
Diverso, però, sarà il modo di lavorare e di produrre di
questi imprenditori: magari ci saranno produzioni decentrate che, peraltro,
continueranno a essere gestite e controllate dall'ambito bustocco".
Signor
Sindaco, in questo contesto quale ruolo possono avere le iniziative collegate
al progetto "Asse del Sempione" inserito dall'Unione Europea
nel programma "Obiettivo 2"? La città di Busto Arsizio,
dopo aver beneficiato di importanti finanziamenti nella tornata precedente,
è stata confermata nel programma 2000-2006 pur se indicata quale
area in uscita da una situazione di deindustrializzazioneÉ
"In primo luogo mi lasci esprimere la soddisfazione per il risultato
ottenuto. Ancora una volta ci siamo inseriti in un'iniziativa europea
di grande rilievo. Certo, c'è un po' di preoccupazione di fronte
all'attesa che si sblocchi la situazione italiana: l'auspicio è
che non si ritardi ulteriormente.
Abbiamo presentato nove progetti con l'obiettivo anche di completare opere
di supporto all'attività imprenditoriale già intraprese.
Penso a quelle infrastrutture che vanno dalla Tecnocity ai Molini Marzoli
fino all'area industriale, terminata nel suo primo lotto e in fase avanzata
per il secondo. Per di più queste possibilità di finanziamento
esterno hanno un duplice vantaggio: di aumentare le possibilità
operative rispetto a quanto potremmo fare con le sole nostre forze e,
poi, di incrementare il patrimonio a disposizione della città a
costo zero. Quelle permesse dai finanziamenti europei sono, infatti, delle
iniziative che, sul piano contributivo, non ricadono sui nostri concittadini.
Questo ci ha consentito di mantenere a quelli che sono, forse, i livelli
più bassi della provincia i costi per l'Ici (Imposta comunale sugli
immobili) e per lo smaltimento dei rifiuti. Fino a oggi, in attesa dei
finanziamenti garantiti dalla tornata 2000-2006, Busto Arsizio ha ottenuto
dall'Unione Europea trentacinque miliardi in conto capitale, che quindi
non sono da spesare sul bilancio comunale".
Passiamo
a note più dolenti: la viabilità cittadina. Una domanda
alla quale non può sottrarsi: quando si completerà il progetto
Cinque Ponti?
"E' una vicenda kafkiana. Dopo il nostro primo intervento di illuminazione
di uno snodo che era stato previsto buio dall'Anas, c'è stata una
serie di incontri nella conferenza dei servizi per arrivare all'ottobre
del 1998 alla definizione del progetto definitivo.
Da allora è trascorso più di un anno e mezzo ma, sembra
incredibile, nulla è stato fatto. Una situazione che evidenzia
l'inefficienza dell'amministrazione centrale. Se il compartimento Anas
di Milano è stato abile e collaborativo, nel magma romano tutto
si perde e il progetto non è ancora stato esaminato!
Non c'è neppure il bando di gara!
Il finanziamento esiste: i Cinque Ponti sono nel piano triennale Anas.
Sorge il dubbio che vogliano aspettare che trascorrano i tre anni per
dirottare i fondi da qualche altra parte.
Noi abbiamo anche chiesto che il progetto ci sia consegnato.
A quel punto, saremmo andati all'Unione Europea e, nell'ambito delle iniziative
collegate a Malpensa, avremmo ottenuto attenzione e, con tutta probabilità,
oggi il cantiere sarebbe già stato messo in funzione.
L'Anas, invece, ci ha negato perfino questa possibilità".
Sempre
a proposito di viabilità. Proprio alla vigilia delle Elezioni Regionali
quasi cento comuni hanno raggiunto un pre-accordo sulla Pedemontana. Si
realizzerà questa arteria fondamentale per i collegamenti fra est
e ovest della Lombardia?
"C'è la volontà, resa esplicita con la firma dell'accordo,
di prendere in esame la realizzazione di questo tracciato, un elemento
di infrastruttura viabilistica indilazionabile.
Resta un punto di domanda su quelle che saranno le volontà effettive
durante l'individuazione del percorso definitivo, un passaggio che deve
ancora essere affrontato. Se vogliamo essere ottimisti, possiamo affermare
che, sia pur sotto la spinta di un appuntamento elettorale, un primo passo
è stato compiuto. Sono stati individuati anche gli otto mesi per
realizzare lo studio di fattibilità che, se verranno rispettati,
per lo meno permetteranno di iniziare a lavorare in maniera più
concreta.
La Pedemontana interessa Busto Arsizio per quanto riguarda la parte di
innesto con la 336, la superstrada della Malpensa, e con la 341, quella
strada che arriverà da Samarate e consentirà il collegamento
con la zona del Magentino.
Fra le ipotesi sul tavolo, almeno una ci soddisfa in pieno".
Parliamo
del nodo Ferrovie Nord. Sembra che su questo versante ci siano dei progressiÉ
"Effettivamente, vedo degli spiragli che lasciano intravedere
una soluzione positiva.
C'è stato promesso un collegamento con Malpensa per mezzo di una
navetta ed è stata data la disponibilità a studiare la fermata
di qualche corsa del Malpensa Express.
Non solo, ma si sta parlando anche del binario di collegamento fra FS
e Ferrovie Nord e si è profilata di nuovo l'ipotesi di una stazione
di intersezione.
Credo che la cartina al tornasole per capire la reale volontà operativa
degli enti interessati sarà la soluzione o meno della vicenda dell'interramento
di Castellanza: solo dopo di allora potremo dichiararci ottimisti o pessimisti
sulle prospettive del sistema ferroviario cittadino".
Il
suo mandato scade nella primavera del 2002. Quali opere vorrebbe veder
realizzate entro quella data?
"In primo luogo, spero che a quell'epoca sia completato il Polo
Espositivo, anche perché i finanziamenti europei impongono la chiusura
dei lavori entro il dicembre del 2001.
Quella che sta sorgendo a fianco della superstrada per la Malpensa è
un'iniziativa dedicate a sostegno dell'imprenditoria in senso lato: dall'artigianato
al commercio fino all'industria.
Direi, poi, che altre iniziative importanti siano lo sviluppo della Tecnocity
dei Molini Marzoli e il completamento di tutte le strutture dell'area
industriale, ma non ho dubbi sul fatto che quest'ultimo intervento giunga
presto al termine.
Senza dimenticare i progetti che la Giunta ha messo in campo per migliorare
la qualità della vita degli abitanti di Busto Arsizio: penso, in
particolare, al parco lungo via Fagnano, all'ingresso della città.
Se, infine, si riuscisse ad avviare i lavori della stazione di interscambio,
sarei veramente un Sindaco felice".
Professor
Tosi, in conclusione dobbiamo occuparci anche di Malpensa. Qualcuno afferma
che quella offerta dall'aeroporto è un'occasione che è stata
già persa dal nostro territorio...
"No, non penso questo. Io so che Malpensa ha comunque già
prodotto degli importanti effetti positivi anche per Busto Arsizio.
Le occasioni perse, se vogliamo, possono essere quelle di una viabilità
che non è stata adeguata o di un certo ritardo nelle delocalizzazioni.
E' evidente che un aeroporto hub si sviluppa nel tempo e i suoi effetti
si misurano nell'arco del decennio, non certo di un anno o due. Io sarei
cauto nell'affermare che si tratti di un'occasione persa.
Piuttosto, facciamo sì che le occasioni non si perdano, sia da
parte delle Amministrazioni pubbliche, sia da parte dei privati".
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