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Ambrogio
Pozzi, cinquant'anni di forme
Mostra-omaggio
al famoso designer al Museo della Ceramica di Laveno
Palazzo
Perabò si affaccia sul lungolago di Cerro di Laveno, uno degli
angoli pittoreschi del Lago Maggiore. Salendo qualche gradino lo sguardo
dà sul bel cortile cinquecentesco porticato anche al piano nobile,
di una misura davvero umanistica. Questa è la sede della Civica
Raccolta di Terraglia e del Museo Internazionale del Design Ceramico.
La Raccolta di Terraglia è la testimonianza della storia di Laveno,
delle sue botteghe e industrie ceramiche. Iniziata alla metà dell'800,
la vicenda della ceramica lavenese ha avuto momenti di grande fulgore
sino a divenire un punto di riferimento per tutta la produzione italiana.
Negli anni recenti purtroppo ha subito un drastico ridimensionamento,
quasi una scomparsa; non solo per motivi societari o finanziari. Per questa
ragione assumono, se possibile, ancora maggior importanza le opere raccolte
a testimonianza di quella storia, del sapere fattuale artigianale e semindustriale
andato perduto.
Mi auguro che la mostra qui allestita e dedicata ai cinquanta anni di
attività nel settore ceramico di Ambrogio Pozzi non sia solo un
omaggio al famoso designer gallaratese ma sia anche un momento necessario
di riflessione per i responsabili del Museo, della sua gestione e per
tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questa radicata tradizione
artistica artigianale.
Dunque anche per questa ragione consiglio il visitatore di vedere prima
la Raccolta di Terraglia e poi la mostra di Ambrogio Pozzi.
Ambrogio Pozzi, si sa, è un protagonista del design ceramico della
seconda metà del secolo che sta per chiudersi ed è inoltre
figura singolare come si evince anche dalla concentrata mostra qui presentata.
Perché singolare? Innanzitutto Pozzi è uno di quegli ormai
rarissimi artisti nati a bottega (il padre avendo fondato la Ceramica
Franco Pozzi a Gallarate), artisti con caratteristiche uniche: conoscono
la materia con cui operano dal di dentro, avendola fatta propria in tenera
età, plasmata e riplasmata sino a che mano, pensiero e materia
coincidono nel processo produttivo. E da questa precisa identità
non si separano mai, neppure quando l'ideazione si serve della matita
sulla carta anziché inverarsi nell'oggetto.
Pozzi è artista-designer fin nella sua più intima fibra,
non è un artista che fa il designer.
Si vedano in mostra creazioni come la serie TR13, duo e cono. Hanno soluzioni
formali geniali pur nella loro apparente semplicità. Soluzioni
formali possibili solo per chi come Pozzi ha saputo interiorizzare spazi,
forme e modelli architettonici vissuti anche emozionalmente, ha saputo
leggere la bellezza nella forma di una conchiglia, carpire la memoria
del vasaio, connettere in un cortocircuito la cardatura con i giardini
zen. La curva ribassata di una immaginaria cupola (in realtà il
contenitore S201) emana una tensione che esalta la purezza della materia
evocando un suono angelico. Il cono disegnato per Pierre Cardin è,
invece, un utopico nuovo skyline domestico o una ironica metafisica che
nasconde e rivela gli oggetti della nostra necessaria quotidianità.
La serie duo, raffinata e sontuosa, eppure essenziale nelle sue forme,
è stata prodotta da Rosenthal per quasi trent'anni a testimonianza
di una classicità di disegno che ha scavalcato anche la crisi del
design postmoderno.
L'intuizione delle forme deve poi fare i conti con le tecnologie di produzione,
con l'ergonomicità e la componibilità per finire con il
packaging: la confezione finale. Tutti problemi che vengono superati con
apparente facilità da Pozzi, anzi non paiono neppure essere problemi
tanto la forma li risolve da se stessa. Le opere esposte suggeriscono
molte letture e riflessioni e soprattutto molti incantamenti: davanti
a certi rossi al selenio con trasparenze di fuoco, a certi verdi intensi
ottenuti con le cristalline colorate pieni d'aria e di luce, a certi teneri
lattiginosi bianchi mat, ai sorprendenti innovativi accostamenti di materiali,
come i manici d'acciaio sul nero profondo di primaluna, e i legni colorati
di umorometro.
Ma sorprenderà anche l'ironia che fa capolino spesso nell'opera
di Pozzi , anche solo nel titolo, vedi la serie plissè, o bombolo,
e che sembra pervadere le opere degli ultimi anni, poche presenti in mostra,
ma documentate nel bel catalogo Electa, con testo di Flaminio Gualdoni
e schede di Tiziano Dalpozzo. La mostra di Ambrogio Pozzi in questo contesto
fa riflettere e sognare: se si coniugasse la genialità di Pozzi
e la sapienza artigianale ancora diffusa sul territorio con il sostegno
dell'Amministrazione pubblica è possibile che la Civica Raccolta
di Terraglia non rimanga solo testimonianza del passato, ma diventi il
centro propulsore di una rinascita della tradizione ceramica di Laveno.
Gottardo
Ortelli
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Altre
mostre:
Caravaggio,
la luce nella pittura lombarda
Bergamo, Accademia Carrara
Sino al 12 luglio 2000
Orario:
lunedì 16.00-22.00; mart./dom. 10.00-22.00
Una
dozzina di capolavori del maestro lombardo sono il nucleo della
mostra che vuole individuare i rapporti e le influenze con la pittura
e i pittori lombardi.
Fausto
Melotti: Segno, musica e poesia
Busto Arsizio, Fondazione Bandera per l'Arte Via Andrea Costa 29.Tel.0331.322311
Dal 21 maggio al 29 ottobre 2000
Orario:
mart., merc., ven. 10.00-12,30 / 15,30-19.00; giov. 15,30-22,30;
sab/dom.10.00-13.00 / 14.00-19.00; lunedi chiuso.
Novanta
opere tra sculture, opere su carta, libri d'artista e incisioni,
realizzate tra gli anni Quaranta e gli Ottanta dal grande innovatore
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Margherita
Serra: Antologica 1980-2000
Gallarate, Civica Galleria d'Arte Moderna Viale Milano 21.Tel.0331.791266
Orario:10.00-12.00
/ 15.00-18.00; mart. 19,30-22,30; lunedi chiuso.
Una
mostra di scultura quanto mai coinvolgente per l'eccezionale maestria
con la quale la Serra piega i materiali alla conquista dello spazio
anche con forme fluide in apparente divenire.
Ernst
Ludwing Kirchner
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Fino al 2 luglio 2000.
Orario:
martedì-domenica 9.00-19.00; lunedi chiuso.
Una
bella completa ed esauriente mostra dell'opera di uno dei protagonisti
dell'Espressionismo tedesco.
Tanzio
da Varallo: Realismo fervore e contemplazione in un pittore del
Seicento
Milano, Palazzo Reale - Tel.02.6597728
Fino al 16 luglio 2000.
Orario:
9,30-18,30; - lunedi chiuso.
Da
non perdere l'eccezionale mostra di Tanzio, uno dei protagonisti
della pittura lombarda del Seicento, riscoperto e valorizzato da
Testori.
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