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L'e-commerce:
ecco come cambia la distribuzione
Dal
business to business al business to consumer fino all'e-procurement. Il
commercio elettronico offre grandi opportunità alle imprese nei
settori della distribuzione e della fornitura.
Se il 1999
è stato l'anno del passaggio di Internet da fenomeno esterno, collaterale
alle iniziative economiche, a baricentro usato in modo pervasivo, il 2000
appare come quello della diffusione capillare della nuova tecnologia digitale,
in grado di innovare profondamente il modo di fare business. La soglia
di accesso alle nuove tecnologie e agli investimenti per il Commercio
Elettronico è bassa: contano soprattutto l'intelligenza e la fantasia
con cui si affronta il nuovo e conta la flessibilità, la capacità
di adattarsi e di cambiare. Con la Rete la dimensione aziendale perde
di rilievo, la piccola realtà locale può risultare competitiva
anche con una multinazionale, anzi è in grado addirittura di essere
avvantaggiata dalla sua capacità di rispondere in modo flessibile
alle richieste del mercato sfruttando la dinamicità e facilità
al cambiamento. In questo senso il ruolo di quella piccola e media impresa
la cui diffusione caratterizza il territorio varesino può essere
di primaria importanza.
Quella che è una vera e propria rivoluzione in atto nel settore
delle telecomunicazioni può insomma giocare un ruolo decisivo nel
ridisegnare l'organizzazione complessiva delle attivitˆ d'impresa. Del
resto, già ora l'Italia nel suo insieme, come dimostra una ricerca
curata da Fabrizio Trau e realizzata congiuntamente dal Centro Studi Confindustria
e dalla Fondazione Giuseppe Taliercio, è il Paese in cui gli scambi
di mercato tra imprese (che sostituiscono passaggi di prodotti intermedi
una volta interni alla grande impresa) sono una realtà più
estesa che altrove.
In questo contesto, il rapidissimo estendersi della telematica alla distribuzione
commerciale sembra rappresentare uno strumento di trasformazione molto
più potente di quella stessa introduzione della microelettronica
nei processi produttivi che aveva caratterizzato la prima fase del nuovo
modello di sviluppo industriale. Il Commercio Elettronico, quindi, appare
in grado di garantire numerosi benefici a una piccola e media impresa
italiana, sia in caso di adozione di una soluzione di commercio tra aziende
(business to business), sia di commercio con i consumatori finali (business
to consumer).
Nel primo caso, infatti, viene facilitata non solo la relazione con fornitori
e aziende clienti, in un'ottica di razionalizzazione dei processi, di
semplificazione, di riduzione dei costi, ma si dà anche luogo a
un ampliamento del numero dei possibili clienti e fornitori in un contesto
di mercato internazionale esteso come esclusivamente Internet può
permettere.
L'accesso
al business to consumer, invece, consente a una piccola e media impresa
di accostarsi a un mercato globale, sfruttando l'assenza di barriere all'ingresso
e potendo interagire direttamente con il cliente in un'ottica di personalizzazione
del prodotto. In un tale contesto, appare decisamente importante il ruolo
del canale aziendale di accesso ai consumatori, canale che deve continuamente
riformulare le proprie caratteristiche, adeguandosi alle esigenze del
mercato e offrendo sempre nuovi servizi. Certo, rispetto a questi vantaggi,
le imprese italiane devono anche fronteggiare alcuni rischi. Innanzitutto,
un mercato aperto ed internazionale implica una vasta concorrenza non
solo da parte di operatori attivi su business similari o identici, ma
anche da parte di quelle aziende che, partendo da attività completamente
differenti, allargano il proprio campo d'azione in mercati correlati o
diversi (è il caso di Amazon.com che, partendo dalla vendita di
CD e libri, ha esteso il business ai prodotti finanziari).
Un secondo elemento di attenzione, che può trasformarsi in una
minaccia, è dato dal progressivo ricorso da parte dei grandi gruppi
a forme di Commercio Elettronico, di costituzione di reti con i propri
fornitori che, di fatto, costringono la filiera d'appartenenza ad adottare
analoghi strumenti di business to business per poter interagire come richiesto.
Questo impone alle piccole e medie imprese nuove modalità di interazione
con la grande azienda: se non si è pronti a farlo, si rischia di
rimanere esclusi da una relazione di mercato innovativa.
Nel frattempo, l'Italia si è comunque messa a correre nel settore
del Commercio Elettronico. L'analisi di Federcomin (Federazione delle
imprese di comunicazione informatica di Confindustria) segnala come nel
1999 le vendite via Internet, sia al pubblico che fra aziende, abbiano
raggiunto un fatturato di 2.400 miliardi, in crescita di tre volte rispetto
all'anno precedente. Un vero e proprio boom è previsto nell'immediato
futuro: l'e-commerce italiano raggiungerà quota 10.000 miliardi
entro il 2001.
E', in particolare, il settore delle vendite da un'impresa all'altra che
sta mostrando un incremento a ritmo elevato: nell'arco di dodici mesi
è cresciuto di quasi quattro volte. Le imprese stanno perciò
cogliendo le opportunità offerte dal business to business, che
può costituire un fattore di accelerazione dell'efficienza di sistema
rendendo accessibili in tempo reale, e a costi vicino allo zero, informazioni
su un numero di partner potenziali molto più ampio di quello precedentemente
visibile (da questo punto di vista, gli stessi vantaggi competitivi offerti
dalla contiguità spaziale all'interno dei distretti industriali
rischiano di diventare assai meno decisivi di quanto lo siano stati finora).
Ma nell'era dell'economia digitale le innovazioni si susseguono senza
soluzione di continuità: grandi passi si stanno facendo anche sul
fronte dell'e-procurement, il sistema delle aste virtuali per i fornitori.
I vantaggi competitivi della contrattazione via Internet degli approvvigionamenti
industriali appaiono sensibili: l'e-procurement, secondo le prime indicazioni,
appare in grado di tagliare i costi delle procedure d'acquisto come minimo
del 10% e di tagliare i costi transazionali (la burocrazia cartacea) del
90%, riducendo i tempi del ciclo di fornitura da 20 a 5 giorni.
| Il
parere di Bruno Amoroso, presidente del Comitato Piccola Industria
dell'Unione Industriali
Le
nuove tecnologie offrono interessanti opportunità alle piccole
e medie imprese, peraltro molto frequentemente già protagoniste
e artefici dei grandi cambiamenti e dell'evoluzione tecnologica.
Per sfruttare al meglio le occasioni che la trasformazione in atto
nell'economia garantisce alle nostre aziende, infatti, spesso non
è necessaria la disponibilità di ingenti risorse economiche,
o comunque questa non è l'esigenza principale. Piuttosto,
contano l'intelligenza e la fantasia con cui ci si accosta alle
novità e, soprattutto, la capacità di adattarsi al
cambiamento.
Ecco perché anche come Comitato Piccola Industria non vogliamo
far mancare occasioni di informazione e di formazione sui temi collegati
alla diffusione capillare delle nuove tecnologie e alle occasioni
di business che si aprono alle imprese. Da più di due anni
l'Unione Industriali sta diffondendo l'utilizzo di Internet e dei
servizi offerti dalla Rete presso le imprese: un progetto che trova
concreta attuazione sia tramite il sito Internet della stessa Unione
Industriali, sia convenzionando accessi professionali e di qualità
a condizioni vantaggiose per le imprese associate. A partire dallo
scorso anno, in particolare, sono stati offerti ai dipendenti delle
imprese associate corsi di formazione gratuita all'utilizzo del
computer e, soprattutto, di Internet tramite il Fondo Sociale Europeo.
Ne sono state realizzate circa quindici edizioni per un totale di
più di 225 partecipanti. Certo, all'enfasi posta sulla flessibilità
quale caratteristica propria dell'innovazione si contrappongono
le molte rigidità (salariali e del lavoro, concorrenziali
e pensionistiche) che invece caratterizzano ancora il contesto sociale
ed economico italiano. Sono ostacoli che vanno superati al più
presto: il rischio, al contrario, è l'impossibilità
per le nostre imprese di riuscire a cogliere le possibilità
che un'economia in evoluzione offre ogni giorno di più.
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PROGRESS
2000 A CASTELLANZA
Si terrà dal 26 al 29 maggio al Centro Esposizioni "Busto
Arsizio" di Castellanza la prima edizione di "Progress 2000",
fiera riservata agli operatori economici e dedicata al mondo dell'informatica
e delle telecomunicazione. Una manifestazione organizzata da Promovarese,
azienda speciale della Camera di Commercio, in collaborazione con
Eurosystem Allestimenti S.r.l. L'Unione degli Industriali è
presente nel Comitato Tecnico. Progress 2000 prevede un'area espositiva,
dove le aziende del settore presenteranno le novità e promozioni
riguardanti i prodotti e i servizi offerti nei campi del software
e dell'hardware, accanto a un'area riservata all'informatica e alla
telecomunicazione nella Protezione Civile. Due sale conferenze, inoltre,
ospiteranno convegni e corsi riservati sia agli operatori, sia al
pubblico degli utenti. |
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